Esempio di vigneto

Potatura

Potare la vite

Per potare la vite occorre aver acquisito le giuste basi perché si tratta di una pratica molto impegnativa. Essa avviene per migliorare le condizioni delle piante e per agevolare la produzione dell’uva. Si utilizzano delle forbici e talvolta occorrono dei supporti.

di Redazione

23 dicembre 2014

Potare la vite: informazioni generali

Potare la vite, a differenza di altre azioni compiute in campo agricolo, non è una pratica che può essere messa in atto da chiunque. Occorre prima di tutto aver acquisito, col tempo e la pratica, le giuste conoscenze. La potatura risulta essere una pratica assai impegnativa per lo stesso viticoltore, il quale deve attuare delle azioni specifiche, conoscere non soltanto il proprio vigneto ma anche gli strumenti che occorrono e quali rami recidere. L’obiettivo della potatura è quello di migliorare non soltanto la produzione, anche l’aspetto qualitativo, quantitativo ed estetico, sono dei fattori da non sottovalutare. Avere delle viti dotate di un ottimo sviluppo vegetativo significa avere delle uve di qualità e quantità maggiori. Per quanto riguarda i periodi di potatura delle piante, non c’è una stagione ben precisa in cui metterla in atto, tutto dipende dagli esemplari, dalle specie di appartenenza e dalla condizione climatica a cui le viti sono soggette.

Potare la vite: tipi di capi

Prima di procedere con le tecniche atte a potare la vite, è conveniente essere messi a conoscenza della presenza dei capi da frutto e di quelli a legno. Questi ultimi sono dei tralci che non producono i frutti d’uva per cui sono proprio quelli che devono essere soggetti a potatura. I capi a frutto invece sono quelli che dalle gemme daranno vita ai grappoli d’uva. In linea generale non vi è una distinzione evidente tra quelle che sono le gemme che daranno vita ai grappoli d’uva e quelle che svilupperanno un germoglio legnoso. Ciò dipende, sommariamente, dalla struttura del vigneto e dalla sua varietà di appartenenza, e dalle condizioni climatiche che le stesse viti hanno vissuto durante la stagione primaverile. Occorre sempre tenere bene a mente che, la vita di ogni specie e il suo livello di produzione varia secondo le tecniche di potatura messe in atto dal viticoltore. Successivamente alla distinzione dei capi, occorre distinguere il periodo di potatura che varia secondo le gelate e le temperature invernali. Nei luoghi freddi occorre far ricorso alle potature a verde. Questa pratica si mette in atto durante la stagione estiva.

Quando potare la vite

Prima di poter potare la vite occorre che l’apparato fogliare sia completamente caduto, fino alla stagione invernale, avendo il culmine tra i mesi di gennaio e febbraio. La potatura non deve avvenire sempre alla stessa maniera, occorrerà primariamente analizzare le condizioni del vigneto e da qui procedere con la recisione dei rami. Se ad esempio ci si trova davanti un vigneto debole, bisogna attuare una potatura molto misurata, ricordando di non lasciare troppe gemme sui tralci da frutto. In questa maniera, l’anno successivo le viti avranno un rinvigorimento e quindi una maggior produzione di uva e un miglioramento del loro stato di salute. In altre parole, davanti a un vigneto debole si tagliano più gemme possibili, davanti a un vigneto forte e vigoroso, la potatura dovrà essere minore. Oltre al numero di gemme da lasciare sulle piante, occorre calcolare che i tralci da frutto devono avere la giusta esposizione solare e di aria, per cui, eliminare quelli più interni della pianta e fare in modo che si sviluppino all’esterno della parte aerea della vite.

Come potare la vite

Per potare la vite, tra cui quella da tavola, si possono ricorrere a due principali metodi: Guyot semplice e quello a cordone speronato. Attraverso il primo metodo si eliminano tutti i rami vecchi escludendo quello più robusto, il quale sarà in seguito piegato, legato e accorciato, lasciando circa 7/9 gemme secondo l’età della pianta. Questo tralcio resistente e vigoroso (capo a frutto) sarà quello che darà vita alle fruttificazioni estive. Oltre al capo a frutto, si lascia un rametto (sperone) con alcune gemme. Quest’ultimo altro non è che il tralcio a frutto dell’anno prossimo. Il metodo a cordone speronato prevede che i tralci della vite crescano in orizzontale e perpendicolari al terreno. Al tralcio da frutto si lasciano circa 5 speroni ben distanziati tra loro, e su ognuno di essi devono esserci circa 3 gemme. In questa maniera, nel caso di gelate, si ha la certezza che almeno una gemma non verrà bruciata dal gelo. Questa pratica, rispetto al metodo Guyot (la pianta invecchia più tardi), richiede meno cure e la potatura è più veloce perché, il metodo a cordone permette l’uso di forbici elettriche e pneumatiche.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per potare la vite?
    La potatura principale della vite si effettua quando l'apparato fogliare è completamente caduto, ovvero nella stagione invernale. Il momento ottimale cade generalmente tra i mesi di gennaio e febbraio. Tuttavia, il periodo preciso può variare in base alla specifica varietà di vite, alle condizioni climatiche locali e alla resistenza della pianta al freddo. In zone particolarmente fredde, dove le gelate tardive potrebbero danneggiare le gemme, si consiglia di posticipare leggermente l'intervento o di ricorrere alla potatura a verde durante l'estate.
  • Come si distingue un capo a frutto da uno a legno?
    Distinguere visivamente le gemme destinate a produrre uva da quelle che svilupperanno solo foglie e legno (capo a legno) può risultare complesso e non esiste una regola fissa valida per tutte le varietà. La differenziazione dipende dalla struttura del vigneto, dalla cultivar specifica e dalle condizioni climatiche vissute durante la primavera precedente. In linea generale, i capi a frutto sono quelli che porteranno i grappoli nell'annata corrente, mentre i capi a legno vengono potati per favorire la crescita vegetativa futura. L'esperienza del viticoltore gioca un ruolo fondamentale in questa selezione.
  • Quali sono i due metodi principali di potatura della vite?
    I due sistemi più diffusi sono il Guyot (semplice o doppio) e il Cordone Speronato. Nel metodo Guyot si seleziona un unico tralcio vigoroso (capo a frutto) lasciato lungo con 7-9 gemme, legato orizzontalmente, e un piccolo sperone di riserva. Nel Cordone Speronato, i tralci crescono orizzontalmente fissati a fili metallici; si lasciano diversi speroni corti (circa 3 gemme ciascuno) ben distanziati. Il sistema a cordone è spesso preferito per la sua rapidità di esecuzione e la possibilità di usare attrezzi elettrici, mentre il Guyot favorisce una maturazione più uniforme.
  • Quante gemme si devono lasciare sulla vite?
    Il numero di gemme da lasciare dipende dallo stato di vigore della pianta e dal sistema di allevamento scelto. Per un vigneto debole o stanco, è consigliabile una potatura severa, lasciando poche gemne (es. 2-3 nello sperone del cordone) per stimolare il rinvigorimento. Per piante forti e vigorose, si lasciano più gemme per bilanciare la produzione. Nel metodo Guyot, il capo a frutto mantiene solitamente 7-9 gemme. L'obiettivo è garantire una corretta esposizione solare e aerazione dei grappoli, eliminando i rami troppo interni.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaPianta rampicante
EsposizioneSoleggiata
IrrigazioneModerata
AltezzaVariabile
PotaturaInvernale (gen-feb) e verde (estate)
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta