Pergolato di vite

Potatura

Quando potare la vite

La potatura è una tecnica che determina il futuro sviluppo della vite (sia per la produttività che per la crescita). Inoltre, la scelta del periodo in cui si effettua ha ricadute di vario genere sulla pianta, quindi per evitare effetti spiacevoli, è bene sapere quando potare la vite.

di Redazione

09 marzo 2015

Gli scopi della potatura della vite

La potatura è un intervento dell'uomo sulla pianta, ed è anche la tecnica più importante e più efficace che consente al viticoltore di intervenire e regolamentare la produzione e lo sviluppo futuri della vite (sia in senso dellla quantità che della qualità). Gli scopi principali da raggiungere che si prefigge la potatuta sono tre: primo, dare una determinata forma alla pianta e mantenerla nel tempo; secondo, rendere costante la produzione e preservarne il più a lungo il suo potenziale in termini di produzione. Terzo, ottenere una produzione di qualità (buona, ottima). È una pratica utile anche per equilibrare lo sviluppo dei rami rispetto a quello delle radici per evitare sviluppi abnormi in un senso o nell'altro. Inoltre, consente di organizzare la vegetazione al fine di facilitare gli altri interventi di cura del vitigno, tra cui la lavorazione del terreno ed i trattamenti antiparassitari.

Quando potare la vite

Gli interventi di potatura hanno ricadute ed effetti diversi a seconda del periodo in cui sono messi in pratica dal viticoltore. Quindi, si deve decidere quando potare la vite a seconda delle caratteristiche specifiche della pianta e degli scopi che si vogliono raggiungere. In generale, esistono tre periodi in cui è possibile intervenire sulla pianta: a primavera inoltrata, subito dopo la vendemmia oppure a fine autunno/inizi inverno. Vediamo adesso quando potare la vite e perché. La potatura a primavera inoltrata si effettua per ritardare la germogliazione delle gemme, in quanto provoca la perdita di diverse sostanze. Anche l'intervento subito dopo la vendemmia ritarda la formazione di gemme, perché riduce l'accumulo delle sostanze di riserva della vite. Questi interventi di potatura sono adatti per viti coltivate nelle zone settentrionali, dove gelate tardive potrebbero danneggiare il vigneto. Al contrario, la potatura effettuata in inverno/fine autunno anticipa il germogliamento: è particolarmente consigliato nelle viti coltivate in aree meridionali e/o in terreni poveri, oppure per i vitigni tardivi e per le viti vecchie.

Il perchè della potatura invernale

Per decidere quando potare la vite, è necessario ricordare che fino alla caduta delle foglie la pianta continua a effettuare la fotosintesi. Inoltre, prima della caduta delle foglie dal tralcio, molte sostanze organiche e minerali contenute nelle foglie vengono fatte migrare nel tralcio e da questo in altri organi della pianta di vite. Quindi, se possibile, si deve evitare di potare le viti prima della caduta delle foglie. Ovviamente, dalla vendemmia alla caduta completa delle foglie passano spesso molti giorni. Inoltre, l'appassimento delle foglie è legato alle caratteristiche del vitigno ed a basse temperature notturne. Negli ambienti settentrionali può giocare un ruolo fondamentale anche l'altezza della pianta: infatti, le piante alte vanno meno soggette alle gelate di quelle basse (dato che l'aria più fredda si trova sempre vicino al terreno); và però rilevato che se il freddo invernale è molto forte, le piante precocemente potate possono morire per danni da gelo al fusto (non sono rare le fessurazioni ecc., anche su piante non potate prima dell'avvento dei geli).

Adattare la potatura al tipo di vite

È bene ricordare che la pianta potata precocemente va più soggetta ai geli invernali, tuttavia vi sono alcune varietà molto resistenti alle gelate invernali (Riesling r., Cabernet Sauvignon, Sylvaner, Traminer, Gamay, Chasselas, ecc.) mentre altre sono più sensibili (Pinot nero, Sangiovese, Uva d'Oro, Albana). Le stesse varietà in terreni freschi e fertili sono ancora più sensibili; le piante giovani resistono meno delle adulte. Comunque, per rispondere alla domanda quando potare la vite, bisogna dire che la scelta dell'epoca della potatura è, in sostanza, sufficientemente elastica, ma è necessario valutare con prudenza le possibili ricadute sulla pianta. Anche se si effettua la potatura dopo la vendemmia (ma prima delle gelate invernali) è consigliabile realizzare l'operazione in due tempi. Durante l'autunno si eliminano i tralci che hanno prodotto e non necessari alla produzione dell'anno successivo, mentre dopo i geli (oppure durante le giornate invernali di bel sole, su legno non gelato, quando il terreno sgela in superficie e la temperatura non scende sotto gli zero gradi circa) si dovranno accorciare i tralci a frutto.

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Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per potare la vite?
    Esistono tre periodi principali: primavera inoltrata, subito dopo la vendemmia e fine autunno/inizio inverno. La scelta dipende dallo scopo: la potatura primaverile o post-vendemmia ritarda la germogliazione, proteggendo dalle gelate tardive tipiche del Nord Italia. Al contrario, la potatura invernale anticipa la germogliazione ed è ideale per il Sud Italia, terreni poveri, vitigni tardivi o viti vecchie.
  • Perché è meglio aspettare la caduta delle foglie per potare?
    Fino alla caduta delle foglie, la pianta continua la fotosintesi e trasporta nutrienti dalle foglie ai tralci e agli altri organi di riserva. Potare prima che le foglie cadano completamente priva la pianta di queste risorse essenziali accumulate durante l'estate, indebolendola per la stagione successiva. Attendere l'appassimento naturale garantisce quindi una migliore resistenza invernale.
  • Come distinguere i vitigni resistenti da quelli sensibili al gelo?
    Alcune varietà mostrano maggiore resistenza alle gelate invernali, come Riesling, Cabernet Sauvignon, Sylvaner, Traminer, Gamay e Chasselas. Altre sono più sensibili, tra cui Pinot Nero, Sangiovese, Uva d’Oro e Albana. Attenzione: la sensibilità aumenta se i vitigni sensibili crescono in terreni freschi e fertili, o se sono piante giovani invece che adulte.
  • Si può fare la potatura in due tempi?
    Sì, è consigliabile specialmente se si pota dopo la vendemmia ma prima delle gelate. Nel primo intervento (autunnale) si eliminano i tralci prodotti e non utili per l'anno successivo. Nel secondo intervento (invernale, su legno non gelato e con temperature sopra lo zero), si procedono ad accorciare i tralci destinati alla fruttificazione.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaPianta arborea rampicante
EsposizioneSoleggiata
TerrenoPreferibilmente fresco e fertile, ma adattabile
IrrigazioneRegolare, evitando ristagni
FiorituraPrimaverile
AltezzaVariabile, può superare i 10 metri
ConcimazioneNecessaria per mantenere la produzione
PotaturaEssenziale, varia in base al clima e al vitigno
Malattie e parassitiSensibile a funghi e insetti, richiede trattamenti
Difficoltà di coltivazioneMedia, richiede conoscenze tecniche specifiche