Rabarbaro

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Rabarbaro

Il rabarbaro è un ortaggio ottimo da usare in cucina per il suo sapore intenso, ed è una pianta perenne da coltivare in giardino, in vaso o nell'orto.

di Redazione

09 novembre 2016

Come annaffiare il rabarbaro

Il rabarbaro appartiene alle Polygonaceae e predilige un clima continentale e mediterraneo senza caldi eccessivi, preferendo le temperature fredde. Infatti il suo sviluppo avviene più in inverno che in estate, dato che al caldo esagerato appassisce. Ama il sole, ma non la calura intensa; tollera abbastanza bene le intemperie, e il suo terreno deve essere morbido e senza ristagni. Il bisogno d’acqua non è esagerato, ma varia nei vari periodi. Infatti in primavera e in autunno sarà sufficiente l'acqua piovana, controllando sempre l'aridità della terra. Mentre in estate è meglio un maggior apporto d'acqua in quanto con il caldo la pianta tende a seccare. Quindi si consiglia di scegliere per il rabarbaro una parte di terreno con ottimo drenaggio e senza ristagni d'acqua. Per sapere se il terreno scelto può andar bene, scavare una buca e versare dell'acqua. Se l'acqua rimane nella terra vuol dire che non drena, al contrario se viene assorbita questo è il posto giusto dove coltivare il rabarbaro. Al limite, è comunque sempre consigliato annaffiare tutte le volte che la terra è secca.

Facile coltivazione del rabarbaro

Il rabarbaro viene coltivato nell'orto o in vaso. Nel primo caso cresce velocemente per un uso più che altro alimentare, mentre in vaso è decisamente decorativo. In fondo al vaso comunque bisogna sempre posizionare dei cocci per agevolare lo scorrere dell'acqua, in seguito si versa del terriccio fertilizzato. Per quel che riguarda il giardino o l'orto bisogna prima di tutto zappare per distribuire i nutrienti del terreno. Il rabarbaro si ottiene per seme o per cespi e rizomi. I semi vengono coltivati nei semenzai per essere trapiantati successivamente con i germogli. Mentre rizomi e cespi si acquistano nei negozi appositi o da altri coltivatori. Il periodo della semina è la primavera ancora fresca oppure l'autunno. Il rizoma viene inserito nella terra non in profondità, invece le piantine vanno posizionate nel terreno prestando attenzione alle radici. Si devono formare delle file tenendo una certa distanza fra una pianta e l'altra dato che il rabarbaro cresce e si allarga alla svelta. La raccolta si svolge di solito dopo due anni all’inizio della primavera togliendo le coste esterne e lasciandone altre alla pianta. Continuare così fino ad inizio estate.

Concimare il rabarbaro

Prima di concimare il rabarbaro si consiglia di togliere le erbacce, zappare il terreno e unire compost e sostanze organiche. La pianta non ha bisogno di grandi concimazioni, ma è sempre meglio usare fertilizzanti naturali. Non utilizzare comunque dei pesticidi perché il rabarbaro per svilupparsi ha bisogno solo di terreni con nutrienti organici. Soprattutto non si devono usare concimi chimici nel primo anno di vita, ma solo organici fino ai tre anni di coltivazione. Posizionare del fieno per evitare la facile comparsa delle erbacce e non dimenticare mai di nutrire il rabarbaro durante la sua evoluzione. Fertilizzare la terra in primavera dove è presente la pianta e dopo un anno cospargere di una minima dose di concime con tanto azoto per aiutarla a crescere forte e sana. Questa operazione andrebbe eseguita preferibilmente quando il terreno si scongela.

Possibili malattie e parassiti

La manutenzione periodica del rabarbaro si esplica con la pulizia delle erbacce, la creazione di ripari invernali ed estivi, oltre al controllo di insetti e parassiti. Il rabarbaro non ha di solito dei gravi problemi, ma se dovesse presentarne alcuni la pianta deve essere bruciata. Sembra invece che sia proprio il rabarbaro coltivato con verze e cavoli ad allontanare la Plasmodiophora, un parassita del cavolo. Quindi, riprendendo la cura del rabarbaro sarà necessario rimuovere i polloni per non farli diventare troppo grossi. Infatti sono questi elementi che rallentano la crescita della pianta. Il rabarbaro non è visitato da molti insetti o parassiti, ma se si dovesse notare sugli steli il curculione del rabarbaro bisogna rimuoverlo alla svelta senza l'uso di pesticidi, quindi togliendolo manualmente. Alla fine, la pianta del rabarbaro si coltiva e si riproduce facilmente, dura nel tempo, è bella da vedere, e possiede un sapore tutto suo che si usa in cucina molto volentieri.

Domande frequenti

  • Quando e come si raccoglie il rabarbaro?
    La raccolta inizia solitamente dopo due anni dalla messa a dimora, all'inizio della primavera. È fondamentale prelevare solo le coste esterne, lasciando quelle interne centrali per permettere alla pianta di continuare la sua crescita vegetativa. Il raccolto prosegue fino all'inizio dell'estate. Una volta terminato il periodo primaverile, la pianta entra in fase di riposo e accumulo di energie per l'anno successivo; in questa fase non si devono prelevare altre coste.
  • Qual è il miglior periodo per seminare o impiantare il rabarbaro?
    Il rabarbaro può essere moltiplicato tramite seme, cespi o rizomi. La semina in semenzaio va effettuata in primavera, quando le temperature sono ancora fresche, oppure in autunno. Successivamente, i germogli verranno trapiantati in piena terra. Se si opta per l'acquisto di rizomi o cespi già sviluppati, il trapianto va eseguito con cautela, facendo attenzione a non danneggiare le radici e mantenendo una distanza adeguata tra le piante, poiché il rabarbaro tende ad allargarsi rapidamente.
  • Come si gestisce l'irrigazione del rabarbaro nelle diverse stagioni?
    Il fabbisogno idrico varia in base alla stagione. In primavera e in autunno, di norma, l'acqua piovante è sufficiente; basterà verificare periodicamente che il terreno non si secchi completamente. Durante l'estate, invece, il caldo intenso può causare l'appassimento della pianta, rendendo necessario un apporto idrico maggiore per mantenere l'umidità del substrato. È cruciale garantire un ottimo drenaggio: il rabarbaro soffre i ristagni idrici, quindi il terreno deve assorbire l'acqua rapidamente senza creare pozze stagnanti.
  • È possibile coltivare il rabarbaro in vaso?
    Sì, il rabarbaro si adatta bene alla coltivazione in vaso, dove assume principalmente una funzione decorativa grazie al suo aspetto rigoglioso. Per una corretta coltivazione in contenitore, è essenziale predisporre uno strato di cocci sul fondo per favorire il drenaggio dell'acqua in eccesso. Successivamente, si riempie il vaso con un terriccio fertile e ben strutturato. Rispetto alla coltivazione in orto, dove la pianta cresce più velocemente per fini alimentari, quella in vaso richiede una gestione attenta dell'apporto nutritivo e idrico.
  • Che tipo di concimazione è consigliata per il rabarbaro?
    Il rabarbaro predilige fertilizzanti naturali e organici, evitando rigorosamente i pesticidi e i concimi chimici, specialmente nel primo anno di vita. Nei primi tre anni, la concimazione deve avvenire esclusivamente con sostanza organica. Dopo il primo anno, è utile somministrare una piccola dose di concime ricco di azoto, preferibilmente quando il terreno si scongela in primavera, per stimolare una crescita vigorosa. Mantenere il suolo coperto da fieno aiuta anche a contrastare la crescita delle infestanti.

Scheda Tecnica

FamigliaPolygonaceae
Tipo di piantaPerenne
EsposizioneSole (tollera ombra leggera)
TerrenoMorbido, ricco di nutrienti organici, ben drenato
IrrigazioneModerata; aumentare in estate, evitare ristagni
ConcimazioneNaturale/organica; azoto dopo il primo anno
PotaturaRimozione polloni e foglie vecchie
MoltiplicazioneSeme, cespi, rizomi
Malattie e parassitiCurculione del rabarbaro, Plasmodiophora (controllo preventivo)
Difficoltà di coltivazioneFacile