
Il rabarbaro viene coltivato nell'orto o in vaso. Nel primo caso cresce velocemente per un uso più che altro alimentare, mentre in vaso è decisamente decorativo. In fondo al vaso comunque bisogna sempre posizionare dei cocci per agevolare lo scorrere dell'acqua, in seguito si versa del terriccio fertilizzato. Per quel che riguarda il giardino o l'orto bisogna prima di tutto zappare per distribuire i nutrienti del terreno. Il rabarbaro si ottiene per seme o per cespi e rizomi. I semi vengono coltivati nei semenzai per essere trapiantati successivamente con i germogli. Mentre rizomi e cespi si acquistano nei negozi appositi o da altri coltivatori. Il periodo della semina è la primavera ancora fresca oppure l'autunno. Il rizoma viene inserito nella terra non in profondità, invece le piantine vanno posizionate nel terreno prestando attenzione alle radici. Si devono formare delle file tenendo una certa distanza fra una pianta e l'altra dato che il rabarbaro cresce e si allarga alla svelta. La raccolta si svolge di solito dopo due anni all’inizio della primavera togliendo le coste esterne e lasciandone altre alla pianta. Continuare così fino ad inizio estate.
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Prima di concimare il rabarbaro si consiglia di togliere le erbacce, zappare il terreno e unire compost e sostanze organiche. La pianta non ha bisogno di grandi concimazioni, ma è sempre meglio usare fertilizzanti naturali. Non utilizzare comunque dei pesticidi perché il rabarbaro per svilupparsi ha bisogno solo di terreni con nutrienti organici. Soprattutto non si devono usare concimi chimici nel primo anno di vita, ma solo organici fino ai tre anni di coltivazione. Posizionare del fieno per evitare la facile comparsa delle erbacce e non dimenticare mai di nutrire il rabarbaro durante la sua evoluzione. Fertilizzare la terra in primavera dove è presente la pianta e dopo un anno cospargere di una minima dose di concime con tanto azoto per aiutarla a crescere forte e sana. Questa operazione andrebbe eseguita preferibilmente quando il terreno si scongela.
La manutenzione periodica del rabarbaro si esplica con la pulizia delle erbacce, la creazione di ripari invernali ed estivi, oltre al controllo di insetti e parassiti. Il rabarbaro non ha di solito dei gravi problemi, ma se dovesse presentarne alcuni la pianta deve essere bruciata. Sembra invece che sia proprio il rabarbaro coltivato con verze e cavoli ad allontanare la Plasmodiophora, un parassita del cavolo. Quindi, riprendendo la cura del rabarbaro sarà necessario rimuovere i polloni per non farli diventare troppo grossi. Infatti sono questi elementi che rallentano la crescita della pianta. Il rabarbaro non è visitato da molti insetti o parassiti, ma se si dovesse notare sugli steli il curculione del rabarbaro bisogna rimuoverlo alla svelta senza l'uso di pesticidi, quindi togliendolo manualmente. Alla fine, la pianta del rabarbaro si coltiva e si riproduce facilmente, dura nel tempo, è bella da vedere, e possiede un sapore tutto suo che si usa in cucina molto volentieri.
Per la coltivazione del rabarbaro non occorreranno particolari interventi di annaffiatura. Nelle fasi iniziali di svilup
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