Coltivazione di erba medica

Estratto secco

Erba medica

Erba medica è il nome comune della Medicago Sativa, un'erba utilizzata principalmente come foraggio, ma ricca di virtù interessanti da conoscere.

di Redazione

10 gennaio 2017

Come e quanto irrigare

L'erba medica è una pianta perenne; le sue radici fittonanti arrivano in grande profondità nel terreno. Questa caratteristica la rende, tra l'altro, molto utile per ripristinare la fertilità dei suoli su cui viene coltivata. Le foglie si differenziano da quelle dei trifogli perché pur essendo anch'esse raccolte a gruppi di tre, sono dotate di picciolo, al contrario di quelle dei trifogli. Questa erba, originaria dell'Asia ma diffusa in molte regioni italiane, predilige i terreni ricchi di calcio, non troppo asciutti. È anche vero, però, che provenendo da regioni aride, sopporta bene le scarse irrigazioni durante il periodo vegetativo. Non va quindi irrigata in modo eccessivo durante l'estate, ma piuttosto bisogna aver cura che il terreno sia ben drenato. Nonostante sia una gran consumatrice di acqua, è anche tra le foraggere più resistenti alla siccità. Le sue radici, capaci di arrivare in profondità, riescono ad assicurare alla pianta il necessario apporto idrico, cercando l'acqua nel terreno. Al contrario, durante la fase di riposo, è meno sensibile all'umidità. In sintesi, l'erba medica va annaffiata solo quando il clima è molto asciutto e per lungo tempo.

Come coltivarla e prendersene cura

Un terreno con pH intorno a 7, quindi non acido, e ben drenato, è il miglior substrato per la coltivazione dell'erba medica. La semina va effettuata generalmente in primavera, ma si può fare anche a fine agosto o ai primi di settembre, in modo da permettere alle giovani piante di sviluppare l'apparato radicale che consentirà loro di accumulare le riserve per superare l'inverno. I semi sono molto piccoli e prima di seminare è opportuno arare bene il terreno in profondità, fino a circa 40 centimetri, anche se il seme va interrato di un centimetro al massimo. L'erba medica è disponibile in tante varietà: questo offre la possibilità di scegliere quella migliore per i propri terreni. Ad esempio, alcune varietà sono chiamate dormienti per la loro peculiarità di entrare in fase di riposo durante l'inverno e sopportarlo meglio. Sono le varietà di erba medica più adatte alle regioni del nord con clima rigido, mentre le semi - dormienti o non dormienti sono indicate per le regioni meridionali.

Come e quando concimare

Prima ancora di preoccuparsi per la concimazione di erba medica, bisogna tener presente che la pianta necessita di buone quantità di potassio e fosforo. Queste sostanze devono quindi essere presenti in dosi sufficienti nel suolo, per assicurare una crescita rigogliosa delle piante. È il caso di fertilizzare il terreno prima della semina, ma ancor meglio se viene fatto prima ancora dell'aratura, così da far trovare alle radici che si spingono in profondità il nutrimento necessario ad uno sviluppo robusto della pianta. Il concime in forma di liquame di copertura non va invece somministrato, per non favorire la crescita di erbacce infestanti. Dopo il raccolto di erba medica, e durante la successiva ripresa vegetativa, è opportuno somministrare un leggero dosaggio di azoto, circa 20 - 30 chilogrammi per ettaro.

Esposizione, malattie e rimedi

L'erba medica preferisce terreni soleggiati, ma le sue diverse varietà si adattano ai climi miti del sud ed anche a quelli decisamente più rigidi delle regioni del nord. Questo perché durante la fase di riposo non teme il gelo. In un habitat particolarmente favorevole potrebbe vivere oltre i 10 anni, ma in genere viene coltivata per 3 - 4 anni. Le avversità più comuni per le coltivazioni di erba medica sono i marciumi radicali dovuti al Fusarium roseum o altri tipi di funghi. Questi si combattono rendendo il terreno molto ben drenato. I parassiti che possono attaccare l'erba medica sono l'Apion, gli afidi e il punteruolo, che aggredisce le foglie, o il "misurino dei medicai" che si nutre di germogli. Vanno combattuti con prodotti specifici e mirati. Le infestanti che possono insinuarsi tra l'erba medica, in genere, sono contrastate dalla pianta stessa e il diserbo chimico non è consigliato, se non in caso di vera necessità. Nemica dell'erba medica è la cuscuta, una pianta parassita che avvolge gli steli di erba medica e ne causa il diradamento.

Domande frequenti

  • Come si effettua correttamente la semina dell'erba medica?
    La semina si consiglia in primavera oppure a fine agosto/inizio settembre. Prima di interrare i semi, è fondamentale arare il terreno in profondità fino a 40 cm per facilitare lo sviluppo radicale. I semi vanno interrati al massimo 1 cm di profondità. È possibile scegliere tra varietà dormienti (ideali per il Nord Italia e climi rigidi) e semi-dormienti/non dormienti (preferibili per il Sud e climi miti).
  • Quanto spesso va innaffiata l'erba medica?
    L'erba medica richiede irrigazioni moderate. Sebbene sia una pianta che consuma molta acqua, possiede radici fittonanti molto profonde che le permettono di resistere bene alla siccità attingendo umidità dal sottosuolo. Va annaffiata solo nei periodi prolungati di forte siccità, evitando comunque ristagni idrici poiché predilige terreni ben drenati.
  • Quali sono i principali nemici e parassiti dell'erba medica?
    Le minacce principali includono funghi patogeni come il *Fusarium roseum*, responsabile dei marciumi radicali. Tra gli insetti parassiti figurano afidi, Apion, il punteruolo (che attacca le foglie) e il 'misurino dei medicai' (che danneggia i germogli). Un grave problema è rappresentato dalla Cuscuta, una pianta parassita che avvolge gli steli causando il diradamento della coltura.
  • Come si gestisce la concimazione dell'erba medica?
    È essenziale garantire presenza di potassio e fosforo nel suolo, preferibilmente somministrati prima dell'aratura o della semina. Evitare liquami di copertura per non favorire le infestanti. Dopo il raccolto e durante la ripresa vegetativa, si consiglia una leggera somministrazione di azoto, calcolata indicativamente tra 20 e 30 chilogrammi per ettaro.

Scheda Tecnica

Medicago sativa

Nome scientificoMedicago sativa
FamigliaFabacee (Leguminose)
Tipo di piantaPerenne
OrigineAsia
EsposizioneSoleggiata
TerrenoRicco di calcio, alcalino (pH ~7), ben drenato
IrrigazioneModerata; resistente alla siccità grazie alle radici profonde
ConcimazionePotassio e fosforo pre-semina; leggero azoto post-raccolto (20-30 kg/ha)
PotaturaNessuna richiesta specifica
MoltiplicazioneSemina (primavera o fine estate/inizio autunno)
Malattie e parassitiMarciumi radicali (Fusarium), Afidi, Apion, Punteruolo, Misurino dei medicai, Cuscuta
Difficoltà di coltivazioneMedia