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Infusi

Infuso di malva

In questo articolo, tutto quello che dovete sapere sulle proprietà e le controindicazioni dell'infuso di malva

di Redazione

24 settembre 2012

Infuso di malva

Quante volte siamo stati colpiti da un fastidioso mal di pancia e ci siamo sentiti dire di prendere un infuso alle erbe? Tante volte, sicuramente. In effetti, alcune piante officinali possono rivelarsi molto utili per combattere fastidi comuni come il mal di pancia. Tra queste spicca senza dubbio la malva, usata per preparare l’infuso omonimo, ma anche dei decotti. La malva è una pianta erbacea a fiore, perenne, originaria delle zone subtropicali e comprendente circa 1000 specie diverse. Appartiene alla famiglia della malvacee ed il suo nome botanico varia in base alla varietà. Si tratta di una pianta spontanea che si ritrova facilmente ai bordi delle strade, nei prati e nelle terre incolte della pianura. Le virtù di questa pianta sono conosciute in dai tempi più antichi, tanto che il suo nome deriva dalla parola latina “mollire”, che significa “ammorbidire”, riferita alle sue proprietà emollienti.

Caratteristiche

L’infuso di malva si prepara usando le foglie ed i fiori secchi della pianta lasciati in infusione per circa quindici minuti. I benefici effetti di questa pianta si esplicano a livello delle mucose del cavo orale ed intestinale, ma anche sulla pelle. La malva possiede anche proprietà espettoranti, emollienti, antinfiammatorie e lenitive. La pianta contiene vitamine A, B1, E, mucillagini, tannini, flavonoidi, antociani, acido glucuronico e acido galacturonico ed oli essenziali dalle efficaci proprietà emollienti ed antinfiammatorie. L’azione dell’infuso di malva si esplica dunque in tutte quelle condizioni che possono trarre beneficio dall’azione emolliente ed antinfiammatoria della pianta e quindi in caso di malanni invernali, come tosse, bronchite, catarro, infiammazione dell’esofago, della trachea e della gola, dove la malva riesce a placare i fastidiosi bruciori causati dal processo flogistico. Ma non solo, le mucillagini della malva svolgono un’efficace azione emolliente e protettiva delle pareti intestinali, migliorando condizioni di alterata funzionalità causate da stipsi o da colon irritabile.

Uso

L’infuso di malva si prepara lasciando in infusione foglie e fiori secchi di malva. L’infuso va lasciato riposare per circa quindici minuti, in modo da permettere alla pianta di rilasciare tutti i suoi principi attivi. Ricordiamo che per l’infuso di malva bisogna usare esclusivamente parti essiccate, perché quelle fresche si utilizzano solo per preparare il decotto. La quantità di pianta e di acqua necessaria per l’infuso varia in base agli effetti che si vogliono ottenere. Contro i bruciori di gola servono cento grammi di foglie e fiori di malva, in due litri di acqua, mentre per i problemi intestinali, la stipsi, il colon irritabile, la tosse e il catarro serve una dose pari a un cucchiaio di malva in una tazza d’acqua bollente. Prima di berlo, l’infuso di malva va filtrato.

Dosaggio

La modalità di assunzione dell’infuso di malva cambia in base ai fastidi che si vogliono combattere. In caso di mal di gola bisogna bere almeno due tazze al giorno lontano dai pasti. La malva è efficace anche in presenza di lesioni ed infiammazioni del cavo orale, come gengiviti e stomatiti. In tal caso bisogna usare il decotto di malva, ottenuto con cinque grammi foglie e fiori freschi in cento grammi di acqua fredda, da far bollire per qualche minuto. L’infuso si malva è utilissimo anche per combattere la stipsi ed i fastidi ( dolore, gonfiore, alterata funzionalità intestinale) provocati dalla sindrome del colon irritabile. In questi casi, ma anche in presenza di tosse e catarro, è consigliabile bere una tazza di infuso la sera, qualche minuto prima di andare a dormire. L’assunzione dell’infuso è particolarmente gradevole per il palato, perché la soluzione presenta un sapore lievemente dolciastro.

Altri usi

L’infuso di malva ha anche un effetto emolliente ed ammorbidente sulla pelle. In tal caso basta aggiungerne qualche goccia all’acqua del bagno. L’effetto antinfiammatorio del preparato si esplica non solo a livello delle mucose del cavo orale, ma anche per quelle esterne. L’infuso di malva, infatti, si può usare anche per fare dei lavaggi sugli occhi in caso di congiuntivite.

Controindicazioni

Sulla malva ed il relativo infuso non sono state segnalate controindicazioni ed effetti collaterali. Spesso l’infuso viene consigliato anche alle donne in gravidanza, per combattere la stipsi che può manifestarsi durante il periodo di gestazione. In questo caso, l’assunzione dell’infuso di malva richiede il diretto monitoraggio del medico. Non si conoscono reazioni allergiche a questa pianta e non si dispone di studi su possibili effetti collaterali relativi al suo utilizzo, per cui, nell’assunzione dell’infuso bisogna solo usare la giusta cautela, consultandosi con un medico in caso di gravidanza o di altre patologie non indicate tra quelle che risentono positivamente dell’assunzione del preparato. Da notare che anche nell’assunzione dell’infuso bisogna rispettare dei dosaggi molto precisi. In genere, quando si parla di questi preparati, non bisogna superare le tre tazze al giorno, perché gli eccessi potrebbero provocare effetti indesiderati. Basta pensare all’effetto lassativo dell’infuso di malva, effetto utile in caso di stipsi, ma fastidioso nel caso dovesse essere troppo “eccessivo”. Per preparare l’infuso di malva in tutta tranquillità, è consigliabile acquistare la pianta in erboristeria, dove le parti “attive” vengono lavorate sulla base del loro giusto periodo di maturazione. Le foglie di malva si raccolgono, infatti, a primavera, mentre le foglie a fine estate. Chi dovesse coltivare la malva a scopo ornamentale deve raccogliere le parti vegetali attive nei periodi indicati. I migliori effetti dell’infuso di malva, ma anche di altre piante, si ottengono se le parti attive vengono coltivate in ambienti sani e non inquinati.

Domande frequenti

  • Come si prepara correttamente l'infuso di malva?
    Per preparare l'infuso di malva, utilizza esclusivamente foglie e fiori secchi. Versa un cucchiaio di pianta essiccata in una tazza di acqua bollente. Lascia in infusione per circa quindici minuti in modo che la pianta possa rilasciare tutti i principi attivi. Successivamente, filtra la preparazione per rimuovere le parti solide. È fondamentale usare parti essiccate e non fresche, poiché queste ultime vanno impiegate esclusivamente per la preparazione del decotto. Questa procedura garantisce l'estrazione ottimale delle mucillagini e degli altri composti benefici.
  • Quali sono i principali benefici dell'infuso di malva?
    L'infuso di malva vanta proprietà emollienti, espettoranti, antinfiammatorie e lenitive. Agisce efficacemente sulle mucose del cavo orale e intestinale, oltre che sulla pelle. È indicato per alleviare fastidi invernali come tosse, bronchite, catarro e infiammazioni di gola ed esofago. Grazie alle mucillagini, protegge le pareti intestinali, migliorando condizioni come stitichezza e sindrome del colon irritabile. Inoltre, il suo effetto antinfiammatorio aiuta a placare bruciori e irritazioni locali, offrendo sollievo rapido grazie al suo sapore lievemente dolciastro.
  • In quali dosaggi e momenti assumere l'infuso?
    Il dosaggio varia in base al disturbo. Per mal di gola, consiglia di bere almeno due tazze al giorno, lontano dai pasti. Per problemi intestinali, stitichezza, tosse o catarro, è raccomandata una tazza la sera, poco prima di coricarsi. In generale, non superare mai le tre tazze giornaliere per evitare effetti lassativi eccessivi. Per affezioni orali come gengiviti, invece, si preferisce il decotto (foglie fresche bollite) usato per sciacqui, mentre l'infuso rimane la scelta principale per l'assunzione interna mirata a specifici fastidi digestivi o respiratori.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali?
    Non sono state segnalate specifiche controindicazioni o reazioni allergiche note, rendendo la malva generalmente sicura. Tuttavia, l'assunzione durante la gravidanza richiede sempre il monitoraggio medico diretto. L'effetto lassativo della pianta può diventare fastidioso se si superano i limiti di consumo, causando disturbi intestinali. È essenziale rispettare i dosaggi indicati e consultare un professionista in caso di altre patologie pregresse. La cautela è sempre consigliata, specialmente per soggetti vulnerabili o in combinazione con farmaci specifici, pur non essendoci interazioni documentate gravi.
  • Come si usa la malva per la cura della pelle?
    L'infuso di malva offre eccellenti risultati anche per la cura esterna grazie alle sue proprietà emollienti e ammorbidenti. Puoi aggiungere qualche goccia dell'infuso concentrato all'acqua del bagno per ammorbidire la pelle. Inoltre, l'azione antinfiammatoria si applica alle mucose esterne: l'infuso filtrato e raffreddato può essere utilizzato per effettuare delicati lavaggi oculari in caso di congiuntivite. Questo uso topologico sfrutta la capacità della pianta di lenire le irritazioni e proteggere le membrane sensibili senza causare ulteriore stress.

Scheda Tecnica

FamigliaMalvacee
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineZone subtropicali
EsposizioneSoleggiata/Parziale
TerrenoQualsiasi, preferibilmente ben drenato
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
MoltiplicazioneSemina
Malattie e parassitiGeneralmente resistente
Difficoltà di coltivazioneFacile