Biotrituratore a scoppio Herkules LGM-4000

Attrezzi giardino

Biotrituratore a scoppio

Strumento ideale per la produzione di compostaggio o semplicemente per sminuzzare scarti, legni e altro materiale dalla pulizia del giardino, il biotrituratore a scoppio è lo strumento ideale a tale scopo, rendendo cosi molto più facile lo smaltimento di questi materiali.

di Redazione

19 gennaio 2015

A cosa serve un biotrituratore

Chi lavora in campagna o si dedica attivamente alla pulizia del proprio giardino, sa benissimo che la quantità di materiale di scarto prodotto è abbastanza consistente, soprattutto se la superficie su cui lavoriamo è decisamente ampia. Spesso la soluzione più drastica per liberarsi di questi scarti è fare un falò e bruciare il tutto. Ma esiste una soluzione molto più comoda e decisamente meno impegnativa. Il biotrituratore a scoppio. Questo macchinario ha una struttura molto semplice. Un telaio su cui è installato un motore termico, che a sua volta muove una lama rotante, la lama è posta alla base di una tramoggia dove al suo interno verrà gettato il materiale da lavorare. Tramite la forza centrifuga trascina verso di se il tutto, sminuzzandolo completamente, alla fine del processo, tramite un condotto viene espulso. Alla fine del condotto come ulteriore comodità, alcuni modelli permettono l'installazione di un sacco di raccolta, semplificando in maniera assoluta il processo.

Necessità e prestazioni

Prima di acquistare un biotrituratore a scoppio, bisogna ovviamente domandarsi, se ci serve e soprattutto che uso dovremo farne.Fortunatamente di questi macchinari ne esistono veramente per ogni esigenza, di varie dimensioni e potenze. E' logico quindi prima di procedere all'acquisto informarsi bene sull'uso che andremo a farne, e orientarsi quindi sui modelli più adatti a noi.Come prima cosa dovremo valutare se ci serve un biotrituratore a scopo hobbistico/domestico, oppure se ci stiamo orientando verso un modello più professionale.I modelli domestici, sono molto semplici da usare e non permettono una grande versatilità, sono quasi tutti con motori di piccola cilindrata quindi permettono il taglio di piccoli rami e quantità di materiale molto ridotte.Al contrario i modelli più professionali, hanno un campo d'azione decisamente più ampio. Oltre ad avere potenze, forme e dimensioni per tutti i gusti, hanno dei particolari "optional" da non sottovalutare, come per esempio la possibilità di decidere il tipo di taglio del composto.

Biotrituratore a scoppio, uso domestico

Per uso domestico può capitare di non accontentarsi di un biotrituratore con motore elettrico. Ma vogliamo orientarci sull'acquisto di un modello a motore a scoppio.Di modelli ne esistono veramente tanti, e per tutte le tasche. Le dimensioni sono variabili, dipende ovviamente dal tipo di esigenze. Più è grande il macchinario più sarà in grado di macinare materiale, la maggior parte dei modelli è dotata di ruote per gli spostamenti, in modo da spostarsi liberamente sul campo da lavoro.Anche la cilindrata del motore, e quindi la potenza è molto variabile, si va da un minimo di 50cc (con potenza molto simile a quella di un motore elettrico abbastanza performante) a un massimo di 190cc. Ovviamente sempre parlando in ambito domestico.I prezzi per un modello da 50cc si aggirano attorno ai 900€, salendo di cilindrata, si sale anche di prezzo raggiungendo tranquillamente i 4000€ per un modello quasi professionale. Si può valutare l'acquisto di un modello usato, ma bisogna accertarsi per bene dell'uso che ne è stato fatto, e delle ore di lavoro, essendo un macchinario soggetto a particolare usura, va prestata molta attenzione.

Biotrituratore a scoppio, uso professionale

Per i modelli ad uso professionale la gamma è ancora più ampia, ne esistono veramente diversi. Si arriva a dimensioni talmente grandi per cui è necessario l'utilizzo di pale meccaniche durante le fasi di caricamento. Ma ovviamente siamo su livelli quasi industriali.Un modello professionale, o semi-professionale parte da una cilindrata minima di 150cc ad un massimo di 600cc. Qui i prezzi superano abbondantemente i 6000€ e alcuni modelli oltre ad essere dotati di carrello stradale, hanno la possibilità di essere alimentati anche da un trattore, oltre che dal proprio motore, sono dotati di nastro allungabile per l'espulsione e altre caratteristiche per semplificare il processo di lavoro. In questi casi se si vuole risparmiare qualcosa, è seriamente consigliata la valutazione di un modello usato, si può risparmiare quasi la metà e se le condizioni di utilizzo sono buone si fanno ottimi affari.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un biotrituratore domestico e uno professionale?
    La distinzione risiede principalmente nella potenza del motore, nelle dimensioni e nella capacità di lavorazione. I modelli domestici hanno motori di piccola cilindrata (da 50 a 190 cc), sono compatti, spesso dotati di ruote per la mobilità manuale e ideali per tagliare piccoli rami e gestire quantità limitate di sfalci. Al contrario, i biotrituratori professionali partono da 150 cc fino a raggiungere 600 cc o più. Sono macchine robuste, talvolta così grandi da richiedere l'ausilio di pale meccaniche per il caricamento, possono essere trainate da trattori e offrono opzioni avanzate come nastri espulsori allungabili, rendendoli adatti a lavori intensivi e volumi elevati.
  • Quanto costa mediamente un biotrituratore a scoppio per uso privato?
    Il prezzo varia notevolmente in base alla cilindrata e alle specifiche tecniche. Per un modello domestico con motore da 50 cc, il costo si aggira intorno ai 900 euro. Salendo di cilindrata e potenza, il prezzo aumenta progressivamente, arrivando a superare i 4000 euro per modelli quasi professionali. È possibile trovare offerte per macchine usate, che potrebbero costare meno della metà rispetto al nuovo, ma è fondamentale verificare attentamente le ore di lavoro e lo stato di usura dei componenti, dato che si tratta di macchinari soggetti a forte stress operativo.
  • Come funziona tecnicamente un biotrituratore a scoppio?
    Il funzionamento si basa su una struttura semplice ma efficace: un telaio ospita un motore termico collegato a una lama rotante posizionata alla base di una tramoggia. Il materiale vegetale (rami, foglie, scarti) viene inserito nella tramoggia; la forza centrifuga generata dalla lama trascina il materiale verso il basso, sminuzzandolo completamente. Una volta triturato, il composto viene espulso attraverso un condotto laterale. Alcuni modelli offrono la possibilità di installare un sacco di raccolta direttamente sul condotto, facilitando la gestione e lo stoccaggio immediato del materiale triturato senza doverlo raccogliere da terra.
  • È consigliato acquistare un biotrituratore usato?
    Sì, l'acquisto di un usato può essere una scelta economicamente vantaggiosa, permettendo risparmi significativi, specialmente per i modelli professionali che costano oltre i 6000 euro nuovi. Tuttavia, questa opzione richiede cautela. Poiché il biotrituratore è un macchinario soggetto a particolare usura a causa delle sollecitazioni meccaniche continue, è indispensabile verificare accuratamente lo storico di manutenzione, le ore di lavoro effettive e lo stato di usura delle lame e del sistema di trasmissione. Un controllo preventivo evita costi di riparazione immediati dopo l'acquisto.
  • Che diametro di rami riesce a tagliare un biotrituratore domestico?
    I biotrituratori domestici sono progettati per gestire quantità di materiale ridotte e rami di piccolo diametro. La capacità specifica dipende dalla cilindrata del motore (generalmente tra 50 e 190 cc per l'uso hobbistico) e dal tipo di meccanismo di triturazione (dischi o coltelli). In genere, questi modelli sono sufficienti per la manutenzione ordinaria del giardino, come la pulizia di siepi e cespugli, ma non sono indicati per legni molto spessi o alberi di grosso fusto, che richiedono invece macchinari professionali con maggiore coppia motrice e aperture di carico ampie.