concime stallatico

Concime

Stallatico concime

Il concime stallatico è tra i concimi più efficienti esistenti ma soprattutto è il più antico e naturale, perchè proviene dalla raccolta degli escrementi degli animali da stalla.

di Redazione

09 luglio 2014

Concimazione e stallatico

Le concimazioni sono delle pratiche importantissime che vengono svolte nel giardinaggio e nella coltivazione delle piante. Concimare significa somministrare, al terreno ed alle piante, delle sostanze o degli elementi capaci di migliorare o equilibrare la composizione del terreno e di nutrire le piante coltivate in modo tale da garantire un ottimo sviluppo. Tra i vari tipi di concimi che si possono utilizzare, oggi ci concentriamo sullo stallatico. Lo stallatico è uno dei concimi organici più utilizzato in agricoltura ed è la versione essiccata del letame fresco. Non ha un odore per niente gradevole ed invitante ma contiene delle proprietà particolari ed eccezionali. Lo stallatico è un concime naturale che viene ricavato dalle deiezioni dei vari animali da allevamento, animali come maiali, pecore, mucche,cavalli etc. Per interi periodi lo stallatico non venne più utilizzato dai coltivatori perché sostituito con concimi chimici o artificiali. Successivamente i grandi produttori si resero conto che i concimi chimici ed artificiali impoverivano i terreni e li rendevano quasi incoltivabili. Inizialmente le piante trovavano i loro benefici da questi fertilizzanti ma man mano che passava il tempo, i terreni, perdevano le caratteristiche e le proprietà in loro possesso e rischiavano l’infertilità.

Lavorazione e proprietà

Lo stallatico,alla vista, si presenta come una sostanza essiccata molto simile al pellet. Questa sua caratteristica deriva dalla lavorazione che il prodotto riceve, inizialmente è letame fresco. Trovare il letame non è un’operazione molto semplice, per questo motivo si preferisce lavoralo. Esso, infatti, viene trattato, essiccato e venduto sotto forma di granaglie solide conservate in sacchi abbastanza semplici e comodi da trasportare. I processi sotto cui viene esposto il letame sono due: essiccazione ed umificazione. I due processi sotto il quale viene esposto il letame garantiscono l’arricchimento di particolari sostanze nutritive. L’umificazione, processo che avviene prima dell’essiccamento, permette la digestione del letame da parte di alcuni insetti al fine di arricchire lo stallatico di elementi nutritivi essenziali per il miglioramento del terreno e per la nutrizione delle piante coltivate. Dopo l’umificazione avviene il processo di essiccamento, processo in cui lo stallatico si trasforma in una miscela di consistenza simile al pellet o simile alla polvere. Le miscele che vengono preparate per la commercializzazione possono contenere differenti quantità di sostanze nutritive. Dalla lavorazione si può ottenere un concime NPK contenente azoto, fosforo e potassio, NK contenente azoto e potassio e NP contenente azoto e fosforo. Una cosa importante che stabilisce la qualità dello stallatico è il rapporto tra carbonio e azoto. Esso non deve essere né troppo alto e ne troppo basso.

Usi

Lo stallatico è un concime che può essere utilizzato per la concimazione di qualsiasi tipo di pianta, che sia un albero da frutta, una pianta di ortaggi o semplicemente una pianta utilizzata a fini ornamentali. Questo tipo di fertilizzante viene spesso usato durante la fase di presemina delle piante e viene usato per migliorare le condizioni e la qualità del terreno. Altri interventi di concimazione possono essere eseguiti prima di impiantare le piantine scelte per la coltivazione. Le miscele di stallatico che contengono una quantità minore di azoto vanno utilizzate per le concimazioni delle piante coltivate a scopi ornamentali. Il concime va sparso in superficie prima dell’annaffiatura, così da ottenere un effetto fertilizzante parziale. Le miscele di stallatico che contengono una dose più elevata di azoto possono essere utilizzate come ammendanti del terreno nelle fasi di presemina e di pre impianto. Una percentuale più alta di azoto favorisce una rapida radicazione delle nuove piantine. Per quanto riguarda le concimazioni periodiche, queste, possono essere effettuate a fine periodo invernale se si tratta di coltivazioni di piante da ortaggi, mentre vanno effettuate durante la ripresa vegetativa per tutte le altre specie.

Curiosità

Attraverso le concimazioni di stallatico, senza dubbio, si ricavano vantaggi durante la coltivazione. Lo stallatico, come già scritto precedentemente, ha la capacità di arricchire il terreno di sostanze nutritive e di migliorare le sue caratteristiche fisiche. Questo fertilizzante è un concime a lenta cessione , cioè sta a significare che ha un rilascio lento delle sostanze nutritive ma mantiene questi elementi per lunghi periodi. Una delle pecche dello stallatico utilizzato per la concimazione delle piante ornamentali in vaso è l’odore poco gradevole e piacevole. Per coloro che non sono abituati potrebbe risultare fastidiosissimo e potrebbe provocare la nausea. Sostanzialmente la “puzza” scaturisce dagli escrementi degli animali ma, fortunatamente, dura solo per pochi giorni. Poche sono le cose da sapere riguardo a questo concime ma sono importanti. Nonostante lo stallatico sia un fertilizzante di origine naturale, se utilizzato in mal modo, potrebbe riportare dei danni. Il consumo di eccessive quantità di questo concime potrebbe essere un danno per le falde acquifere e quindi si rischia di inquinare l’ambiente. Il consiglio è quello di acquistare uno stallatico certificato secondo delle norme di inquinamento specifiche e di non abusare di questo prodotto.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra stallatico e letame fresco?
    Lo stallatico rappresenta la versione essiccata e lavorata del letame fresco. Mentre il letame fresco richiede tempi di decomposizione più lunghi e può bruciare le radici per la fermentazione, lo stallatico subisce processi di umificazione ed essiccazione. Questo lo rende una sostanza solida, simile al pellet o alla polvere, più facile da trasportare e conservare, con un odore meno intenso rispetto al letame appena raccolto.
  • Quando è il momento migliore per applicare lo stallatico in giardino?
    L'applicazione dipende dall'uso. Come ammendante del terreno, va sparsa in superficie prima della presemina o del trapianto delle piantine per favorire una rapida radicazione grazie all'azoto. Per le concimazioni periodiche delle piante da orto, il momento ideale è la fine dell'inverno, mentre per le piante ornamentali e da frutto si interviene durante la ripresa vegetativa primaverile.
  • Come si distingue lo stallatico ricco di azoto da quello povero?
    La distinzione risiede nella composizione NPK indicata sulla confezione. Le miscele con una maggiore concentrazione di azoto sono ideali come ammendanti prima della semina o del trapianto, poiché stimolano la crescita radicale iniziale. Al contrario, quelle con minori quantità di azoto sono preferibili per le piante ornamentali già consolidate o per concimazioni di mantenimento, evitando eccessi che potrebbero danneggiare l'equilibrio del suolo.
  • Perché lo stallatico è considerato un concime a lenta cessione?
    È definito a lenta cessione perché rilascia gli elementi nutritivi gradualmente nel tempo invece che immediatamente. Questo garantisce un nutrimento costante per le piante per lunghi periodi, migliorando anche la struttura fisica del terreno. A differenza dei fertilizzanti chimici rapidi, lo stallatico previene il rischio di carenze successive e contribuisce alla fertilità duratura del suolo.
  • Quali precauzioni bisogna prendere per evitare danni ambientali usando lo stallatico?
    Il pericolo principale è l'inquinamento delle falde acquifere dovuto a un uso eccessivo. È fondamentale non abusare del prodotto e rispettare le dosi consigliate. Si consiglia vivamente di acquistare stallatico certificato, conforme alle normative specifiche sull'inquinamento, per assicurarsi che il processo di trattamento abbia eliminato patogeni e ridotto il rischio di contaminazione ambientale.