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Innesto

Innesto a spacco pieno

L'innesto a spacco pieno è una tecnica di innesto molto semplice che ci permette di innestare un grosso ramo su un tronco giovane e forte, ottenendo ottimi risultati.

di Redazione

13 novembre 2012

Aiutare le piante

La Natura è una macchina straordinaria che è stata capace di produrre dal nulla (e questo è un nulla vero, ovvero una creazione vera e propria, non come le nostre creazioni presunte, che non sono altro che produzioni) tutto ciò che vediamo e sentiamo intorno a noi; essa è stata capace di creare gli insetti più piccoli e fastidiosi del mondo e gli animali più grandi della savana e delle foreste tropicali, oltre a noi esseri umani ovviamente. Al novero di ciò che ha fatto appartengono anche le piante: quelle da frutto, particolarmente a noi care, però hanno bisogno di un “aiutino” non per vivere, ma per produrre i frutti come piacciono a noi; esse infatti, se nate da seme o altri metodi spontanei, sono “selvagge” (è la chiarissima denominazione popolare), producendo frutti non mangiabili, se arriva a produrli.

Innesto a spacco pieno

L’aiutino di cui necessitano le nostre piante per produrre i frutti che desideriamo mangiare è l’innesto, ovvero l’unione di un ramo fertile e produttivo sul tronco della nostra pianta improduttiva, così che possa farla prolificare. Una delle tecniche più semplice ed efficaci è quella dell’innesto a spacco pieno: si pratica una taglio netto del tronco della pianta ospitante (o portainnesto), quasi come si volesse eliminarla; su questo spacco si pratica una “ferita” diametrale netta e profonda, in cui andremo ad inserire l’innesto, che sarà il ramo di un albero produttivo, sagomato a coltello per entrare perfettamente in questo spacco: Esso viene definito pieno perché si fa con il ramo da innestare con quasi la stessa dimensione del portainnesto, che quindi sarà una giovane pianta, mentre il ramo sarà più adulto e quindi diametralmente più sviluppato.

Perchè l'innesto

Come abbiamo potuto vedere nel paragrafo precedente, l’innesto è una tecnica preziosa ed utilissima per far produrre alle piante i frutti così come noi li desideriamo; oltretutto essa è semplice e del tutto naturale, oggigiorno si utilizzano dei prodotti (comunque di origine naturale) sotto forma di crema che aiutano la cicatrizzazione dell’innesto evitandone la contaminazione con agenti esterni come virus, batteri o funghi. Ma l’innesto serve solo a far fruttificare delle piante? Assolutamente no! Esso è utilizzatissimo anche nelle piante da fiori, soprattutto a livelli di allevamenti che cercano nuove combinazioni cromatiche e di forme ed anche di resistenza a malattie ed a climi particolari. Ma l’innesto è praticato anche per salvare delle piante da malattie, prelevando i rami ancora non intaccati e generandone nuove piante.

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Domande frequenti

  • Cos'è l'innesto a spacco pieno e quando si utilizza?
    L'innesto a spacco pieno è una tecnica di propagazione vegetale che consiste nell'unire un ramo fertile (innesto) al tronco di una pianta improduttiva o selvatica (portainnesto). Si definisce 'pieno' perché il diametro del ramo innestato è quasi identico a quello del portainnesto, solitamente un giovane tronco. Questa tecnica è ideale per recuperare alberi da frutto vecchi o selvatici, trasformandoli rapidamente in piante produttive che producono frutti di qualità commerciale, sfruttando il sistema radicale già affermato del vecchio esemplare.
  • Quali sono i passaggi principali per eseguire correttamente l'innesto?
    Il procedimento richiede precisione chirurgica. Innanzitutto, si effettua un taglio netto trasversale del tronco del portainnesto. Successivamente, si apre uno spacco verticale profondo e diametrale al centro del ceppo. Il ramo da innestare deve essere sagomato alla base a forma di cuneo o coltello, con tagli perfettamente paralleli e lisci, per inserirlo perfettamente nello spacco. È fondamentale allineare bene il cambium del ramo con quello del tronco per garantire la fusione dei tessuti e la sopravvivenza dell'innesto.
  • È necessario applicare qualcosa dopo aver inserito l'innesto?
    Sì, è consigliabile proteggere la ferita per evitare disidratazione e infezioni. Dopo aver inserito il ramo sagomato nello spacco, si consiglia di applicare una cera da innesto o una pasta cicatrizzante specifica. Questi prodotti, spesso di origine naturale, sigillano la giunzione, impedendo l'ingresso di virus, batteri e funghi patogeni, e favoriscono la corretta cicatrizzazione dei tessuti, aumentando significativamente le probabilità di successo dell'operazione.
  • L'innesto serve solo per le piante da frutto?
    No, l'innesto è una tecnica versatile utilizzata anche per piante ornamentali e da fiore. I vivaisti lo impiegano frequentemente per creare nuove combinazioni cromatiche, modificare la forma della chioma o migliorare la resistenza a specifiche malattie e condizioni climatiche. Inoltre, è uno strumento prezioso per il recupero di piante malate: prelevando rami sani da una pianta infetta e innestandoli su un portainnesto resistente, è possibile salvaguardare la genetica dell'esemplare pregiato.