innesto del melo

Innesto

Innesto melo

L'innesto del melo è un processo facile da praticare con la tecnica a spacco diametrale, che se va a buon fine ci regalerà un albero profumato e pieno di frutti buoni da mangiare.

di Redazione

31 agosto 2012

Coltivazione per passione

Ai giorni nostri anche l’agricoltura è diventata fortemente industrializzata; certo, è un po’ un ossimoro (ovvero una figura retorica che accosta due parole di significato opposto per spiegare in maniera creativa un sentimento o un concetto) ma crediamo che sia una naturale conseguenza della nostra società e forse è stato meglio così perché altrimenti l’agricoltura sarebbe sparita del tutto. Quindi oggi ci sono trattori, enormi macchine da lavoro, fertilizzanti e diserbanti chimici che sono un po’ in contrasto con lo spirito dell’agricoltura ma questo è quanto. Per fortuna però la passione non muore mai, e coloro che hanno dentro di sé questa passione per l’agricoltura ed il lavoro della terra possono fare tante belle cose; una di queste è avere un giardino a disposizione e decidere di non averlo solo come luogo su cui stendere un materassino con sdraio e riposare, ma allestirne anche solo un angolo per poter coltivare qualche cosa dettata dalla passione. Certo, bisogna essere anche un po’ pratici o comunque essere interessati a documentarsi per poter imparare le poche ma fondamentali cose per approcciarsi alla materia. Ma la passione spinge a fare tante cose, e questa è una delle migliori perché è un’attività salutare ed a contatto con la natura.

Frutti in giardino

Una delle soluzioni più diffuse per alimentare la propria passione per l’agricoltura è quella di piantare nel proprio giardino di casa delle piante da frutto; questa è la soluzione secondo noi ideale perchè permette di coniugare la bellezza estetica con la produzione di frutta, oltre a richiedere tanti interessanti lavoretti che regaleranno soddisfazione alla propria voglia di armeggiare con terra ed attrezzi. Ma quali sono queste piante da frutto che possono permettere di fare questo? Ne esistono tantissime, tra le quali gli agrumi che sono abbastanza semplici da coltivare, profumatissimi ed anche belli da vedere, oltre che produttori di frutti ottimi. Ma non solo, perché vi sono anche il melo, il pero ed il ciliegio che riescono a donare enormi soddisfazioni. La scelta tra queste piante – anche se nessuno vieta di averle tutte – va fatta in base al clima della zona in cui si abita: infatti gli agrumi preferiscono le zone più calde, con meno gelate e tanto sole, quindi zone del centro-sud Italia; gli altri frutti citati invece sono più aperti ad altri climi, ma è chiaro che non amano i poli e nemmeno le foreste tropicali, a buon intenditor poche parole.

Innesto del melo

Mettiamo il caso si sia scelto un melo per riempire di sana passione per l’agricoltura il vostro giardino; è un’ottima scelta perché esso è molto produttivo ed in grado di resistere anche a qualche sbalzo climatico di troppo. Però è chiaro che, come tutti gli alberi da frutto, per garantire raccolta deve essere innestato; infatti questi alberi, quando nascono dal seme, sono “selvatici”, ovvero non producono che frutti piccoli e brutti da mangiare, pur essendo in perfetta salute. In tal caso va prelevato un ramo fruttifero da un altro melo (perché è il nostro caso in questo articolo) e va innestato nel nostro melo, che in questo caso fa da portainnesto. Anche se per i nuovi del settore può sembrare una pratica strana, è del tutto naturale ed è compiuta in agricoltura da centinaia di anni ormai ed è grazie ad essa che mangiamo sempre i nostri frutti. La natura del portainnesto, se l’operazione andrà a buon fine e se quindi il ramo innestato attecchirà, provvederà ad alimentare il suo ospite che invece continuerà a produrre mele e frutti rigogliosi come faceva già quand’era nella sua vecchia sede. Bisogna solo conoscere la tecnica giusta ed i giusti accorgimenti, non è difficile.

Tecnica d'innesto

Diciamo immediatamente che chi conosce la giusta tecnica, col melo può arrivare anche a percentuali superiori al novanta percento di attecchimento dell’innesto; si tratta di una cifra molto elevata, ma il melo è una buona scelta per gli appassionati proprio perché ben sopporta i trattamenti del genere. La tecnica più utilizzata col melo è quella a spacco diametrale: si trancia il tronco del melo ad un certo punto e si pratica uno spacco diametrale che si aprirà leggermente muovendovi un po’ all’interno l’accetta o la sega con cui l’abbiamo taglia. In questa sede vanno posizionate due marze, ovvero due rami da innestare sagomati a punta per entrare perfettamente in questo spacco praticato. Dopo aver fatto questo, lo spacco va stretto per fissare le marze con del nastro ed il tutto va cosparso con del mastice per innesti, il quale ha il compito di accelerare il processo di ricucitura delle ferite praticate alle piante e di garantire la non presenza di agenti patogeni pronti ad invaderla. Le marze da innestare devono essere di circa dieci centimetri e devono avere almeno due o tre gemme, ovvero due punti di nuova vita; in realtà se il tronco del portainnesti è grande, si può anche provvedere a posizionare quattro o anche cinque marze, per completare prima l’albero e sfruttarne tutta la forza. tutto questo va fatto in primavera, prelevando le marze il giorno stesso dell’innesto.

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Domande frequenti

  • Perché è necessario innestare il melo invece di crescerlo da seme?
    Il melo nato da seme è considerato "selvatico" e produce frutti piccoli, duri e poco saporiti, privi delle caratteristiche qualitative della pianta madre. L'innesto permette di unire un portainnesto vigoroso e resistente a un ramo (marza) selezionato per la qualità dei frutti. Questo garantisce che l'albero produca mele identiche a quelle della varietà desiderata, mantenendo costanza genetica e qualità gustativa fin dai primi anni di produzione.
  • Qual è la tecnica di innesto migliore per il melo?
    La tecnica più indicata per il melo, specialmente per i principianti, è l'innesto a spacco diametrale. Questa procedura consiste nel tagliare il tronco del portainnesto e aprire uno spacco verticale al centro. Si inseriscono poi due marze sagomate a punta nello spacco. Il successo di questa tecnica è elevato (oltre il 90%) se eseguita correttamente, poiché favorisce un ottimo contatto tra i tessuti cambiali di marza e portainnesto, facilitando la fusione.
  • Quando effettuare l'innesto del melo?
    L'innesto del melo va eseguito esclusivamente in primavera, quando la linfa inizia a scorrere ma prima che le foglie si sviluppino completamente. È fondamentale prelevare le marze (rami da innestare) il giorno stesso dell'intervento per mantenerle fresche e vitali. In alternativa, si possono prelevare i rametti a fine inverno e conservarli in frigorifero avvolti in panno umido fino al momento dell'uso, garantendo così la massima vitalità delle gemme.
  • Come proteggere l'innesto dopo averlo effettuato?
    Dopo aver inserito le marze nello spacco, è cruciale chiudere ermeticamente la ferita per impedire l'ingresso di funghi e batteri e ridurre la disidratazione. Si utilizza del nastro adesivo speciale per innesti per tenere strette le parti unite e successivamente si applica del mastice cicatrizzante su tutta la superficie tagliata. Il mastice accelera la guarigione e sigilla l'innesto contro agenti patogeni esterni, aumentando drasticamente le probabilità di attecchimento.
  • Quante marze devo inserire nel portainnesto?
    Generalmente si inseriscono due marze nello spacco diametrale, ma il numero può variare in base allo spessore del tronco del portainnesto. Se il tronco è robusto e largo, è possibile inserire fino a quattro o cinque marze per formare una chioma più ampia e sfruttare meglio la forza vegetativa dell'albero. Ogni marza deve avere una lunghezza di circa 10 cm e contenere almeno due o tre gemme vitali per garantire la crescita dei nuovi rami.

Scheda Tecnica

Malus domestica

Nome scientificoMalus domestica
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia centrale
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, profondo, pH neutro o leggermente acido
IrrigazioneRegolare nei primi anni e durante la fruttificazione; evitare ristagni
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaDa 2 a 8 metri (dipende dall'allevamento e portainnesto)
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno; azotata in primavera
PotaturaInvernale (di formazione e produzione); verde in estate
MoltiplicazionePrevalentemente per innesto (spacco diametrale, corona, ecc.)
Malattie e parassitiMonilia, ticchiolatura, afidi, cocciniglie, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione alla tecnica di innesto e potatura)