Manifestazione bolla pesco

Parassiti delle piante

Bolla del pesco

La Bolla del Pesco è un fungo che si sviluppa nelle foglie facendole cadere. Il pesco colpito ha difficoltà a svilupparsi e a produrre i frutti.

di Redazione

19 dicembre 2016

Come riconoscere i segni di questa patologia

I sintomi della bolla del pesco sono visibili sulla pianta già nelle prime fasi del germogliamento, all'inizio della ripresa vegetativa in primavera. Le piccole foglioline che si aprono dalle gemme manifestano lievi variazioni di colore tendenti al rosso e viola. Il naturale colore verde è quindi interrotto da striature rossastre più o meno diffuse sulla singola foglia. Poco tempo dopo, in funzione soprattutto della temperatura ambientale, compaiono le prime deformazioni fogliari, inizialmente riconoscibili come ripiegamenti e "baulature" della lamina. Qualora il germoglio non presenti segni della presenza del fungo patogeno, quest'ultimo può comunque manifestarsi anche sulle foglie più grandi con vere e proprie bolle rosse deformanti che compromettono la funzionalità naturale della foglia.

I danni causati alla pianta

Una volta infettata dalla bolla del pesco, la pianta subisce una progressiva defogliazione che sarà tanto più spinta quanto più favorevoli saranno le condizioni ambientali di temperatura ed umidità. A causa della riduzione della superficie fogliare, il pesco si trova nella condizione di non poter produrre l'ordinaria quantità di metaboliti e questo si riflette negativamente sul suo sviluppo e, soprattutto, sulla produzione di frutta. Se non curata, questa patologia può portare la pianta al disseccamento completo nell'arco di tempo di circa 2-3 anni, poiché, in mancanza di un numero sufficiente di foglie, anche le porzioni rameali più giovani non potranno essere nutrite adeguatamente e quindi andranno incontro a necrosi. L'esemplare indebolito dal fungo è anche più suscettibile a contrarre batteriosi e virosi a causa delle numerose lesioni presenti nei tessuti verdi.

Difesa fitosanitaria del frutteto

Gli interventi di difesa contro la bolla del pesco possono attuarsi sostanzialmente secondo due modalità principali: mediante mezzi chimici ovvero tecniche biologiche manuali. L'intevento chimico sul pesco contro questo agente eziologico si giustifica principalmente dove il numero degli esemplari colpiti dalla malattia risulta ingente. Il principale prodotto fitofarmacologico somministrato ai peschi è la dodina, con un trattamento autunnale e due durante la stagione vegetativa. Maggiori irrorazioni possono essere effettuate in casi di attacchi particolarmente pesanti. Per singole piante da giardino è possibile invece eliminare manualmente le foglie colpite e bruciarle. In questo modo si previene la diffusione delle spore del fungo nell'ambiente.

Lotta integrata

Un modo per ridurre l'impiego di prodotti chimici nel frutteto contro la bolla del pesco è quello di intervenire esclusivamente nei momenti in cui il patogeno è più vulnerabile. E' quindi estremamente importante attuare un programma di osservazione sistematica del frutteto, in particolare all'inizio della ripresa vegetativa. Individuare le piante colpite consente anche di effettuare trattamenti mirati e non a tappeto su tutta la superficie produttiva. Inoltre, è importante agire precocemente sulle piante, prima che il fungo sviluppi la sua tipica peluria bianca sulla pagina inferiore della foglia, ossia le sue strutture riproduttive volte a diffondere le spore nell'ambiente circostante. In tal modo si contrasta la reinfezione della Taphrina deformans l'anno successivo e, soprattutto, si impedisce l'allargamento dell'infezione sulle altre piante.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi sintomi della bolla del pesco sulle foglie?
    I sintomi compaiono all'inizio della primavera, durante la ripresa vegetativa. Le giovani foglioline mostrano inizialmente striature rossastre o violacee che interrompono il normale colore verde. Successivamente, le foglie si deformano presentando ripiegamenti, baulature e vere e proprie bolle rosse. Queste alterazioni compromettono la funzionalità fotosintetica della foglia e sono visibili sia sui germogli nuovi che sulle foglie più mature.
  • Come danneggia la bolla del pesco la salute del pesco?
    L'infezione provoca una progressiva defogliazione precoce. La perdita di foglie riduce la capacità della pianta di produrre nutrienti essenziali, compromettendo lo sviluppo generale e la produzione di frutti. Se non trattata, la continua assenza di foliage indebolisce drasticamente la pianta, portando potenzialmente al disseccamento completo dei rami e della pianta stessa entro 2-3 anni. Inoltre, le lesioni facilitano l'ingresso di batteri e virus secondari.
  • Quando è il momento migliore per intervenire contro la bolla del pesco?
    È fondamentale intervenire precocemente, appena si notano i primi sintomi all'inizio della primavera. L'obiettivo è agire prima che il fungo sviluppi la caratteristica peluria bianca sulla pagina inferiore delle foglie, momento in cui le spore diventano pronte per la dispersione. Un intervento tempestivo blocca la riproduzione del patogeno e previene la reinfezione dell'anno successivo, limitando la diffusione ad altre piante.
  • Esistono metodi biologici o manuali per combattere la bolla del pesco?
    Sì, per singole piante da giardino è consigliabile rimuovere manualmente tutte le foglie colpite. È essenziale bruciare immediatamente il materiale vegetale eliminato per distruggere le spore del fungo e impedire che si disperdano nell'ambiente. Questa pratica manuale è efficace per piccoli frutteti o giardini privati, riducendo la necessità di prodotti chimici e limitando il focolaio infettivo.
  • Quale prodotto chimico viene utilizzato per la difesa dal fungo?
    Il principale prodotto fitofarmacologico consigliato è la dodina. Gli interventi chimici sono generalmente giustificati quando il numero di piante colpite è elevato. Il protocollo prevede solitamente un trattamento autunnale e due applicazioni durante la stagione vegetativa. In caso di attacchi particolar gravi, potrebbero essere necessarie irrorazioni aggiuntive, sempre seguendo le indicazioni specifiche per garantire efficacia e sicurezza.