La cimice verde
La cimice verde è originaria del continente africano, molto probabilmente dell'Etiopia, ma oggi è diffusa praticamente in tutto il mondo: la si riscontra in Asia e nelle Americhe, oltre che in Europa, ad eccezione delle regioni a clima più freddo. E' il freddo, infatti il nemico più acerrimo di questo insetto, poiché in natura non ha grandi nemici, per la verità. Probabilmente a causa delle sostanze repellenti che spruzza addosso ai predatori, attraverso apposite ghiandole odorifere poste sul torace. Sono ormai diverse decine di anni che la specie si è adattata a vivere a latitudini più a nord, nell'Italia settentrionale è possibile notarla nelle zone di pianura dove gli inverni non superano 1,5 °C. In autunno cerca riparo anche all'interno delle case, oltre che nei suoi ripari naturali.
La biologia della cimice verde
La cimice verde si riproduce per anfigonia, ossia per via sessuale. Le uova, dalla caratteristica forma esagonale, vengono deposte a piccoli gruppi. Al variare delle temperature esterne, impiegheranno dai 5 ai 21 giorni per arrivare alla schiusura. Da loro avranno origine le ninfe che assomigliano, a grandi linee, agli adulti; a parte le ali di cui sono sprovviste. Le ninfe attraverseranno cinque stadi pre-immaginali. Gli adulti hanno la caratteristica forma a pentagono (infatti l'animale appartiene alla famiglia Pentatomidae) e colorazione verde. Negli esemplari più giovani, invece, il corpo è verde e nero, con puntinatura bianca e rossa. La lunghezza degli esemplari adulti si aggira sui 12 mm. Le foglie rinsecchite e i cespugli sono il rifugio naturale della cimice verde per l'inverno.
Due cugine, stessi danni
La cimice verde, sia essa Palomena prasina o Nezara viridula, è presente ovunque nel nostro Paese ed attacca un gran numero di piante arboree e erbacee. Il danno che arreca alle piante è causato dalle sue punture ai diversi organi della pianta colpita. Le foglie e le gemme fiorali presentano necrosi nelle zone tutto intorno alle punture dell'insetto e successivamente vanno incontro a disseccamento. I frutti assumono tipiche punteggiature clorotiche a cui fanno seguito necrotizzazione dei tessuti e il cosiddetto cimiciato: uno sgradevole gusto che compromette irrimediabilmente le qualità organolettiche degli stessi, facendoli diventare immangiabili e quindi non idonei alla commercializzazione. Inoltre, soprattutto sulle piante giovani, i danni provocati dalle punture possono portare alla morte le piante stesse.
Lotta alla cimice verde
La cimice verde è pericolosa per le piante che assale non solo per i danni diretti che provoca, ma anche per le batteriosi che si diffondono in seguito alle ferite che l'animale infligge tramite gli stiletti boccali.Pochi nemici naturali che attaccano le uova e quasi mai gli adulti, non sono di grande aiuto per il contenimento delle invasioni da parte di questo insetto. La lotta che si effettua è di tipo chimico, da effettuare non appena appaiono le forme mobili iniziali, prima che diventino adulte, con prodotti a base di Azadiractina (un estratto dell'albero del Neem), Chlorpyrifos, piretro o piretroidi come: Deltametrina e Cipermetrina.I trattamenti vanno effettuati nelle ore più fresche della giornata, possibilmente la sera, evitando di effettuare trattamenti durante il periodo della fioritura.