L'olivo
Nelle nostre trattazioni sul giardinaggio, sulle tecniche di coltivazione e manutenzione e sulle piante più mate dagli appassionati del settore abbiamo toccato tanti argomenti e recentemente abbiamo parlato anche della vite, tra l’altro concentrandoci su una malattia in essa molto comune chiamata oidio; una pianta che dal punto di vista storico ed economico ha un’importanza paragonabile a quella della vite è l’ulivo: chiamato anche “olivo”, questa pianta ha caratteristiche di preferenza climatica molto vicine a quelle della vite, e per questo motivo si sviluppa con grandi risultati nelle stesse zone già citate nel caso della vite, ovvero nel bacino del Mediterraneo ed in poche altre regioni dal simile clima, come la California (uno stato degli Stati Uniti d’America). Esso è apprezzatissimo sia per il frutto, chiamato oliva, e sia per il nettare che si produce con la spremitura di questo frutto, ovvero l’olio d’oliva: esso assume una grande importanza culinaria, dato che viene utilizzato per condire, insaporire e perfezionare tantissimi piatti, dai dolci ai primi, passando per i rustici, i secondi, gli antipasti ed anche gli spuntini. Non solo, esso viene protetto da dichiarazioni D.O.P., D.O.C. e tante altre sigle, che contribuiscono a rinforzare la sua immagine nel mondo e ad aumentare un già fiorente commercio di export.
Proteggere l'ulivo
L’olio è un nettare speciale per tantissime persone, dato che, soprattutto nel regioni dal clima migliore e più produttivo per l’ulivo, esiste ancora la tradizione di produrre l’olio da sé stessi: basta qualche bella e produttiva pianta in giardino, tanta passione ed un pizzico di saggezza popolare per produrre dell’ottimo olio che potrà bastare anche fino alla successiva raccolta di olive. Come possiamo accorgerci facilmente, la pianta di ulivo è fondamentale per tante persone e tante attività, quindi è giusto che venga protetta contro tutto ciò che o può lasciar una famiglia senza olio o un’azienda senza la materia da vendere principale; le peggiori affezioni dell’olio sono, come accade spesso per questo genere di piante, sono causate dalla presenza di insetti e da quella di particolari specie di funghi. Questi ultimi possono sia solo appoggiarsi alla pianta per crescere, senza rubarne alcuna sostanza nutritiva ma solo rovinandola esteticamente, e sia possono parassitarla ed in quel caso ne pregiudicano la resa produttiva e, nei casi più gravi, la vita stessa. Oggi però parleremo di un insetto che infesta l’olivo e che da molte persone è giudicato come il più grande problema che affligge questa pianta, anche perché spesso intacca la produzione di olive e quindi di olio.
La mosca dell'olivo
La mosca dell’olivo, detta anche “mosca olearia” e col nome scientifico di Bactrocera oleae, è un insetto molto simile alla mosca comune, ma con dimensioni leggermente inferiori, colori del capo e del dorso differenti, ma soprattutto ha la caratteristica che le sue larve sono infestatrici della drupa dell’oliva; come abbiamo già precisato, questa specie della famiglia di insetti Dacinae è considerata come l’avversità più preoccupante delle piante di ulivo. Ovviamente il ruolo più “devastante” spetta alle larve, le quali nascono e crescono nella drupa dell’oliva, ovvero nella “polpa”; è pur vero che il ciclo di vita comincia con la deposizione di queste uova nell’oliva stessa da parte della femmina di mosca dell’olivo, la quale pratica un foro circa triangolare sulla superficie del frutto e vi deposita un singolo uovo, ripetendo poi l’operazione sia sulla stessa oliva che su altre. Quando dall’uovo fuoriesce la larva, essa comincia a scavare verso il centro dell’olivo, non giungendo mai al nocciolo ma creando tante gallerie nell’oliva da renderla molto evidentemente attaccata. Quando cresce e si approssima allo stato di pupa, comincia a scavare verso l’esterno fino a cadere dalla pianta, sviluppandosi poi sul terreno. A questo però il danno peggiore è già stato fatto, con l’oliva che ha perso sia la sua superficie liscia e luminosa e sia il sapore caratteristico.
Danni e rimedi
Come accennato alla fine del precedente paragrafo, il danno che la larva della mosca dell’olivo procura alla coltivazione è sia estetico che funzionale, in quanto addirittura si va ad intaccare il sapore dell’oliva stessa ed anche dell’olio; sembra incredibile, ma in realtà da studi effettuati è stato riscontrato che l’olio subisce i maggiori danni, avendo un sapore molto più acido, causato da un aumento dell’acidità conseguente ad una maggiore dose di acido acetico in percentuali comprese tra il due percento ed il dieci percento (dipendente dalla gravità dell’infestazione). Si può quindi immaginare che trovare dei rimedi è fondamentale, dato che ciò può influenzare negativamente il raccolto, la resa e quindi la rendita economica derivante dall’olio. Purtroppo i nemici naturali della mosca dell’olivo sono pochi, limitandosi a qualche esemplare del genere Imenotteri e da uno di Ditteri, alcuni dei quali importati da altri continenti perché assenti nel bacino mediterraneo. Come interventi preventivi si possono posizionare esche proteiche avvelenate, che attireranno l’insetto perché esso deve integrare la sua dieta povera di proteine; in ultimo, c’è la lotta chimica, sempre ricca di pro e contro per via della natura dei diserbanti utilizzati.