olive segnate

Parassiti delle piante

Mosca dell'olivo

La mosca dell'olivo è giudicata come il peggiore parassita della pianta di ulivo, capace con le sue larve di rovinare la resa dell'ulivo sia in termini di olive che di olio.

di Redazione

14 ottobre 2012

L'olivo

Nelle nostre trattazioni sul giardinaggio, sulle tecniche di coltivazione e manutenzione e sulle piante più mate dagli appassionati del settore abbiamo toccato tanti argomenti e recentemente abbiamo parlato anche della vite, tra l’altro concentrandoci su una malattia in essa molto comune chiamata oidio; una pianta che dal punto di vista storico ed economico ha un’importanza paragonabile a quella della vite è l’ulivo: chiamato anche “olivo”, questa pianta ha caratteristiche di preferenza climatica molto vicine a quelle della vite, e per questo motivo si sviluppa con grandi risultati nelle stesse zone già citate nel caso della vite, ovvero nel bacino del Mediterraneo ed in poche altre regioni dal simile clima, come la California (uno stato degli Stati Uniti d’America). Esso è apprezzatissimo sia per il frutto, chiamato oliva, e sia per il nettare che si produce con la spremitura di questo frutto, ovvero l’olio d’oliva: esso assume una grande importanza culinaria, dato che viene utilizzato per condire, insaporire e perfezionare tantissimi piatti, dai dolci ai primi, passando per i rustici, i secondi, gli antipasti ed anche gli spuntini. Non solo, esso viene protetto da dichiarazioni D.O.P., D.O.C. e tante altre sigle, che contribuiscono a rinforzare la sua immagine nel mondo e ad aumentare un già fiorente commercio di export.

Proteggere l'ulivo

L’olio è un nettare speciale per tantissime persone, dato che, soprattutto nel regioni dal clima migliore e più produttivo per l’ulivo, esiste ancora la tradizione di produrre l’olio da sé stessi: basta qualche bella e produttiva pianta in giardino, tanta passione ed un pizzico di saggezza popolare per produrre dell’ottimo olio che potrà bastare anche fino alla successiva raccolta di olive. Come possiamo accorgerci facilmente, la pianta di ulivo è fondamentale per tante persone e tante attività, quindi è giusto che venga protetta contro tutto ciò che o può lasciar una famiglia senza olio o un’azienda senza la materia da vendere principale; le peggiori affezioni dell’olio sono, come accade spesso per questo genere di piante, sono causate dalla presenza di insetti e da quella di particolari specie di funghi. Questi ultimi possono sia solo appoggiarsi alla pianta per crescere, senza rubarne alcuna sostanza nutritiva ma solo rovinandola esteticamente, e sia possono parassitarla ed in quel caso ne pregiudicano la resa produttiva e, nei casi più gravi, la vita stessa. Oggi però parleremo di un insetto che infesta l’olivo e che da molte persone è giudicato come il più grande problema che affligge questa pianta, anche perché spesso intacca la produzione di olive e quindi di olio.

La mosca dell'olivo

La mosca dell’olivo, detta anche “mosca olearia” e col nome scientifico di Bactrocera oleae, è un insetto molto simile alla mosca comune, ma con dimensioni leggermente inferiori, colori del capo e del dorso differenti, ma soprattutto ha la caratteristica che le sue larve sono infestatrici della drupa dell’oliva; come abbiamo già precisato, questa specie della famiglia di insetti Dacinae è considerata come l’avversità più preoccupante delle piante di ulivo. Ovviamente il ruolo più “devastante” spetta alle larve, le quali nascono e crescono nella drupa dell’oliva, ovvero nella “polpa”; è pur vero che il ciclo di vita comincia con la deposizione di queste uova nell’oliva stessa da parte della femmina di mosca dell’olivo, la quale pratica un foro circa triangolare sulla superficie del frutto e vi deposita un singolo uovo, ripetendo poi l’operazione sia sulla stessa oliva che su altre. Quando dall’uovo fuoriesce la larva, essa comincia a scavare verso il centro dell’olivo, non giungendo mai al nocciolo ma creando tante gallerie nell’oliva da renderla molto evidentemente attaccata. Quando cresce e si approssima allo stato di pupa, comincia a scavare verso l’esterno fino a cadere dalla pianta, sviluppandosi poi sul terreno. A questo però il danno peggiore è già stato fatto, con l’oliva che ha perso sia la sua superficie liscia e luminosa e sia il sapore caratteristico.

Danni e rimedi

Come accennato alla fine del precedente paragrafo, il danno che la larva della mosca dell’olivo procura alla coltivazione è sia estetico che funzionale, in quanto addirittura si va ad intaccare il sapore dell’oliva stessa ed anche dell’olio; sembra incredibile, ma in realtà da studi effettuati è stato riscontrato che l’olio subisce i maggiori danni, avendo un sapore molto più acido, causato da un aumento dell’acidità conseguente ad una maggiore dose di acido acetico in percentuali comprese tra il due percento ed il dieci percento (dipendente dalla gravità dell’infestazione). Si può quindi immaginare che trovare dei rimedi è fondamentale, dato che ciò può influenzare negativamente il raccolto, la resa e quindi la rendita economica derivante dall’olio. Purtroppo i nemici naturali della mosca dell’olivo sono pochi, limitandosi a qualche esemplare del genere Imenotteri e da uno di Ditteri, alcuni dei quali importati da altri continenti perché assenti nel bacino mediterraneo. Come interventi preventivi si possono posizionare esche proteiche avvelenate, che attireranno l’insetto perché esso deve integrare la sua dieta povera di proteine; in ultimo, c’è la lotta chimica, sempre ricca di pro e contro per via della natura dei diserbanti utilizzati.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi visibili e olfattivi di un'infestazione da mosca dell'olivo?
    Il sintomo più evidente è la presenza di piccole cavità o gallerie scavate dalle larve all'interno della polpa dell'oliva, che appare ammaccata e scolorita. Dal punto di vista qualitativo, l'olio ottenuto da olive infestate presenta un sapore estremamente acido e amaro, dovuto all'aumento dell'acidità libera e alla produzione di acido acetico da parte dei batteri associati ai fori di ovodeposizione. Le olive perdono la loro consistenza soda e il colore caratteristico, diventando inadatte sia al consumo diretto che alla frangitura.
  • Quando avviene la deposizione delle uova della mosca dell'olivo?
    La femmina della mosca dell'olivo depone le uova direttamente all'interno della drupa (l'oliva) praticando un piccolo foro triangolare sulla superficie del frutto. Questo avviene generalmente quando l'oliva inizia a ingrossarsi e cambiare colore, tipicamente dalla tarda estate all'autunno, a seconda del clima locale e dello stadio fenologico della pianta. Ogni femmina può deporre numerose uova durante il suo ciclo vitale, infestando più frutti contemporaneamente.
  • Come funziona la lotta preventiva con le esche proteiche?
    Le esche proteiche funzionano attirando gli adulti maschi e femmine della mosca grazie al loro odore, poiché questi insetti necessitano di proteine per la maturazione delle uova. Una volta attratti, ingeriscono la sostanza velenosa contenuta nell'esca, morendo prima di poter fecondare le uova o deporre nuove larve nelle olive. Questo metodo riduce drasticamente la popolazione riproduttiva e va applicato tempestivamente all'inizio del periodo di infestazione, monitorando costantemente le trappole.
  • Esistono nemici naturali utili per contrastare la mosca dell'olivo?
    Sì, esistono alcuni nemici naturali, sebbene siano spesso insufficienti da soli per controllare epidemie gravi. Tra questi figurano alcune specie di Imenotteri (parassitoidi) e Ditteri predatori. In alcuni contesti, sono stati introdotti artificialmente parassitoidi provenienti da altri continenti dove la mosca è endemica, per aumentarne l'efficacia nel bacino mediterraneo. Tuttavia, la biodiversità naturale locale rimane la risorsa più sostenibile per un controllo biologico integrato nel lungo termine.
  • Quanto influisce la mosca dell'olivo sulla qualità finale dell'olio extravergine?
    L'impatto sulla qualità è devastante. L'attività delle larve e i fori lasciati dalle femmine favoriscono l'ingresso di microrganismi patogeni che fermentano la polpa. Ciò causa un rapido aumento dell'acidità libera dell'olio, che può superare le soglie legali per la definizione di 'extravergine', arrivando talvolta a valori tra il 2% e il 10%. Inoltre, l'olio acquisisce difetti organolettici marcati, come sapori di fango, muffa o acidità eccessiva, rendendolo immangiabile per gli standard commerciali.

Scheda Tecnica

Olea europaea

Nome scientificoOlea europaea
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, calcareo, sabbioso
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera (maggio-giugno)
AltezzaFino a 8-10 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno
PotaturaInverno, per alleggerire la chioma
MoltiplicazioneMargotte, talee, innesto
Malattie e parassitiMosca dell'olivo (Bactrocera oleae), rogna, occhio di pavone, tignola dell'olivo
Difficoltà di coltivazioneMedia