Dorifora della patata

Parassiti delle piante

Dorifora della patata

Esistono moltissimi parassiti che sono in grado di colpire le piante e i fiori, in alcuni casi distruggendo anche interi raccolti di frutta e ortaggi. La dorifora della patata è un parassita molto infestante in grado di provocare danni ingenti, quindi sarebbe opportuno conoscerla per contrastarla.

di Redazione

12 gennaio 2015

Dorifora della patata

La dorifora della patata è un insetto che appartiene all'ordine dei Coleotteri che ha origine nel Nord America. Gli individui adulti presentano le elitre (l'ala anteriore sclerificata dei coleotteri e degli imenotteri) con una colorazione bianca-giallastra. Il torace ha una colorazione arancione tendente al rossastro con dei puntini sparsi di colore nero. Le larve hanno una lunghezza che arriva a 15 mm con una colorazione arancione e con la presenza di tubercoli neri ai lati del corpo. Le uova hanno una colorazione giallastra e vengono deposte sulla superficie delle foglie. Le dorifore entrano in attività all'inizio della primavera riemergendo dal terreno alla ricerca delle parti della pianta per ottenere nutrimento. Le femmine sono in grado di deporre fra le 300 e le 500 uova riuscendo in un anno ad avere 2 o 3 generazioni che in genere si sovrappongono essendo un insetto piuttosto longevo.

Danni provocati dalla dorifora della patata

Il danno provocato dalla dorifora della patata è localizzato principalmente sulle foglie ed è causato sia dalle larve sia dagli adulti. Le piante che vengono infestate o subiscono una defogliazione totale che potrebbe portare alla morte della pianta, o in alternativa potrebbero essere prodotti foglie e germogli laterali, ma non consentendo lo sviluppo adeguato del tubero. Essendo insetti molto prolifici, le piante vengono infestate da molti individui, quindi le piante subiscono danni ingenti in pochissimo tempo. Le larve di dorifora iniziano l'attività quando la temperatura raggiunge i 14 gradi, mentre intorno ai 16 gradi inizia la fase di accoppiamento. Per l'identificazione corretta dell'insetto si dovrebbe tenere presente anche il periodo dell'anno in cui esce dallo svernamento ed inizia la sua attività.

Lotta biologica alla dorifora della patata

Esistono moltissimi tipologie di intervento che consentono di eliminare il problema della dorifora della patata. Per riuscire ad operare in modo biologico si dovrebbe provvedere a rimuovere manualmente le uova, le larve gli individui adulti anche se tale operazione risulta molto difficoltosa dato l'elevato numero di insetti. Si potrebbe invece provvedere alla rotazione colturale, evitando di piantare altre piante appartenenti alle solanacee vicino a quelle dell'anno precedente, privando le larve del necessario nutrimento. Si potrebbero utilizzare fertilizzanti organici adeguatamente maturi oppure impiegare insetti antagonisti come altri coleotteri o coccinelle, oppure sfruttando la predilezione del tacchino di nutrirsi di dorifore. Si potrebbero impiegare anche insetticidi biologici come il bacillus thuringiensis.

Lotta chimica alla dorifora della patata

In caso l'infestazione risulti particolarmente grave e su vaste estensioni si potrebbe prendere in considerazione di utilizzare un insetticida, ma dopo aver avuto una valutazione tecnica da esperti fitosanitari ed esclusivamente in un periodo in cui non sia presente la fioritura. Esistono pesticidi chimici, che però creano moltissimi danni e sono sconsigliati, oppure sostanze di origine naturale come il piretro e il rotenone, che però, essendo comunque tossici per i pesci, per i rettili, per gli anfibi, ma anche per uccelli e mammiferi, necessitano di particolari attenzioni e di una somministrazione seguendo le normative in vigore. Questo perché essendo sostanze prive di una selezione, possono risultare molto dannose anche per insetti utili all'ambiente. Queste sostanze non devono essere mai usate nella vicinanza di corsi d'acqua.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere visivamente la dorifora della patata e le sue fasi vitali?
    L'adulto è un coleottero lungo circa 8-10 mm con elitre bianco-giallastre e striature nere, mentre il torace è arancione-rossastro con punti neri. Le larve, lunghe fino a 15 mm, sono arancioni con tubercoli neri sui lati. Le uova, di colore giallo chiaro, vengono deposte in gruppi sulla pagina inferiore delle foglie. È fondamentale distinguere questi stadi per intervenire tempestivamente, poiché adulti e larve causano entrambi danni significativi alla vegetazione.
  • Quali danni provoca la dorifora alle piante di patata?
    La dorifora causa defogliazione mangiando le foglie, lasciando solo le nervature in casi gravi. Questo può portare alla morte della pianta o a uno sviluppo stentato, producendo solo foglie e germogli laterali senza formare tuberi adeguati. Essendo insetti molto prolifici, un'infestazione rapida può decimare la vegetazione in poco tempo, compromettendo gravemente il raccolto e la salute della pianta ospite.
  • Quando diventa attiva la dorifora e quali temperature influenzano il suo ciclo?
    Gli adulti emergono dal terreno all'inizio della primavera. Le larve iniziano a essere attive quando la temperatura supera i 14°C, mentre la fase di accoppiamento avviene intorno ai 16°C. In un anno possono svilupparsi due o tre generazioni sovrapposte, grazie alla longevità dell'insetto. Monitorare le temperature è essenziale per prevedere i picchi di attività e pianificare interventi mirati prima che l'infestazione diventi incontrollabile.
  • Come si effettua la lotta biologica contro la dorifora?
    Si può agire manualmente rimuovendo uova, larve e adulti, sebbene sia difficile data la numerosità. La rotazione colturale è efficace: evitare di piantare solanacee nello stesso posto per limitare il nutrimento alle larve. Si possono usare fertilizzanti maturi, insetti antagonisti come coccinelle o altri coleotteri predatori, o sfruttare i tacchini. Un'opzione valida è anche l'impiego di Bacillus thuringiensis, un insetticida biologico specifico.
  • È consigliato usare insetticidi chimici per la dorifora? Quali precauzioni adottare?
    L'uso di insetticidi chimici è sconsigliato a meno che l'infestazione non sia grave e vasta, richiedendo sempre parere di esperti fitosanitari. Se necessari, evitare pesticidi dannosi; preferire sostanze naturali come piretro o rotenone, ma con estrema cautela. Sono tossici per pesci, anfibi, uccelli e mammiferi, e nocivi per insetti utili. Non usarli mai vicino a corsi d'acqua e mai durante la fioritura per proteggere l'ecosistema circostante.