Sclerotinia

Parassiti delle piante

Sclerotinia

Riconoscere i sintomi è il primo passo per sconfiggere il parassita.

di Redazione

29 gennaio 2013

La sclerotinia

Tra i parassiti e le malattie fungine che minacciano le coltivazioni, la sclerotinia è uno dei principali nemici, in quanto in grado di riprodursi rapidamente e condurre alla morte la pianta che ne risulta attaccata. La sclerotinia è un fungo appartenente alla divisione degli Ascomiceti. La famiglia delle Sclerotiniaceae include diverse specie, i cui effetti variano sensibilmente così come le piante e le coltivazioni che ne risultano maggiormente colpite. I sintomi che rivelano la presenza di una infezione da parte della sclerotinia sono tuttavia abbastanza omogenei e possono essere facilmente individuati: la pianta colpita mostrerà infatti l'ingiallimento delle sue parti ad un primo stadio, per poi arrivare alla necrotizzazione delle macchie dalla caratteristica forma circolare, che assumono una colorazione più scura. Con l'avanzare dell'infezione, le macchie diventano sempre più ampie e la loro forma perde regolarità, fino a portare ad una colonizzazione vasta che provoca la marcescenza della pianta e la sua morte. Intervenire in modo tempestivo, insieme ad una attenta prevenzione, è indispensabile per evitare l'attacco di questo parassita o per poterlo debellare senza danni per la pianta.

Piante soggette a infezione

La sclerotinia è un fungo che attacca diverse specie vegetali. Una delle più caratteristiche e forse la più diffusa è la sclerotinia homeocarpa, che colpisce i manti erbosi conferendo ad essi un caratteristico colore giallognolo e una forma delle macchie che ricorda quella del simbolo del dollaro (da qui il nome comunemente usato di “Dollar Spot”). La sclerotinia sclerotiorum colpisce invece prevalentemente gli ortaggi e i tuberi, formando ammassi cotonosi sul colletto delle piante, sottraendo ad esse importanti nutrienti e portandole successivamente alla morte. Diverse forme di sclerotinia sono responsabili della morte di ortaggi differenziati: la sclerotinia minor attacca le più comuni verdure, la cinerea le drupaceae, la fructigena le pomaceae. I sintomi sono prevalentemente gli stessi: la formazione di macchie destinate a ingrandirsi e inscurirsi con l'avanzare della malattia. La sclerotinia monilia invece è riscontrabile su fiori e in particolare sulle rosacee: anche le coltivazioni a scopo decorativo, dunque, devono essere protette in tal senso e difese da eventuali attacchi. Questa classificazione basta a sottolineare come la sclerotinia sia un parassita diffuso negli orti e nei giardini, e di quanto sia importante una corretta cura del verde per evitare che le proprie piante e le proprie coltivazioni vengano portate alla morte.

Difesa agronomica

Se la diffusione della sclerotinia costituisce una minaccia per moltissime specie vegetali, ne deriva un'importanza considerevole non solo della difesa chimica e dell'intervento tempestivo ma anche, per quanto possibile, della prevenzione. Questa può essere compiuta tramite sostanze chimiche, ma anche attraverso un corretto comportamento nelle diverse fasi di coltivazione. Un fattore che gioca a grande vantaggio della sclerotinia è la presenza di umidità e ristagni idrici: per questo è importante evitare che le piante siano eccessivamente umide soprattutto nelle ore più fresche della giornata, intervenendo se necessario anche all'eliminazione della rugiada mattutina. Sarà preferibile un'irrigazione mattutina e l'eliminazione di zone d'ombra che possano favorire la formazione di ristagni, mentre un fertilizzante adeguatamente azotato sarà un ottimo rimedio preventivo allo sviluppo del fungo parassita. La carotatura del terreno permetterà il giusto passaggio d'aria, che deve essere favorito anche all'interno del manto erboso. Una pianta sana e robusta è una pianta più resistente agli attacchi dei parassiti: evitare troppi tagli e fare in modo che la pianta cresca rigogliosa nelle condizioni ambientali ad essa favorevoli è già in partenza un buon metodo preventivo.

Difesa chimica

Se, nonostante tutte le cure e le attenzioni date, sulla pianta si notano comunque delle macchie sospette, è bene intervenire in modo tempestivo, appurandone la natura e provvedendo a correre ai ripari prima che il fungo provochi la morte della pianta e si diffonda anche alle coltivazioni vicine, danneggiando tutte le piante presenti. Se le macchie sono localizzate e la malattia si trova ad uno stadio iniziale, sarà possibile provvedere all'eliminazione della parte colpita della pianta e all'adozione di metodi preventivi ulteriori. Questo però deve avvenire nel rispetto delle esigenze della pianta e garantendo comunque la possibilità di una vita e di uno sviluppo regolari e sani. Se invece non è possibile debellare completamente la presenza del fungo in questo modo occorre provvedere all'uso di specifici prodotti di origine chimica. In questo si farà ricorso a dei fitofarmaci, prevalentemente contenenti propiconazolo o iprodione. Il trattamento dovrà essere eseguito ogni 15-20 giorni per almeno un anno dopo la comparsa per primi segni della malattia. Trattamenti chimici devono essere selezionati in modo tale da non danneggiare la pianta e risultare efficaci per combattere la malattia debellando completamente la presenza di sclerotinia, per evitare che al termine del trattamento il parassita possa tornare a diffondersi.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi iniziali della sclerotinia sulle piante?
    I primi segnali di infezione includono l'ingiallimento delle parti vegetali colpite. Successivamente, compaiono macchie circolari che assumono una colorazione più scura. Man mano che la malattia progredisce, queste lesioni si espandono, perdono la loro forma regolare e causano la necrosi dei tessuti. L'infezione avanzata porta alla marcescenza generale della pianta, che può morire se non trattata tempestivamente. È fondamentale monitorare regolarmente il fogliame per individuare questi cambiamenti cromatici e strutturali.
  • Come prevenire la sclerotinia nell'orto e nel giardino?
    La prevenzione si basa principalmente sulla gestione dell'umidità e sulla salute del suolo. Evitare ristagni idrici e irrigare preferibilmente al mattino per permettere alle foglie di asciugarsi. Rimuovere le zone d'ombra e aerare il terreno, ad esempio mediante carotatura, per favorire il ricambio d'aria. Utilizzare fertilizzanti azotati bilanciati per rafforzare le piante e ridurre i tagli eccessivi. Mantenere il verde rigoglioso aumenta la resistenza naturale contro l'attacco fungino.
  • Quali prodotti chimici sono efficaci contro la sclerotinia?
    Per il controllo chimico si utilizzano fitofarmaci specifici contenenti principi attivi come propiconazolo o iprodione. Questi trattamenti devono essere applicati con costanza, generalmente ogni 15-20 giorni. La durata del ciclo di trattamento dovrebbe protrarsi per almeno un anno dopo la comparsa dei primi sintomi per garantire l'eradicazione completa del fungo e prevenire recidive. Scegliere prodotti che non danneggino la pianta ospite è essenziale.
  • Cosa fare se si notano macchie sospette sulle piante?
    In caso di macchie sospette, intervenire immediatamente per contenere la diffusione. Se l'infezione è localizzata e in fase iniziale, rimuovere chirurgicamente la parte malata della pianta. Assicurarsi che la pianta abbia ancora le risorse per svilupparsi normalmente. Se il fungo è diffuso, applicare i trattamenti chimici indicati. Isolare le piante colpite per proteggere quelle sane circostanti dall'ulteriore propagazione del patogeno.