Filare di cipressi al naturale

Siepi

Siepe di cipresso

Maestoso e robusto, il cipresso è un albero molto diffuso ed apprezzato, in particolare per abbellire le zone di verde pubblico. La rapida e notevole crescita, la chioma folta e compatta, lo rendono poi ideale per formare siepi alte e fitte. Vediamo come avere una siepe di cipresso bella e sana.

di Redazione

02 marzo 2015

Origine e caratteri comuni del genere Cupressus

Il genere Cupressus, appartenente alla famiglia delle Cupressaceae, comprende una ventina di specie di maestosi alberi sempreverdi, caratterizzati da una chioma dalla forma conica affusolata, più o meno compatta e folta a seconda della specie. Il nome scientifico cupressus deriva probabilmente dall'isola di Cipro, ma non mancano altre ipotesi. I cipressi sono tutti originari della fascia calda temperata dell'emisfero settentrionale, in particolare della regione occupata da California, Arizona e Messico. Sono molto diffusi e coltivati a scopo ornamentale, e per le loro caratteristiche sono adatti ad essere usati come frangivento e siepi, dando vita ad un muro verde impenetrabile alla luce. Sono particolarmente utili in città, in quanto le loro radici non si sviluppano in larghezza ma in profondità, per cui non creano problemi alle strutture circostanti. Anche se le varie specie differiscono tra loro, vi sono elementi tipici quali la notevole altezza, la forma compatta e affusolata, le foglie a forma di piccolissime scaglie, i fiori poco appariscenti, i frutti costituiti da piccole pigne globose.

Le specie più diffuse: cipresso mediterraneo e di Leyland

Il cipresso più diffuso in Italia è il semperveniens, anche chiamato mediterraneo o italiano, che è però con ogni probabilità originario del Medio Oriente ed importato addirittura dai Fenici. E' alto in media 25 metri, ma può arrivare a 50. La chioma ha una caratteristica forma piramidale ed emana un particolare odore. Le foglie sono quelle tipiche di tutti i cipressi molto piccole, verde scuro, squamiformi; all'apice dei rametti produce fiori gialli. Ama il clima caldo, resiste alla siccità ma non tollera i freddi prolungati. E' adattabile a tutti i tipi di terreno, anche aridi, ed è pertanto sovente utilizzato a scopo di rimboschimento. Il cipresso più usato a livello mondiale come siepe è il cipresso di Leyland, cupressocyparis leylandii. Si tratta di un ibrido ottenuto casualmente in Galles nel 1880, dall'incrocio tra due esemplari originari del Nord America, cupressus macrocarpa e callitropsis nootkatensis, importati insieme nella tenuta Leyland. E' un albero particolarmente robusto e longevo, 5 dei primi 6 esemplari sono ancora vivi; raggiunge rapidamente i 25 metri d'altezza e sopporta inquinamento e aria salmastra.

Dove e come è meglio piantare una siepe di cipresso

Il cipresso ha bisogno di un clima caldo temperato e di una posizione soleggiata o al massimo a mezz'ombra. E' un albero molto resistente, sopporta il freddo intenso, con temperature molto basse, anche 15 °C sotto lo zero, ed il caldo, anche se non ama la siccità. Non ha esigenze particolari di terreno, prima della messa a dimora delle piante è utile lavorarlo un po'. Per formare la siepe porre le piante ad una distanza tra 50 cm ed 1 metro una dall'altra. Le foglie molto piccole e la struttura densa della chioma rendono la siepe di cipresso adatta ad essere scolpita nelle più varie forme, ricordando però che, dove gli inverni sono molto rigidi, la forma deve aiutarla a sopportare il peso della neve. Le piante adulte non hanno bisogno di essere annaffiate, perché ricavano l'acqua naturalmente, si può eventualmente dare un po' d'acqua in caso di forte siccità; occorre invece annaffiare regolarmente le piantine giovani.

Come mantenere la siepe di cipresso sana e in forma a lungo

La siepe di cipresso, in particolare di Leyland, è molto resistente ma ha bisogno comunque di periodici interventi di manutenzione. Cresce molto velocemente, in condizioni ottimali anche 2 metri in un anno, per cui va potata regolarmente almeno 2 volte l'anno, preferibilmente a novembre e marzo, per mantenere la forma ed eliminare i rami secchi o malati. Viene attaccato da insetti e funghi. Tra gli insetti i più comuni sono l'ilobio, che erode la corteccia e provoca lesioni da cui fuoriesce la resina; l'ilotrupe, le cui larve scavano gallerie in tutto il fusto, mentre le larve di rodilegno scavano i tronchi sottili e i rami. Gli attacchi fungini, così come il marciume radicale, sono causati il più delle volte da un'eccessiva umidità, si possono pertanto prevenire controllando che il terreno sia ben drenato e non ci siano ristagni d'acqua. In primavera e in autunno si può somministrare del concime organico, specie se il terreno è povero.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il cipresso mediterraneo e quello di Leyland?
    Il cipresso mediterraneo (Cupressus sempervirens) è una specie autoctona diffusa in Italia, alta fino a 50 metri, con chioma piramidale stretta e origine probabilmente medio-orientale. Il cipresso di Leyland (Cupressocyparis leylandii) è un ibrido artificiale nato in Galles nel 1880 dall'incrocio di specie nordamericane. È estremamente vigoroso, cresce rapidamente raggiungendo i 25 metri, ed è il preferito per le siepi moderne grazie alla sua capacità di creare muri verdi fitti e alla sua resistenza all'inquinamento e all'aria salmastra.
  • A quale distanza devo piantare i cipressi per formare una siepe efficace?
    Per ottenere una siepe compatta e funzionale, le piante di cipresso devono essere posizionate a una distanza compresa tra 50 centimetri e 1 metro l'una dall'altra. Questa vicinanza permette ai rami di intrecciarsi rapidamente, creando quel 'muro verde impenetrabile' tipico delle siepi di cipresso. Assicurati inoltre di lavorare bene il terreno prima della messa a dimora per favorire l'attecchimento iniziale delle radici.
  • Quanto spesso va potata una siepe di cipresso e quando?
    La siepe di cipresso, specialmente quella di Leyland, cresce molto velocemente, arrivando a 2 metri all'anno in condizioni ottimali. Pertanto, richiede una potatura regolare almeno due volte l'anno, idealmente a novembre e a marzo. L'obiettivo è mantenere la forma desiderata ed eliminare i rami secchi o malati. Nelle zone con inverni rigidi, è consigliabile adottare una forma che aiuti la pianta a sopportare il peso della neve senza spezzarsi.
  • Come prevenire il marciume radicale nei cipressi?
    Il marciume radicale è causato principalmente da un'eccessiva umidità del suolo e dai ristagni d'acqua. Per prevenirlo, è fondamentale garantire un ottimo drenaggio del terreno durante la preparazione del buco di piantumazione. Evita di accumulare acqua intorno alle radici. Inoltre, poiché le piante adulte sono generalmente resistenti alla siccità, limita le irrigazioni solo ai periodi di forte siccità estiva, assicurandoti che l'acqua non ristagni mai.
  • Quali parassiti attaccano comunemente il cipresso?
    I principali nemici del cipresso sono alcuni insetti xilofagi. L'Ilobio erode la corteccia provocando fuoriuscite di resina. L'Ilotrupe e le sue larve scavano gallerie all'interno del fusto. Il Rodilegno attacca i tronchi sottili e i rami. Questi parassiti indeboliscono la pianta rendendola vulnerabile ad altre malattie. Una corretta gestione idrica e una potatura tempestiva dei rami infestati aiutano a contenere questi attacchi.

Scheda Tecnica

Cupressus spp., Cupressocyparis leylandii

Nome scientificoCupressus spp., Cupressocyparis leylandii
FamigliaCupressaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineFascia calda temperata emisfero nord (California, Messico, Medio Oriente)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoAdattabile, anche arido, deve essere ben drenato
IrrigazioneRegolare per le giovani piante; adulta solo in caso di forte siccità
FiorituraFioretti gialli poco appariscenti all'apice dei rametti
AltezzaDa 5 a 50 metri a seconda della specie
ConcimazioneConcime organico in primavera e autunno, specialmente su terreni poveri
Potatura2 volte l'anno (novembre e marzo) per forma e salute
Malattie e parassitiIlobio, ilotrupe, rodilegno, marciume radicale da eccessivo ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta robusta e resistente