Disegno botanico di capsicum annuum

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Peperoncino messicano

Il peperoncino è una spezia ampiamente usata nella cucina italiana; si tratta di un insaporitore che però appartiene alla famiglia delle Solanaceae, ovvero la stessa dei peperoni e dei pomodori. Particolarmente noto per la sua piccantezza è il peperoncino messicano.

di Redazione

14 novembre 2014

Il peperoncino e le sue varietà

Il peperoncino è uno degli ingredienti principali della cucina italiana, diffuso soprattutto sulle tavole del sud. Il suo nome botanico è capsicum, che deriva dal latino capsa. Questo termine significa scatola, e probabilmente è stato riferito a questo vegetale poichè il peperoncino ricorda uno scrigno che contiene al suo interno i semi. Le sue origini sono antichissime, così come il suo impiego sia in cucina che come preparato medico. Le prime testimonianze di peperoncini coltivati risalgono al 5.500 a.C, e sono state rinvenute in Messico. La pianta infatti ha origine in America, e da questo paese, in seguito alla sua scoperta da parte degli europei, fu importata nel vecchio continente. Il nome con cui il peperoncino veniva chiamato nel nuovo mondo era chili; in Europa fu chiamato peperoncino non per assonanza con il peperone, ma con il pepe, di cui ricordava il gusto.

Le varietà di peperoncino

Al genere capsicum, che appartiene alla famiglia delle solanaceae, si ascrive una grandissima varietà di peperoni e peperoncini, con vari gradi di piccantezza che vengono indicati in base ad una scala chiamata Scoville. All'interno del genere ci sono molte suddivisioni, come ad esempio tra diverse specie di capsicum. Le più diffuse sono il capsicum annuum, che è praticamente l'unica che si trovi in Europa e in Italia, cui appartiene anche il peperoncino messicano detto jalapeno; il capsicum chinense, che annovera al suo interno alcuni dei peperoncini più piccanti in assoluto, come l'habanero e lo scotch naga; il capsicum frutescens, di cui fa parte il tabasco, usato per preparare l'omonima salsa; il capsicum baccatum e il capsicum pubescens. Ognuno di loro ha caratteristiche differenti, anche nel colore e nella forma, ma metodo di coltivazione simile.

Il peperoncino messicano

Come si diceva, è il Messico il Paese sudamericano che ha la più lunga tradizione nella coltivazione del peperoncino. I suoi peperoncini sono noti anche perché in genere si annoverano tra quelli più piccanti in assoluto. Il peperoncino messicano a sua volta non esiste in un'unica varietà, ma ve ne sono diverse, ognuna con caratteristiche precipue. I principali tipi di peperoncino messicano sono:- Serrano, ha un colore che va dal rosso al verde ma quando è ben maturo è rosso; non è particolarmente piccante e si usa molto per salse e marinature;- jalapeno, uno dei peperoncini più noti, ha una polpa molto soda e compatta e colore che va dal verde chiaro al rosso acceso; si usa spesso crudo e a volte viene affumicato per realizzare il cosiddetto chipotle;- poblano, non è molto piccante e ha un vago sentore di cuoio;- habanero, è uno dei più piccanti e prende il suo nome dalla capitale di Cuba.

Come coltivare il peperoncino messicano

Per avere una scorta sempre pronta di peperoncino messicano, da poter usare in sostituzione a quelli nostrani nella preparazione di sughi e condimenti, si potrebbe fare una piccola piantagione sul balcone. La coltivazione del peperoncino infatti non è molto complicata. Per prima cosa si acquistano i semi della varietà preferita; questi devono essere messi a dimora in un semenzaio durante l'inverno, affinchè le piantine spuntino in aprile e possano essere poi trapiantate in vaso, o nel terreno. Così facendo, ad agosto si potranno avere già i primi frutti. Il terreno deve essere ben drenante, perchè il peperoncino non tollera i ristagni di acqua, ma ama il sole e quindi deve essere posto in un angolo soleggiato. Una volta raccolti i frutti, si possono consumare freschi, o si possono mettere ad essiccare.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali varietà di peperoncino messicano e quali differenze hanno?
    Le varietà più comuni includono lo Serrano, dal colore verde-rosso, poco piccante e ideale per salse; lo Jalapeño, dalla polpa soda, usato crudo o affumicato (chipotle); il Poblano, meno piccante con note di cuoio; e l'Habanero, estremamente piccante nonostante il nome cubano. Ogni varietà offre profili aromatici unici, ma condividono la stessa facilità di coltivazione e le stesse esigenze ambientali, adattandosi bene ai giardini italiani.
  • Quando e come si seminano i semi di peperoncino?
    La semina va effettuata in semenzaio durante l'inverno, per garantire che le piantine spuntino verso aprile. Una volta sviluppate le prime foglie vere, le piantine possono essere trapiantate in vaso o direttamente in terra. Questa tempistica permette di raccogliere i primi frutti già ad agosto. È fondamentale utilizzare semi freschi e mantenere il substrato umido ma mai zuppo fino alla germinazione.
  • Che tipo di terreno ed esposizione richiede il peperoncino?
    Il peperoncino necessita di un'esposizione a pieno sole per crescere vigoroso e produrre frutti ricchi di sapore. Il terreno deve essere ben drenante, poiché la pianta non tollera assolutamente i ristagni idrici, che causano marciumi radicali. Un suolo ricco di sostanza organica ma leggero favorisce lo sviluppo radicale. In vaso, assicurarsi che il fondo abbia fori di drenaggio efficaci e utilizzare un terriccio specifico per ortaggi o piante da fiore.
  • È possibile coltivare il peperoncino in vaso sul balcone?
    Assolutamente sì, il peperoncino è eccellente per la coltivazione in vaso su balconi soleggiati. Basta scegliere contenitori sufficientemente grandi per permettere allo sviluppo radicale. La chiave del successo è la gestione dell'acqua: irrigare regolarmente ma solo quando il terreno è asciutto in superficie, evitando sempre il ristagno. La raccolta avviene generalmente da agosto in poi, a seconda della varietà e delle condizioni climatiche locali.
  • Come si conservano i peperoncini dopo la raccolta?
    I peperoncini raccolti possono essere consumati freschi immediatamente per il massimo del sapore. Per una conservazione più lunga, è possibile essiccarli all'aria aperta in luogo ventilato e ombreggiato, oppure utilizzando disidratatori alimentari. Una volta secchi, possono essere interati interi, macinati per ottenere polvere piccante, o conservati sott'olio. L'essiccazione concentra gli aromi e aumenta la shelf-life del prodotto, permettendo di usarlo tutto l'anno.

Scheda Tecnica

Capsicum spp. (es. C. annuum var. acuminatum)

Nome scientificoCapsicum spp. (es. C. annuum var. acuminatum)
FamigliaSolanaceae
Tipo di piantaEracea annuale
OrigineAmerica (Messico)
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon tollera il freddo; coltivazione annuale in climi temperati
TerrenoBen drenante, fertile
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaVariabile in base alla varietà (solitamente 30-80 cm)
ConcimazioneLeggera, equilibrata
PotaturaMinima, per favorire l'esplosione laterale
MoltiplicazioneSemina in semenzaio in inverno, trapianto a primavera
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, oidio, marciumi radicali da eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneFacile