fiori orchidea

Orchidee

Moltiplicazione orchidee

La moltiplicazione orchidee è un aspetto fondamentale della loro coltivazione perchè se impariamo la giusta tecnica possiamo avere periodicamente un nuovo esemplare.

di Redazione

20 luglio 2018

Orchidee moltiplicazione

Le orchidee sono tra le piante di fiori più conosciute, utilizzate ed apprezzate da tutti. La prima traccia dell’esistenza delle orchidee risale a circa 65 milioni di anni fa e fin da subito sono state apprezzatissime. Esse sviluppano dei fiori bellissimi, di una sensualità e di un eleganza unica e raffinata. In questo articolo ci concentriamo sulla moltiplicazione di queste meravigliose piante. In primis chiariamo il concetto di “moltiplicazione”, già dal termine possiamo intuire il suo significato. Per moltiplicazione si intende la riproduzione o, per meglio dire, l’aumento di una qualsiasi specie o tipo di pianta. Dalla moltiplicazione si ottengono più semi, dai semi le piante e i fiori. Più sono i semi e più sono le piante che si svilupperanno. La moltiplicazione delle orchidee può avvenire attraverso due metodi differenti: il primo è quello mediante semi e il secondo è quello per via vegetativa. Il metodo più semplice è sicuramente la moltiplicazione per via vegetativa, ovvero attraverso una talea. In questo modo si ottengono delle piante identiche alla pianta madre.

Moltiplicazione per merisistema

Una tecnica molto particolare di moltiplicazione vegetativa è quella per meristema. Questa tecnica si può utilizzare solo ed esclusivamente in laboratorio e consiste nella selezione di alcune cellule dell’apice vegetativo di un germoglio. Queste cellule sono chiamate meristematiche e hanno la particolarità di essere indeterminate, ovvero possono crescere in qualsiasi parte della pianta, che sia la radice, la foglia e il fiore. Si sviluppano un insieme di cellule in ogni germoglio prima ancora di “decidere” in quale parte della pianta svilupparsi. Queste cellule hanno una capacità di moltiplicazione non indifferente. Se proviamo a prelevarne alcune e le coltiviamo in vitro, nel momento in cui si accorgono dell’assenza degli organi della pianta che gli occorrono, queste, cominciano a costruirli. Ecco perché sono un’ottima tecnica di riproduzione delle piante di orchidee, sono in grado di sviluppare tantissime nuove piantine. Nel caso in cui questo gruppetto di cellule lo dividiamo vedremo che avremo di nuovo le stesse fasi di sviluppo. Infatti, è possibile dividere queste cellule fino ad ottenere il numero delle piante di cui abbiamo bisogno. Una volta divise si lasciano crescere senza disturbarle troppo e, successivamente, verranno spostate in dei vasi singoli. La coltivazione di queste piantine deve avvenire allo stesso modo di tutte le altre piane.

Per talea e semina

Rispetto alla tecnica precedente, la moltiplicazione per talea, viene eseguita quasi per tutte le piante. In realtà è molto semplice, basta prelevare una talea di almeno 10 centimetri, pulirla e metterla in un contenitore con un composto di sabbia e torba per favorire la ramificazione. Il contenitore va tenuto ad una giusta temperatura ed in un luogo riparato e con poca luce. Sopra al contenitore va posto anche un telo di plastica che funge da protezione. Una volta che la pianta avrà cacciato le sue prime radici, il contenitore potrà essere spostato in un luogo più illuminato e il velo di protezione potrà essere rimosso. Successivamente, quando la pianta si sarà irrobustita, potrà essere spostata in un singolo vaso e trattata come una pianta adulta. La propagazione per talea è un’operazione abbastanza facile, l’unica cosa è che le orchidee si presentano in due forme differenti ma non è affatto una difficoltà o un problema. La riproduzione attraverso la semina è più complicata rispetto alle tecniche espresse precedentemente. Con una moltiplicazione per semina è possibile ottenere anche dei risultati molto più soddisfacenti ma le piante non saranno mai perfettamente uguali né alla pianta madre e né tra di loro. Anche se impolliniamo un fiore con lo stesso polline, le piante che verranno fuori, avranno caratteristiche diverse dalla madre. Il problema sta nei semi, essi sono privi di nutrimento e quindi cercano le sostanze di cui hanno bisogno dall’esterno, ovvero da un particolare fungo che, nutrendosi, rilascia sostanze come zuccheri ed altro.

Monopodiali e simpodiali

In virtù di quanto scritto precedentemente riguardo alla moltiplicazione per talea, le due differenti forme di orchidee sono quella monopodiale e quella simpodiale. Le orchidee monopodiali hanno un fusto che si sviluppa in lunghezza e producono da sole nuovi getti alla base della pianta. Ci sono alcune che non producono nuovi getti alla base ma li producono dallo stelo dei fiori quando i fiori saranno appassiti. Ci sono alcune specie che non ci fanno questa gentilezza e quindi possono essere divise quando il fusto sviluppa radici aeree. Le piante che si allungano troppo possono essere tagliate a metà e rinvasate singolarmente. La parte inferiore svilupperà presto un nuovo apparato radicale mentre la parte superiore continuerà il proprio sviluppo. Le orchidee simpodiali sono quelle che presentano un rizoma da cui nascono i bulbi. Ogni bulbo è una pianta che può essere staccata e interrata in vasi singoli. Un consiglio è quello di dividere i rizomi in gruppetti di tre o quattro bulbi in modo tale che, tra di loro, si danno la giusta carica per svilupparsi al meglio.

Orchidea Phalaenopsis riproduzione

Una delle varietà di orchidee certamente più diffusa e apprezzata è la Phalaenopsis, una specie che ha origine dalle Filippine, l'Australia, l'Indonesia e l'India orientale. Questa orchidea è di tipo epifita, ovvero è una pianta che ha radici aeree, non si sviluppano nel terreno ma usano come supporto il tronco e la corteccia di altre piante. La riproduzione di questo tipo di orchidea si esegue principalmente con la divisione dei keiki, ovvero di una nuova pianta che si sviluppa da un nodo dello stelo o al colletto. Per fare in modo che l'operazione di moltiplicazione vada a buon fine è bene aspettare a dividere il keiki fino a quando non abbia sviluppato sufficientemente l'apparato radicale e presenti almeno tre foglie. Questo va poi rinvasato singolarmente usando come substrato del bark, ovvero un composto di corteccia appositamente studiato per garantire il corretto sottofondo all'orchidea. Per raccogliere il keiki si deve procedere con un taglio preciso mantenendo circa due centimetri al di sopra e al di sotto del nodo.

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Domande frequenti

  • Come si riproduce l'orchidea Phalaenopsis?
    La Phalaenopsis si riproduce principalmente tramite i 'keiki', ovvero piccoli plantuli che si formano spontaneamente sui nodi dello stelo fiorifero o alla base della pianta. È fondamentale attendere che il keiki sviluppi un apparato radicale sufficiente e possieda almeno tre foglie prima di separarlo. Per eseguire il distacco, effettua un taglio netto mantenendo circa due centimetri di stelo sopra e sotto il nodo di origine. Successivamente, trapianta il nuovo plantulo in un vaso singolo utilizzando un substrato specifico a base di corteccia (bark), garantendo così il giusto drenaggio e supporto per le radici aeree tipiche di questa specie epifita.
  • Qual è la differenza tra orchidee monopodiali e simpodiali?
    Le orchidee monopodiali crescono verticalmente lungo un unico fusto principale e producono nuovi getti alla base o sugli scami floreali; se diventano troppo alte, possono essere tagliate a metà, dove la parte inferiore riemetterà radici e quella superiore continuerà a crescere. Al contrario, le orchidee simpodiali possiedono un rizoma sotterraneo da cui emergono bulbi pseudobulbiferi. Ognuno di questi bulbi rappresenta una nuova unità vegetativa che può essere staccata e interrata singolarmente. Si consiglia di dividere i rizomi raggruppando sempre tre o quattro bulbi insieme per assicurare una corretta carica energetica e uno sviluppo ottimale delle nuove piante.
  • Come funziona la moltiplicazione per talea nelle orchidee?
    La moltiplicazione per talea è una tecnica vegetativa semplice che prevede il prelievo di un frammento di pianta lungo almeno 10 centimetri. Dopo averlo pulito, la talea va inserita in un contenitore riempito con un mix di sabbia e torba, ideale per favorire la formazione delle radici. Il contenitore deve essere posizionato in un luogo riparato, a temperatura controllata e con scarsa illuminazione, coperto da un telo di plastica per mantenere l'umidità necessaria. Una volta comparse le prime radici, la pianta può essere spostata in zona più luminosa, rimossa la copertura e infine trapiantata in vaso singolo quando si sarà irrobustita.
  • Perché la semina delle orchidee è considerata difficile?
    La moltiplicazione per semina è complessa perché i semi di orchidea sono estremamente piccoli e privi di endosperma, ovvero non contengono riserve nutritive proprie. Di conseguenza, non possono germinare autonomamente nel suolo come le altre piante. Hanno bisogno di stabilire una simbiosi con specifici funghi micorrizici che forniscono loro zuccheri e nutrienti essenziali per la crescita iniziale. Senza questi simbionti naturali o senza colture in vitro sterili che simulino tali condizioni, la germinazione naturale è quasi impossibile, rendendo questa tecnica impraticabile per il giardiniere domestico.
  • Cos'è la moltiplicazione per meristema e dove si applica?
    La moltiplicazione per meristema è una tecnica di propagazione vegetativa avanzata utilizzata esclusivamente in ambito laboratoristico. Consiste nel prelevare cellule indeterminate dall'apice vegetativo di un germoglio, note per la loro capacità di differenziarsi in qualsiasi organo della pianta (radici, foglie, fiori). Coltivando queste cellule in vitro, si stimola la formazione di numerosi embrioni somatici che, una volta divisi e lasciati crescere, daranno origine a molte nuove piantine geneticamente identiche alla pianta madre. È il metodo standard per la produzione commerciale su larga scala di orchidee clonate.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita (es. Phalaenopsis)
OrigineFilippine, Australia, Indonesia, India orientale
EsposizioneLuce filtrata/riparata, temperature miti
TerrenoSubstrato poroso (bark/corteccia), mai terra comune
IrrigazioneModerata, lasciare asciugare tra un'annaffiatura e l'altra
FiorituraPrimavera/Estate (variabile in base alla specie)
AltezzaVariabile (da pochi cm a oltre 1 metro)
ConcimazionePeriodica durante la crescita vegetativa e fioritura
PotaturaAsportare gli scapi floreali secchi dopo la fioritura
MoltiplicazionePer talea, divisione cespi/rizomi, keiki (Phalaenopsis), meristema (laboratorio), semina (difficile)
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, marciumi radicali da eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede attenzione a umidità e substrato)