Esempio di orchidea Dendrobium

Orchidee

Potatura Orchidea

L'orchidea è una pianta decorativa che dà colore ed eleganza alla nostra casa. Per curarla basta una semplice potatura e prestare attenzione a dove viene messa. E' una pianta proveniente da luoghi tropicali, questo la rende delicata e va tenuta in ambienti caldi e umidi come il bagno o la cucina.

di Redazione

20 febbraio 2015

Potatura dell'orchidea

Il periodo ideale per la potatura dell'orchidea è il post fioritura; non è possibile stabilire un preciso arco di tempo, perché, varia a seconda delle specie e pare che, la potatura stessa dell'orchidea e gli sbalzi di temperatura, possano agire sul periodo di fioritura, quindi conviene avere pazienza e mantenere la nostra pianta lontano dagli sbalzi termici. Per praticare la potatura dell'orchidea ci sono due modi molto semplici: il primo è la rimozione dei fiori appassiti, che si effettua con la semplice pulizia della pianta da quelli ormai avvizziti; la seconda è eseguire una recisione netta e pulita ad uno stelo appassito o in eccesso. E' possibile che sia necessario ricorrere al taglio parziale dello stelo dopo la rimozione del fiore, tagliando 20 centimetri al di sotto di esso sopra il nodo.

La potatura dello stelo

La potatura dello stelo di una orchidea, viene svolta principalmente per diminuire le necessità di nutrimento della pianta, infatti uno stelo lungo richiede molta acqua, mentre se potato ne esigerà di meno. Questa procedura quindi, non è indispensabile per una orchidea, si rischia di farle più del male che del bene.La potatura, si può effettuare nel caso in cui lo stelo appassisca parzialmente o totalmente, oppure, lo si può recidere nell'eventualità in cui dal fusto della pianta ne nascano di nuovi; in entrambi i casi, non è fondamentale potarlo fino al fusto, ma bisogna reciderlo sopra il primo nodo vivo che si incontra; specie se gradite una fioritura più generosa, infatti, molte orchidee tendono a rigemmare utilizzando i vecchi steli, rimuovendoli potreste danneggiarle la rifioritura.

Piccoli accorgimenti

Prima di procedere alla potatura si consiglia di informarsi sulla specie che si coltiva, perché se l'orchidea ha una fioritura abbondante e generosa, si rischia di intaccare il rinnovamento autonomo della pianta stessa, facendo slittare per stagioni intere la fioritura. Le forbici che utilizzate, devono avere le lame sottili e ben affilate, (tipo quelle da bonsai) e ben sterilizzate, perché l'orchidea è una pianta molto fragile e particolarmente delicata, con degli strumenti sporchi si possono trasportare funghi o batteri, rischiando così di infettarla. Una volta eseguito il taglio dello stelo, per l'orchidea si tratta di una ferita e noi dobbiamo metterci, un cerotto, si tratta di un mastice particolare che ha lo scopo di facilitare la cicatrizzazione del taglio, evitando così, le temute infezioni e aiutando la nascita di nuove gemme.

Consigli generali

Si consiglia di curare l'orchidea con un'occhio di riguardo, rispetto a molte piante da appartamento, infatti è una pianta tropicale che predilige luoghi caldi, a temperatura stabile e con una buona umidità, dato che ha la possibilità di trarre nutrimento dall'ambiente che la circonda. L'orchidea tende a trattenere l'acqua, l'ideale per la sua sopravvivenza è tenerla in un vaso contenente del terriccio un po' partiolare: di riempire il vaso con i 2/3 di osmunda, mentre il restante 1/3 con torba bionda di sfango. Si tratta di un terreno particolarmente drenante, che non si impregna di acqua ma si inumidisce e fa sgorgare i liquidi in eccesso nel sottovaso. Per quanto riguarda l'innaffiatura, si consiglia di usare acqua piovana o comunque priva di cloro, annaffiatela poche volte a settimana cercando di mantenere umido il terriccio.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare un'orchidea?
    Il periodo ideale per la potatura è immediatamente dopo la fine della fioritura. Non esiste una data fissa poiché varia in base alla specie coltivata. È fondamentale evitare di potare durante sbalzi termici, poiché questi potrebbero influenzare negativamente il ciclo di fioritura successivo. La pazienza è chiave: attendere che il fiore appassisca completamente garantisce che la pianta abbia esaurito le sue energie in quel specifico stelo.
  • Come devo tagliare lo stelo dopo la fioritura?
    Esistono due metodi principali. Il primo consiste nella semplice rimozione dei fiori appassiti. Il secondo prevede un taglio netto dello stelo, effettuato circa 20 centimetri sotto il punto in cui era posizionato il fiore, proprio sopra un nodo visibile. In alternativa, se lo stelo appassisce parzialmente, si può recidere appena sopra il primo nodo vivo rimasto. Attenzione: tagliare troppo vicino alla base potrebbe impedire la rifioritura, poiché molte orchidee emettono nuove gemme dai vecchi steli.
  • È pericoloso potare uno stelo verde e sano?
    Sì, potare uno stelo ancora verde e vitale è sconsigliato se si desidera una fioritura generosa. Rimuovere steli sani interrompe il processo naturale di rigermogliamento dalla pianta stessa. Molti giardinieri preferiscono lasciare gli steli verdi per anni, poiché l'orchidea tende a produrre nuovi fiori dagli stessi rami vecchi. Tagliarli prematuramente costringerebbe la pianta a sviluppare nuovi steli da zero, ritardando la prossima fioritura di mesi o addirittura stagioni.
  • Quali strumenti e precauzioni usare per la potatura?
    Utilizza forbici dalle lame sottili, molto affilate (ideali quelle per bonsai) e rigorosamente sterilizzate prima dell'uso. Le orchidee sono piante fragili e suscettibili alle infezioni; strumenti sporchi possono trasmettere funghi o batteri letali. Dopo aver effettuato il taglio, trattala come una ferita aperta: applica un mastice cicatrizzante specifico per orchidee. Questo prodotto sigilla la piaga, previene le infezioni fungine e favorisce la nascita sana di nuove gemme.
  • Che tipo di substrato e irrigazione richiedono le orchidee?
    Le orchidee necessitano di un terreno altamente drenante che non ristagni l'acqua. Una miscela ideale comprende due terzi di osmunda e un terzo di torba bionda di sfagno. Per l'irrigazione, usa esclusivamente acqua piovana o demineralizzata, priva di cloro. Innaffia poche volte a settimana mantenendo il substrato leggermente umido ma mai zuppo; l'eccesso d'acqua deve defluire liberamente nel sottovaso per evitare marciumi radicali.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita tropicale
OrigineZone tropicali
EsposizioneCalda, umida, luce indiretta
TerrenoSubstrato drenante (osmunda e torba)
IrrigazioneModerata, acqua priva di cloro
FiorituraPost-fioritura (variabile per specie)
PotaturaDopo la fioritura, sui nodi vivi
Malattie e parassitiFunghi e batteri da strumenti non sterilizzati
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede cura specifica)