Illustrazione botanica di crespino, accanto ad un'altra specie del genere Berberis

Fitoterapia

Crespino

Il crespino è il nome con il quale è più comunemente noto il Berberis vulgaris, una pianta molto diffusa soprattutto sulle Alpi, che ha proprietà note in fitoterapia. Si deve fare molta attenzione, però, nel suo utilizzo, perché il crespino può anche risultare tossico.

di Redazione

27 gennaio 2015

Un albero con le spine

Se ci si aggira in zone aride, ai margini dei boschi, tra i 100 e i 2000 metri di altitudine, può capitare di incappare in un arbusto, che però assume anche la forma di un albero poiché arriva fino ai tre metri di altezza. Questo arbusto, se presenta foglie di colore verde scuro, dalla forma di conchiglie, che crescono accanto a spine a tre denti, molto probabilmente sarà un Berberis vulgaris, altrimenti detto crespino. Il crespino è una pianta molto comune tra Europa ed Asia, anche se in Italia si trova quasi esclusivamente sulle Alpi. Essa è molto conosciuta fin dall'antichità per le sue virtù terapeutiche, anche se studi più recenti ne hanno accertato anche una potenziale tossicità, qualora se ne assumano gli estratti in dosi troppo elevate. Dunque, è una pianta di cui in erboristeria si usano foglie, fiori e radici, ma con molta cautela.

Le caratteristiche del crespino

Nel dettaglio, ecco quali sono tutte le caratteristiche morfologiche che presenta il Berberis vulgaris. Si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle Berberidaceae, il cui nome viene dal termine greco berberi, che vuol dire conchiglia, e allude alla forma delle foglie. Il crespino, come si diceva, ha rami spinosi, che sono ricoperti da foglie dal margine dentellato e dalla forma arrotondata, più strette all'attaccatura con il ramo. Di solito sono piuttosto ampie, di un bel verde lucido più chiaro nella pagina superiore. Le radici del crespino sono molto robuste, e di colore giallo all'interno. Non si tratta di un sempreverde, ma di una pianta decidua: le foglie spuntano a metà marzo, i fiori tra maggio e giugno, e infine i frutti, delle bacche rosse, vengono prodotti da agosto ad ottobre. I fiori sono di colore giallo e hanno la forma di una piccola campana, ed emanano un odore non troppo gradevole.

Le proprietà del crespino

Il crespino è una pianta piuttosto ambigua: non è molto amata per via del fatto che è l'ospite intermedia di un fungo che si chiama puccinia graminis, o ruggine del grano. Questo fungo non danneggia il crespino, ma si veicola poi alle colture. Inoltre, il Berberis vulgaris ha tante proprietà benefiche usate in fitoterapia, ma deve essere assunto con molta attenzione, perché può anche risultare tossico. Infatti, se preso in dosi eccessive, può causare epistassi, ovvero sanguinamenti dal naso, vertigini, difficoltà respiratorie e disturbi gastro intestinali, Nei casi più gravi provoca anche problemi all'apparato cardio circolatorio. Nelle giuste dosi, però, il crespino è molto utile per curare diverse patologie. I principi attivi presenti nelle sue parti, infatti, contengono berberina e berbamina, che servino a curare problemi al fegato, eruzioni cutanee ed eczemi, verruche e dolori reumatici.

L'uso fitoterapico del crespino

In fitoterapia, del crespino si usano prevalentemente le radici, ma ogni altra sua parte, opportunamente lavorata, può essere usata per realizzare tisane, decotti e tinture. Ad esempio, la tisana di crespino, che deve essere realizzata mettendo due o tre cucchiaini di foglie e frutti essiccati in acqua bollente, serve per depurare l'organismo, perché è diuretica, e serve anche a migliorare la digestione. Se invece le foglie vengono messe in infuso, si può avere ottimo tonico rinfrescante, oltretutto ricco di vitamina C. La tintura di crespino serve per lenire i dolori reumatici, e cura le infezioni della pelle. Sembra anche che il Berberis vulgaris abbia la capacità di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. I suoi frutti non sono usati soltanto in erboristeria, ma anche in cucina, perché con essi si possono preparare delle marmellate e degli sciroppi molto diffusi in pasticceria.

Domande frequenti

  • Quali sono le controindicazioni e i rischi di tossicità del crespino?
    Il Berberis vulgaris richiede estrema cautela nell'uso fitoterapico. Assunto in dosi eccessive, può provocare effetti tossici significativi tra cui sanguinamento nasale (epistassi), vertigini, difficoltà respiratorie e disturbi gastrointestinali. Nei casi più gravi, l'abuso può compromettere l'apparato cardiovascolare. È fondamentale rispettare rigorosamente le dosi consigliate e consultare un professionista prima dell'assunzione, specialmente per soggetti con condizioni pregresse.
  • Quali sono le principali proprietà benefiche attribuite al crespino?
    Grazie ai principi attivi come berberina e berbamina, il crespino è utilizzato in fitoterapia per supportare la salute del fegato, trattare eruzioni cutanee, eczemi, verruche e alleviare i dolori reumatici. Inoltre, sembra avere la capacità di contribuire all'abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue. Le preparazioni a base di crespino agiscono anche come diuretiche, favorendo la depurazione dell'organismo e migliorando la digestione.
  • Come si utilizza il crespino in cucina e in erboristeria?
    In erboristeria si impiegano radici, foglie e frutti per preparare tisane, decotti e tinture. Una tisana con foglie e frutti essiccati aiuta la digestione e ha azione diuretica, mentre un infuso di foglie offre un effetto tonificante grazie alla vitamina C. In cucina, le bacche rosse mature sono utilizzate per realizzare marmellate e sciroppi, comuni in pasticceria, sfruttandone il sapore acidulo.
  • Perché il crespino è sconsigliato vicino ai campi coltivati?
    Il Berberis vulgaris funge da ospite intermedio obbligato per il fungo Puccinia graminis, noto come ruggine del grano. Sebbene il fungo non danneggi direttamente il cespuglio di crespino, il parassita si sviluppa sulla pianta selvatica per poi trasferirsi alle colture di cereali circostanti, causando gravi danni economici all'agricoltura. Per questa ragione, la sua presenza è spesso monitorata o limitata nelle aree agricole.

Scheda Tecnica

Berberis vulgaris

Nome scientificoBerberis vulgaris
FamigliaBerberidaceae
Tipo di piantaArbusto/Albero deciduo
OrigineEuropa e Asia
EsposizioneSoleggiata
FiorituraMaggio-giugno
AltezzaFino a 3 metri
Malattie e parassitiOspite intermedio della ruggine del grano (Puccinia graminis)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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