Thaumetopoea processionea in processione

Parassiti delle piante

Processionarie

Le processionarie sono degli insetti dell'ordine dei lepidotteri appartenenti alla famiglia dei Notodontidae. Il termine "processionaria" è dovuto al fatto che questi artropodi hanno la caratteristica abitudine di spostarsi sul terreno in lunghissime file, formando una specie di "processione".

di Redazione

26 novembre 2014

Thaumetopoea processionea: la processionaria della quercia

Le processionarie della quercia sono dei parassiti diffusi in tutta Europa le cui larve si nutrono delle foglie di quest'albero.I bruchi di Thaumetopoea processionea sono di colore grigio e possiedono una peluria fortemente urticante e i soli peli urticanti dispersi dal vento possono arrecare disturbi anche all'uomo. Le larve compaiono in aprile, sono attive durante le ore notturne e si spostano in gruppo per cercare nutrimento. Di giorno, invece, le larve si radunano nei nidi costruiti sui rami o alla base del tronco della quercia e, una volta terminato il loro sviluppo, le crisalidi si spostano in un nido definitivo (situato nel fusto della pianta) per poi trasformarsi in falene, nei mesi estivi.I danni provocati da questi parassiti sono talmente gravi da provocare, talvolta, la morte dell'albero.

La Thaumetopoea pityocampa, il temibile parassita dei pini

La Thaumetopoea pityocampa (o processionaria del pino) trova il suo habitat ideale nelle regioni dell'Europa meridionale, dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente E' uno dei parassiti più devastanti per le foreste perchè durante il suo ciclo vitale è capace di distruggere ampi tratti di pinete. Le piante più colpite dalle processionarie sono tutte quelle appartenenti al genere Pinus e non di rado possono aggredire anche larici e cedri.La processionaria vive in folti gruppi ed è attiva esclusivamente durante i periodi invernali, poichè il resto dell'anno rimane sepolta sotto terra allo stadio di crisalide.Nonostante le dimensioni modeste, le larve di "Thaumetopoea pityocampa" possiedono robuste mandibole capaci di distruggere gli aghi fin dai primi giorni di vita e, quando spogliano del tutto un ramo, passano a quello successivo.

Come riconoscere i danni causati dalle processionarie

La processionaria è un pericoloso parassita che colpisce generalmente gli alberi di quercia e di pino.Nei periodi autunnali e invernali, gli attacchi di Thaumetopoea pityocampa (processionaria del pino) sono facilmente identificabili perchè i nidi di svernamento di questi insetti sono molto vistosi e caratterizzati da un tipico aspetto piriforme. Di solito i nidi sono ben visibili sulle piante perchè sono situati nella parte alta della chioma.Nel caso della processionaria della quercia, invece, gli attacchi iniziali sono difficilmente individuabili perchè le larve si radunano in colonie raggruppate sui rami più sottili dell'albero, formando dei manicotti. Quando inizia il periodo estivo, invece, gli attacchi parassitari risultano ben visibili: le chiome degli alberi ospiti sono fortemente danneggiate e sui tronchi si formano dei caratteristici nidi "a sacco".

Come si combattono le processionarie dei pini e delle quercie

Esistono diversi modi per combattere le processionarie: innanzitutto si possono utilizzare degli insetticidi specifici da utilizzare direttamente sulle larve ma bisogna fare molta attenzione nel rimuovere quelle morte perchè i loro peli sono altamente urticanti.Un altro metodo è la lotta meccanica che consiste nella rimozione manuale dei nidi di processionaria: questo intervento viene effettuato in inverno perchè le larve sono ancora presenti nel nido, ma è sconsigliato se l'area da trattare è molto estesa.In questo caso è preferibile ricorrere alla lotta biologica attraverso due metodi.Il primo prevede l'utilizzo di un insetticida biologico chiamato "Bacillus thuringiensis kurstaki" che viene propagato tramite elicottero o attraverso l'uso di atomizzatori.Il secondo, invece, è meno costoso e si basa sull'impiego di trappole ai feromoni o meccaniche.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali alberi colpiti dalle processionarie?
    Le processionarie attaccano prevalentemente due tipi di alberi a seconda della specie. La Thaumetopoea processionea, nota come processionaria della quercia, si nutre esclusivamente delle foglie di querce, causando danni gravi fino alla morte dell'albero. La Thaumetopoea pityocampa, invece, è la processionaria del pino, diffusa nell'Europa meridionale e nel Medio Oriente, che distrugge le pinete (genere Pinus) ma può aggredire anche larici e cedri. Entrambe le specie sono parassiti devastanti per le foreste e i giardini dove crescono queste latifoglie e conifere.
  • Come si riconoscono i nidi e i danni delle processionarie sugli alberi?
    Il riconoscimento varia in base alla stagione e alla specie. Per la processionaria del pino, i nidi di svernamento sono molto vistosi, hanno forma piriforme e si trovano solitamente nella parte alta della chioma durante autunno e inverno. Per la processionaria della quercia, i danni iniziali sono difficili da individuare perché le larve formano manicotti sui rami sottili. In estate, invece, i danni diventano evidenti: le chiome appaiono spogliate e sui tronchi compaiono caratteristici nidi a sacco contenenti le crisalidi prima della trasformazione in falene.
  • Perché le processionarie sono pericolose per la salute umana?
    Le processionarie rappresentano un serio rischio sanitario a causa della loro peluria fortemente urticante. I bruchi della processionaria della quercia e quelli della processionaria del pino possiedono tricomi velenosi che, una volta dispersi dall'aria o toccando la pelle, possono causare gravi irritazioni, reazioni allergiche e disturbi respiratori anche a distanza. È fondamentale evitare il contatto diretto con le larve vive, morte o con i loro nidi, poiché i peli urticanti restano attivi e pericolosi anche dopo la morte dell'insetto.
  • Quali metodi efficaci esistono per combattere le processionarie?
    La lotta alle processionarie può avvenire in tre modi principali. La lotta chimica utilizza insetticidi specifici sulle larve, richiedendo grande cautela nella rimozione dei corpi morti. La lotta meccanica prevede la rimozione manuale dei nidi, consigliata solo in inverno quando le larve sono ancora nel nido e sconsigliata per aree vaste. Infine, la lotta biologica è spesso preferita: include l'uso di Bacillus thuringiensis kurstaki, spruzzato via elicottero o atomizzatore, oppure l'installazione di trappole ai feromoni o meccaniche per intercettare i maschi adulti e ridurre la popolazione.