ape su fiore di lupino

Piante da giardino

Lupino

Il lupino è una diffusa pianta da giardino, vediamo perché e quali sono le migliori condizioni in cui farla crescere al meglio.

di Redazione

14 ottobre 2013

Piante da giardino

Le piante che si possono coltivare in giardino sono davvero tantissime, del resto dipende tutto dai nostri gusti personali e da quanto spazio abbiamo a disposizione; infatti, considerando ovviamente le piante che per clima possono crescere solo nelle nostre zone (considerare una pianta che non può vivere alle temperature pare sinceramente uno spreco di tempo), l’unico limite fisico è davvero lo spazio fisico, perché se abbiamo un giardino di qualche metro quadrato non possiamo nemmeno immaginare di piantarci un pino, in quanto da piccolo ci starebbe bene ma tempo una decina di anni e probabilmente soverchierà la casa. Oltre a questo aspetto, come già precisato, subentrano i gusti personali, i quali sono i più influenti nella scelta di come arredare il nostro giardino; lo scopo del giardino è quello di piacere e metterci a nostro agio, quindi niente è più indicato come parametro se non “quello che ci piace”. In generale però nel corso degli anni è stata creata una classificazione “non ufficiale” delle piante, ovvero non basata su caratterizzazioni scientifiche ma piuttosto sui comuni utilizzi delle stesse; ad esempio, le piante classificate come “da giardino” sono quelle più decorative, in grado di dare soprattutto fiori ma anche frutti, ed inoltre quelle che non richiedono una eccessiva lavorazione.

Un legume in giardino

Dopo tutto quel che abbiamo detto sulle piante da giardino e sulle loro caratteristiche, leggiamo il titolo di questo paragrafo e tutto sembra cadere: ma come, un legume in giardino? Beh, è vero che nel proprio giardino ognuno può metterci quel che gli pare, ma forse è un po’ esagerato. Cioè, esistono e non sono poche le persone che si sentono legate alla terra ed a cui piace lavorarla che decidono di ritagliarsi uno spazio in giardino per utilizzarlo come orto, quindi piantandoci piante per ricavarne del cibo, però è chiaro che si passa ad un diverso tipo di decorazione. Non ci crederete ma c’è un legume che è molto apprezzato come pianta decorativa da giardino, esso regala anche un frutto commestibile ma il suo scopo principale è la decorazione attraverso i suoi fiorellini: è il lupino. Molti di noi acquistano i “lupini” in scatola al supermercato, tenuti spesso in acqua, per mangiarli come stuzzichino dopo il pasto principale oppure per condire un buffet di antipasti, proprio come si fa con della frutta secca, ma a pochissime persone, siamo certi, è mai venuto in mente di considerare la coltivazione della pianta del lupino.

Il lupino

La pianta del lupino, che si chiama proprio “lupino” (per la scienza botanica “lupinus”), è una leguminosa conosciuta dalle popolazioni europee fin dall’antichità, essendo essa originaria proprio delle terre intorno al bacino del Mediterraneo. In effetti il lupino assume una particolare importanza, e ciò vale moltissimo nei nostri tempi, perché ha un ciclo di vita annuale ce non avviene tra marzo e l’autunno come tante altre piante, bensì tra novembre e giugno: in poche parole il lupino diventa una pianta decorativa e da fiori che può coprire quel “buco di decorazione” ce normalmente abbiamo in inverno, quando pochissime piante da fiore sopravvivono. Dal punto di vista decorativa è un qualcosa di molto importante, ma non lo è solo da questo punto di vista: infatti, dato che quello è il periodo di “buco” (o, come sarebbe meglio dire, di riposo vegetativo) di moltissime specie da frutto, la coltivazione della pianta del lupino viene effettuata anche per rinnovare il terreno e dotarlo nuovamente di sostanze nutrienti per la successiva produzione primaverile-estiva. Ciò è facilitato dal fatto che la pianta di lupino contiene una quantità molto alta di composti azotati e, lasciandola seccare in terra, ne rilascia molto al terreno che sarà pronto per altre coltivazioni.

Specie e caratteristiche

Il lupino è diffuso in tre specie diverse in tutta Europa. Il lupinus albus (bianco), il lupinus luteus (giallo) ed il lupinus angustifolius (azzurro o blu), i quali si distinguono macroscopicamente per via del colore delle infiorescenze che presentano. In Italia però si diffonde solo il lupino bianco, perché tra i tre c’è anche un’altra differenza, più importante dal punto di vista della coltivazione: il lupino giallo e quello azzurro preferiscono vivere in estati fresche e umide, cosa che non possono affatto trovare in Italia e soprattutto nelle regioni meridionali della penisola italiana dove il lupino è maggiormente diffuso in quanto incontra caratteristiche di terreno a lui congeniali, come i terreni leggermente acidi e di origine vulcanica. Ovviamente il lupino deve essere lavorato per essere mangiato, infatti l’alto contenuto di specie azotate si accompagna ad un altrettanto elevato contenuto di specie microrganiche che in quantità alte possono risultare velenose per l’essere umano. E’ questo il motivo per cui il lupino viene lavato per ore prima di essere imbustato o inscatolato e poi commercializzato: l’acqua in grande quantità erode via alcuni strati superficiali in cui si concentrano quelle specie chimiche pericolose e rende il prodotto commestibile. Va da sé che il lupino raccolto dalla pianta non è commestibile.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo ideale per seminare il lupino?
    Il lupino presenta un ciclo di vita insolito rispetto alla maggior parte delle piante da giardino, poiché cresce durante l'inverno. La semina va effettuata direttamente in terra tra ottobre e novembre. In questo modo, la pianta germina e si sviluppa nei mesi freddi, fiorendo fino a giugno, colmando così il tipico vuoto estetico del giardino invernale. È fondamentale seminare in autunno per rispettare il suo naturale ritmo biologico.
  • Il lupino è adatto a tutti i tipi di terreno?
    No, il lupino predilige terreni leggeri, ben drenati e leggermente acidi, tipici di aree di origine vulcanica. Non ama i terreni pesanti, argillosi o calcarei, che potrebbero causare marciumi radicali o clorosi ferrica. Inoltre, essendo una leguminosa, ha la capacità di fissare l'azoto atmosferico nel suolo, migliorando la fertilità del terreno per le colture successive, ma richiede comunque una buona struttura fisica del substrato per attecchire correttamente.
  • Posso mangiare i lupini raccolti direttamente dalla mia pianta?
    Assolutamente no. I semi di lupino crudi contengono alcaloidi tossici e amari che li rendono velenosi per l'uomo. Per renderli commestibili, come quelli venduti in commercio, è necessario un lungo processo di ammollo e bollitura ripetuta per eliminare queste sostanze nocive. Raccomandiamo vivamente di non consumare mai i semi raccolti direttamente dal giardino a causa del rischio di intossicazione.
  • Quali sono le principali specie di lupino coltivate in Europa?
    In Europa sono diffuse principalmente tre specie distinte dal colore dei fiori: Lupinus albus (fiori bianchi), Lupinus luteus (fiori gialli) e Lupinus angustifolius (fiori azzurri/blu). In Italia, tuttavia, la specie più comunemente coltivata e adattata al clima è il Lupinus albus. Le altre due specie preferiscono estati fresche e umide, condizioni difficili da trovare nelle regioni meridionali italiane, dove invece prospera il lupino bianco.
  • Quale vantaggio agronomico offre il lupino oltre alla bellezza?
    Oltre al valore ornamentale, il lupino è eccellente per la rotazione delle colture. Essendo una leguminosa, possiede batteri simbionti nelle radici capaci di fissare l'azoto atmosferico, arricchendo il suolo di nutrienti essenziali. Lasciando la pianta seccare in terra a fine ciclo, questa sostanza viene rilasciata naturalmente, preparando il terreno per le successive coltivazioni primaverili-estive e riducendo la necessità di fertilizzanti chimici esterni.

Scheda Tecnica

Lupinus

Nome scientificoLupinus
FamigliaFabacee (Leguminose)
Tipo di piantaEracea annuale
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoLeggermente acido, drenante, di origine vulcanica
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraNovembre-Giugno (ciclo invernale)
AltezzaVariabile (dipende dalla specie/varietà)
ConcimazioneNecessita poco di concimi grazie all'azoto fissato; eventuale apporto minimo pre-impianto
PotaturaAsportazione dei fiori appassiti per prolungare la fioritura; interramento della pianta a fine ciclo per arricchire il suolo
MoltiplicazioneSemina diretta in autunno (ottobre-novembre)
Malattie e parassitiSusceptible a funghi se il terreno è troppo umido o pesante
Difficoltà di coltivazioneFacile

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