Giovani oleandri coltivati in vaso e pronti per la vendita

Piante da giardino

Oleandro in vaso

L’oleandro in vaso è una pianta perfetta per decorare l’ingresso di una casa o di un giardino. Questa pianta è ormai molto coltivata in questo modo e si possono ottenere degli ottimi risultati. Ecco tutti i dettagli che bisogna conoscere dell’oleandro.

di Redazione

20 febbraio 2015

Oleandro in vaso caratteristiche

L’oleandro è un arbusto le cui origini sono da rintracciare in tutto il bacino del Mediterraneo. Oggi è ormai diffuso ovunque e in molte zone, anche in Italia, cresce ancora spontaneamente. Si tratta di una pianta sempreverde molto rigogliosa e vigorosa, nonché molto resistente, non a caso viene molto usata anche come arredo urbano, persino come barriera divisoria delle corsie autostradali. Ha un portamento eretto anche se i rami sono leggeri e flessibili; proprio su questi rami durante la bella stagione sbocciano dei graziosi fiori, raggruppati in piccoli mazzetti di colore rosa o bianco, anche se oggi grazie alle ibridazioni esistono anche esemplari rossi o variegati. In autunno, al termine della fioritura, l’oleandro produce delle lunghe bacche legnose che contengono i semi. L’oleandro in vaso rappresenta un’ottima pianta decorativa che non richiede un grande impegno colturale.

Oleandro in vaso coltivazione

L’oleandro viene coltivato in vaso soprattutto nelle zone dal clima molto freddo in inverno, ossia nei luoghi dove gelo e neve potrebbero danneggiarlo. In quei casi sarà facile spostarlo in un luogo più riparato; normalmente questa pianta vive in zone dal clima mite e resiste bene alla siccità, anche prolungata, e questo è uno dei motivi del suo successo come arredo urbano. Poiché è una specie che tende a espandersi abbastanza, conviene sempre scegliere un vaso molto capiente, che andrà riempito con un terriccio povero e ben drenato: il drenaggio è fondamentale perché i ristagni idrici causano muffe e funghi alle radici e non solo. Bisogna annaffiare l’oleandro solo quando il terreno è ben asciutto, le irrigazioni devono essere abbondanti ma non troppo frequenti. In primavera, alla base del nostro oleandro in vaso, dovremo cospargere del concime a lenta cessione che fornirà alla pianta le sostanze nutritive necessarie per avere una buona fioritura.

Oleandro in vaso cure

Quando si mette a dimora in vaso un oleandro, soprattutto se è un esemplare giovane, conviene tenere la pianta al riparo per un po’ di tempo, soprattutto se il rinvaso è stato effettuato non in primavera, che è invece il periodo ideale per farlo. I trapianti possono causare problemi alla pianta, per questo motivo nel primo periodo va annaffiata spesso ed eventualmente vanno eliminati un po’ di rami, così da stimolare la produzione di nuovi germogli. Di norma, la consueta potatura va eseguita sempre dopo la fioritura, diciamo a settembre, altrimenti si potrebbe compromettere la produzione dei fiori. L’importante è che si tagli sempre sopra i nodi fogliari, affinché il ramo non si secchi ma produca invece nuovi getti verdi. L’oleandro in vaso avrà ovviamente un maggiore bisogno di potature, per contenere la chioma che altrimenti potrebbe espandersi troppo; volendo, gli si può anche dare una forma particolare, oppure ridurla del tutto, perché tanto l’oleandro sopporta anche i tagli drastici.

Oleandro in vaso curiosità

L’oleandro in vaso va tenuto sempre in una posizione luminosa e arieggiata, così da favorire lo sviluppo delle foglie e dei fiori e da scongiurare la comparsa di infezioni fungine. Prima di porre a dimora un oleandro nel proprio giardino bisogna sapere che tutte le sue parti, foglie, fusti, fiori e radici, contengono una sostanza alcaloide velenosa sia per gli uomini che per gli animali, i quali, però, non sono attratti dalla pianta perché non ha un odore invitante, dunque si può stare tranquilli. Bisogna fare attenzione invece alla potatura, che va sempre eseguita con dei guanti da giardinaggio: il lattice che fuoriesce quando si taglia un ramo, infatti, non viene assorbito dalla pelle ma potrebbe per sbaglio venire a contatto con occhi e bocca e a quel punto si avrebbero dei seri problemi di irritazione o di intossicazione. Al termine della potatura bisogna anche lavare bene gli strumenti che abbiamo utilizzato.

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Domande frequenti

  • L'oleandro è tossico e pericoloso per bambini e animali domestici?
    Sì, l'oleandro contiene un potente alcaloide velenoso in tutte le sue parti: foglie, fusti, fiori e radici. È dannoso sia per l'uomo che per gli animali. Tuttavia, la pianta emana un odore sgradevole che generalmente dissuade animali e bambini dal mangiarla. Il rischio principale deriva dal contatto diretto con la linfa lattiginosa durante la potatura, che può causare gravi irritazioni agli occhi e alla bocca se trasportata accidentalmente. È quindi fondamentale usare guanti protettivi durante qualsiasi intervento di taglio e lavare accuratamente gli attrezzi utilizzati.
  • Come devo innaffiare correttamente l'oleandro in vaso?
    L'oleandro in vaso richiede annaffiature abbondanti ma solo quando il substrato è completamente asciutto. Evita di bagnare la pianta troppo frequentemente per prevenire i ristagni idrici, che sono la causa principale dello sviluppo di muffe e funghi radicali. La pianta è naturalmente resistente alla siccità, quindi è meglio lasciare asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra. Durante il periodo vegetativo attivo e la fioritura, assicurati che le radici abbiano accesso all'acqua necessaria, mantenendo comunque un ottimo drenaggio del terriccio.
  • Qual è il momento giusto per potare l'oleandro?
    La potatura ordinaria deve essere eseguita subito dopo la fine della fioritura, indicativamente verso settembre. Potare prima o durante il periodo di fioritura comprometterebbe la produzione dei fiori per quella stagione. L'oleandro tollera benissimo anche tagli drastici e può essere modellato liberamente. È importante tagliare sempre sopra i nodi fogliari per stimolare la produzione di nuovi germogli verdi ed evitare che i rami recisi si secchino. In vaso, la potatura aiuta anche a contenere l'espansione naturale della chioma.
  • Che tipo di vaso e terriccio devo utilizzare?
    Poiché l'oleandro tende ad espandersi notevolmente, scegli un vaso molto capiente per permettere allo sviluppo radicale. Il terriccio deve essere povero e, soprattutto, estremamente ben drenato. Un drenaggio efficace è cruciale per evitare che l'acqua ristagni ai piedi della pianta, condizione che favorisce rapidamente malattie fungine e marciumi radicali. Non serve un substrato ricco di nutrienti, poiché la pianta si adatta bene a terreni semplici purché non zuppi d'acqua.
  • Posso mettere l'oleandro in vaso in zone con inverni freddi?
    Sì, l'oleandro in vaso offre un vantaggio rispetto alla messa a dimora in piena terra nelle zone a clima rigido. Nelle aree dove il gelo e la neve sono intensi, puoi spostare il vaso in un luogo più riparato o protetto durante l'inverno per evitare danni alle radici e ai rami. In climi miti, invece, la pianta resiste bene anche all'esterno. Assicurati comunque che riceva molta luce e aria per prevenire infezioni fungine e favorire una sana crescita.

Scheda Tecnica

Nerium oleander

Nome scientificoNerium oleander
FamigliaApocynaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole, posizione luminosa e arieggiata
Temperatura minimaResistente al freddo moderato; proteggere da gelo intenso in vaso
TerrenoPovero, ben drenato, evitare ristagni idrici
IrrigazioneAbbondante ma solo quando il terreno è asciutto; evitare eccessiva frequenza
FiorituraPrimavera-Estate (rosa, bianco, rosso, variegato)
AltezzaVariabile, fino a diversi metri se non contenuta
ConcimazioneConcime a lenta cessione in primavera
PotaturaDopo la fioritura (es. settembre); sopporta tagli drastici
Malattie e parassitiSusceptibile a muffe e funghi da ristagno idrico; infezioni fungine se poco aerato
Difficoltà di coltivazioneColtivazione semplice, pianta vigorosa e resistente

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