Giovani ortensie in vaso

Piante da giardino

Ortensia in vaso

Tantissime persone scelgono ormai di coltivare l’ortensia in vaso, perché è più facile e comodo, perché si può spostare la pianta all’occorrenza e per ottenere un effetto ancora più suggestivo, magari davanti all’ingresso di casa. Ecco tutti i segreti per avere una bellissima ortensia.

di Redazione

26 febbraio 2015

Ortensia in vaso cura

Per prendersi cura di un bell’esemplare di ortensia in vaso bisogna seguire scrupolosamente alcune indicazioni. Innanzitutto la pianta va irrigata molto spesso, soprattutto in estate e ancor di più se si vive in una zona dal clima particolarmente torrido nei mesi estivi. Bisognerà regolarsi anche con le piogge: se da giugno in poi non piove mai, allora l’ortensia avrà bisogno di diversi litri di acqua al giorno; se invece piove, bisogna diminuire le dosi. I ristagni idrici, però, sono da evitare assolutamente, così come sono da evitare le posizioni soleggiate. L’ortensia deve stare in un luogo semiombreggiato, altrimenti i raggi diretti del sole potrebbero far seccare le sue foglie in breve tempo. Tuttavia, soprattutto nel periodo della fioritura, sarebbe opportuno che la pianta ricevesse un po’ di sole: con l’ortensia in vaso sarà facile provvedere a questa esigenza, basterà spostare il vaso al sole per qualche ora al giorno.

Coltivazione ortensia in vaso

La coltivazione di un’ortensia in vaso deve basarsi su un fattore fondamentale: questa specie è acidofila, di conseguenza avrà bisogno di un terreno particolare. Le piante acidofile prediligono terreni acidi, ma in realtà l’ortensia si adatta anche ad altri tipi di terreno. Tuttavia, il livello di ph del substrato determina il colore dei fiori: generalmente, con un ph 4.5 o 5 si avranno i proverbiali fiori blu, mentre con un ph di 6 o 6.5 otterremo altri colori, come il rosa o il rosso. Coltivandola in vaso, è possibile determinare il colore dei fiori della nostra ortensia molto facilmente, basta comporre un substrato più o meno acido e il gioco è fatto. Molto dipenderà anche dall’acqua che useremo per le irrigazioni, perché se sarà calcarea il livello di acidità si abbasserà. Se invece non intendiamo somministrare alla nostra pianta dei prodotti per il ph, allora sarà la conformità del terreno a determinare in maniera naturale il colore dei fiori. In primavera è comunque bene somministrare al nostro esemplare un concime a lenta cessione che gli possa fornire le sostanze nutritive necessarie per la fioritura.

Ortensia in vaso potatura e malattie

Per mantenere a lungo e in salute un’ortensia in vaso, bisognerà provvedere periodicamente alla sua potatura. Questa operazione andrà eseguita con attenzione e servirà per lo più a dare una forma alla chioma, per far sì che non trasbordi troppo dal recipiente. La potatura va effettuata in primavera e consiste nell’eliminazione dei rami vecchi e di quelli danneggiati, mentre non vanno assolutamente toccati quelli giovani, nati nell’annata appena trascorsa. Le piante più vecchie, invece, hanno bisogno di essere sfoltite molto di più, perché in questo modo saranno incoraggiate a produrre nuovi germogli verdi. In generale, l’ortensia è una pianta abbastanza resistente e raramente viene attaccata da parassiti. L’unico problema serio che potrebbe avere è la clorosi, ossia un deperimento della pianta che porta all’ingiallimento delle foglie. Questo fenomeno è dovuto soprattutto alla mancanza di ferro nel terreno, dunque per combatterlo bisogna usare un prodotto specifico.

Ortensia in vaso origini e curiosità

L’ortensia che oggi coltiviamo in vaso è in realtà una pianta dalle antiche origini. Il suo nome botanico è Hydrangea, un termine che si riferisce alle capsule dure che contengono i semi, simili a recipienti nei quali una volta si raccoglieva l’acqua delle piogge. In Europa la coltivazione di questa pianta si diffuse veramente solo a partire dal XIX secolo, ossia quando arrivarono anche qui le bellissime varietà cinesi e giapponesi, che sostituirono di fatto quelle americane, le uniche conosciute fino ad allora nel vecchio continente. In Oriente, oltre che per adornare i giardini, l’ortensia viene usata anche per altri scopi: i giapponesi, ad esempio, utilizzano i fusti di alcune varietà per produrre oggetti come bastoni, pipe, maniglie e manici; con le foglie della varietà chiamata serrata, invece, si prepara una tisana chiamata dagli orientali tè celeste. Il nome non è un caso: con questo infuso, infatti, si lavava la statua di Buddha durante alcuni rituali.

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Domande frequenti

  • Come posso cambiare il colore dei fiori della mia ortensia?
    Il colore dei fiori dipende dal pH del terreno. Per ottenere fiori blu, il substrato deve essere acido (pH 4.5-5); per fiori rosa o rossi, il pH deve essere neutro o alcalino (6-6.5). In vaso, puoi controllare facilmente il colore modificando il substrato o usando prodotti specifici per acidificare l'acqua di irrigazione. Attenzione: l'acqua calcarea tende ad alzare il pH, rendendo difficile mantenere i fiori blu.
  • Quanto spesso devo innaffiare l'ortensia in vaso?
    L'ortensia richiede annaffiature frequenti e abbondanti, specialmente in estate e nelle zone dal clima torrido. Controlla regolarmente il terriccio: se non piove da giugno, la pianta potrebbe necessitare di diversi litri d'acqua al giorno. È fondamentale evitare i ristagni idrici, poiché le radici temono il marciume. Regola le dosi in base alle precipitazioni naturali.
  • Quando e come si pota l'ortensia?
    La potatura si effettua in primavera. Elimina i rami vecchi, secchi o danneggiati per dare forma alla chioma e impedire che trasborde dal vaso. Non tagliare i rami giovani nati nell'annata precedente, poiché porteranno i fiori. Per le piante più vecchie, uno sfoltimento maggiore stimolerà la produzione di nuovi germogli verdi e vigorosi.
  • Qual è il posto migliore per posizionare l'ortensia in vaso?
    L'ortensia preferisce posizioni semiombreggiate. Evita il sole diretto, che può bruciare le foglie rapidamente. Tuttavia, durante il periodo di fioritura, la pianta beneficia di alcune ore di sole diretto al giorno. In vaso, hai il vantaggio di poter spostare l'esemplare: tienilo all'ombra nelle ore più calde e spostalo al sole per poche ore se necessario.
  • Cosa fare se le foglie ingialliscono (clorosi)?
    L'ingiallimento delle foglie indica spesso clorosi ferripriva, causata dalla mancanza di ferro assorbibile nel terreno, solitamente dovuta a un pH troppo alto (alcalino). Per risolvere il problema, utilizza un prodotto specifico chelato al ferro e verifica l'acidità del substrato. Mantenere un pH acido favorirà l'assorbimento del ferro e ripristinerà il verde intenso delle foglie.

Scheda Tecnica

Hydrangea

Nome scientificoHydrangea
FamigliaIdrangacee
Tipo di piantaArbusto deciduo
OrigineAsia (Cina, Giappone) e America
EsposizioneSemiombreggiata, proteggersi dal sole diretto estivo
TerrenoAcidofilo, ricco, ben drenato (pH 4.5-5 per fiori blu)
IrrigazioneAbbondante e frequente, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (maggio-settembre)
AltezzaDa 80 cm a 2 m circa
ConcimazionePrimavera, concime specifico per acidofile/a lenta cessione
PotaturaPrimavera, eliminare rami secchi/vecchi, lasciare quelli giovani
MoltiplicazionePropagazione agamica (talee)
Malattie e parassitiClorosi ferripriva (ingiallimento foglie), raramente parassiti specifici
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede controllo pH e umidità costante)

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