Piante di pitosforo in vasi

Piante da giardino

Pitosforo pianta

Se vuoi avere una bella siepe nel tuo giardino, la pianta di pitosforo è quella che fa al caso tuo. Si tratta di un arbusto usato proprio a scopo ornamentale per le siepi. Scopri in questa breve guida come coltivarlo e farlo fiorire per abbellire il tuo giardino!

di Redazione

14 novembre 2014

Pitosforo pianta

Il pittosporum, meglio noto come pitosforo, è una pianta originaria dell’Africa, dell’Asia e dell’Australia. Di solito è di carattere arbustivo, ma può anche diventare un piccolo albero. Ne esistono tante specie, ma in Italia nei giardini se ne usano essenzialmente due, tra le quali la più comune è la pittosporum tobira, varietà di origini cinesi e giapponesi. La crescita di questa pianta è piuttosto lenta, ma è un sempreverde, ha foglie spatolate spesso raggruppate in piccoli mazzetti, soprattutto sulle cime dei rami. Le foglie sono verde scuro, sono lucide e hanno una venatura chiara che le attraversa al centro. In primavera il pitosforo fiorisce: i suoi sono piccoli fiori carnosi bianchi, ma che diventano color crema dopo qualche giorno, profumano molto e sbocciano riuniti in mazzi a forma di pannocchia. Nel tempo il pitosforo assume una forma rotonda ma di solito viene potato per formare siepi delle più svariate forme e dimensioni. Al termine della fioritura, il pitosforo produce delle bacche contenenti i semi fertili rivestiti di una polpa resinosa dalla quale deriva il nome della pianta. In greco pittosporum vuol dire infatti semi resinosi.

Pitosforo coltivazione

In Italia il pitosforo è coltivato a scopo ornamentale, perché è un arbusto resistente e sempreverde. Si tratta di una pianta che resiste sia al freddo che alla siccità: può restare all’aperto con temperature fino ai –10°, anche se a volte se il gelo è prolungato i rami possono danneggiarsi. Nelle zone più fredde conviene coltivarlo in vaso, così da poterlo mettere al riparo in inverno. I pitosfori prediligono posizioni soleggiate, ma si sviluppano bene anche a mezzombra. Non cresceranno molto, invece, se posti totalmente all’ombra. In ogni caso il pitosforo è una pianta rustica e resiste bene alle intemperie, infatti è usato anche come arredo urbano, soprattutto nelle zone di mare, dove il freddo non c’è. Non appena viene messa a dimora, la pianta ha bisogno di essere annaffiata in primavera e d’estate; una pianta adulta, invece, si accontenta delle acque piovane senza problemi. A fine inverno bisogna concimarla con concime granulare a lenta cessione; i pitosfori in vaso vanno annaffiati più spesso e hanno bisogno di cambiare terriccio ogni due anni. Il terreno in ogni caso deve essere ben drenato. La potatura va effettuata dopo la fioritura.

Pitosforo specie

Esistono diverse specie di pitosforo, provenienti da diverse zone del mondo. Tuttavia, nel nostro paese, dove la coltivazione di questa pianta è largamente diffusa, sono due le principali varietà: la tobira e la tenuifolium. La prima è quella classica, con foglie verde scuro con una venatura chiara al centro, fiori bianchi e profumati, una specie che tende a diventare un grande arbusto, dunque ha bisogno di essere potata per darle una forma e per contenerla. Alcuni ibridi della tobira hanno foglie variegate di un colore particolare, sul grigio-verde, con i bordi giallastri-bianchi. Il pittosporum tenuifolium, invece, ha le foglie più delicate e pendule: i rami sono molto fitti ma sottili, di colore scuro, quasi nero. Si tratta di una specie rustica però ha bisogno di qualche accorgimento in più rispetto all’altra: preferisce le posizioni a mezz’ombra perché non sopporta benissimo il caldo estivo e la siccità, così come teme il freddo, dunque non è consigliabile coltivarla in zone dagli inverni molto rigidi; si sviluppa lentamente dunque non ha bisogno di frequenti potature. Di questa specie esistono ibridi variegati o con foglie color porpora.

Pitosforo le siepi

Per creare una bellissima siepe nel proprio giardino il pitosforo è la pianta ideale: è vigorosa, resistente, sempreverde, lucida e impenetrabile, poiché si tratta di un arbusto dai rami estremamente numerosi e fitti. Dall’esterno, dunque, nessuno potrà guardare nel nostro giardino se la recinzione è fatta con una siepe di pitosforo. In primavera le siepi diventeranno fiorite, piene di fiori bianchi bellissimi che spargeranno un intenso profumo in tutto il giardino. In zone dal clima mite il pitosforo non ha bisogno di cure, gli bastano le acque piovane, a meno che non ci sia un periodo prolungato di siccità dove è meglio annaffiarlo. E poi va potato solo se si espande troppo o se vogliamo dargli una forma precisa. Spesso vengono usate specie diverse per formare le siepi e avere un effetto di contrasto tra i colori: ad esempio, prima viene piantato il pitosforo tobira, che ha foglie verde scuro, poi uno strato di tenuifolium variegato con le foglie dai bordi più chiari, e poi uno strato di tenuifolium dalle foglie color porpora. Il pitosforo si può moltiplicare facilmente per talea, dunque è semplice allungare la siepe se lo si desidera.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Pittosporum tobira e tenuifolium?
    La Pittosporum tobira è la varietà più comune, caratterizzata da foglie grandi, verde scuro e lucide, e da una crescita vigorosa che richiede potature per mantenere la forma. È adatta a climi miti e resiste bene al caldo. Il Pittosporum tenuifolium, invece, presenta foglie più piccole, sottili e pendule, con rami fitti e scuri. Questa specie è più delicata: teme il caldo eccessivo, la siccità e il freddo rigido, preferendo posizioni a mezzombra e necessitando di meno interventi di potatura grazie alla sua crescita lenta.
  • Come si cura il pitosforo durante l'inverno?
    Il pitosforo è generalmente resistente al freddo, tollerando temperature fino a -10°C. Tuttavia, in caso di gelate prolungate, i rami potrebbero subire danni. Nelle zone dal clima particolarmente rigido, è consigliabile coltivare la pianta in vaso per proteggerla spostandola in un luogo riparato durante i mesi invernali. Per le piante in piena terra, assicurarsi che il terreno sia ben drenato per evitare ristagni idrici che potrebbero aggravare gli effetti del gelo sulle radici.
  • Quando e come si effettua la potatura del pitosforo?
    La potatura del pitosforo va eseguita principalmente dopo la fioritura primaverile. Questo momento permette alla pianta di recuperare rapidamente e di sviluppare nuovi germogli per l'estate. La potatura serve a contenere la crescita, specialmente per la varietà tobira che tende a diventare un grande arbusto, e a dare una forma ordinata, come nel caso delle siepi. Per il tenuifolium, le potature sono meno frequenti dato il suo sviluppo lento. Rimuovere sempre i rami secchi o danneggiati per favorire la salute generale della pianta.
  • È possibile usare il pitosforo per creare siepi impenetrabili?
    Assolutamente sì, il pitosforo è eccellente per le siepi grazie alla sua natura sempreverde, alla portamento compatto e ai rami fitti che creano una barriera visiva efficace. La varietà tobira è la scelta classica per la sua robustezza, mentre il tenuifolium offre un effetto estetico diverso con fogliame più delicato. È possibile anche creare siepi miste combinando diverse varietà, ad esempio alternando strati di tobira verde scuro con tenuifolium variegato o porpora, per ottenere contrasti cromatici interessanti e una recinzione decorativa ma sicura.
  • Quanto spesso va innaffiato il pitosforo?
    Le piante giovani, appena messe a dimora, richiedono irrigazioni regolari in primavera ed estate per stabilizzarsi. Una volta adulte, le piante di pitosforo in piena terra sono molto resistenti alla siccità e si accontentano generalmente delle acque piovane, richiedendo annaffiature solo in periodi di siccità prolungata. Le piante coltivate in vaso, invece, hanno esigenze idriche maggiori: vanno innaffiate più frequentemente per mantenere il substrato leggermente umido e necessitano di rinvaso ogni due anni per rinnovare il terriccio.

Scheda Tecnica

Pittosporum spp. (es. P. tobira)

Nome scientificoPittosporum spp. (es. P. tobira)
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde o piccolo albero
OrigineAfrica, Asia, Australia
EsposizioneSoleggiata o mezzombra
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneRegolare in primavera/estate; adulta resiste alla siccità
FiorituraPrimavera (fiori bianchi/crema profumati)
AltezzaVariabile (fino a diversi metri se non potata)
ConcimazioneConcime granulare a lenta cessione a fine inverno
PotaturaDopo la fioritura, per modellare siepi o contenere la pianta
MoltiplicazioneTalea
Difficoltà di coltivazioneFacile (poco esigente e rustico)

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