pitosforo siepe

Piante da giardino

Pitosforo

Il pitosforo è una pianta arbustiva cespugliosa sempreverde, di grande resistenza al vento salino, adatta a regioni a clima mite invernale. Il pitosforo che appartiene alla famiglia delle pittosporaceae è una pianta che prospera, riparata anche in regioni a clima freddo.

di Redazione

05 febbraio 2015

Pitosforo: caratteristiche della specie

Sir Joseph Banks presidente della Royal Society inglese fondò il genere pittosporum con chiara allusione alla mucillagine resinosa che avvolge il seme nella capsula. Infatti, pitta significa pece e sporos significa in greco seme. Alcune specie di pitosforo a portamento arboreo forniscono un legname adatto a particolari impieghi. I fiori del pitosforo sono utilizzati dalle popolazioni indigene delle isole della Sonda per estrarre un olio essenziale di tipo cosmetico. Il pitosforo fornisce alle popolazioni delle foreste dell'Africa del Sud una corteccia che debitamente lavorata è poi utilizzata contro la dissenteria. Dall'Australia alla Cina alla Nuova Zelanda all'Italia nel mondo vengono coltivate a scopo ornamentale diverse varietà di pitosforo. Soprattutto in Europa il pitosforo sotto forma di siepe si trova in numerosi parchi e giardini privati.

Pitosforo: semina e trapianto

Si attribuiscono al genere pitosforo circa 150 specie arbustive e arborescenti, sempreverdi, semirustiche e considerate molto ornamentali. Il genere trova le sue origini con le moltissime specie in Australia, Nuova Zelanda ed Asia orientale. Le specie introdotte nell'area del Mediterraneo si sono perfettamente ambientate, tanto che la specie più comune e diffusa nella nostra penisola è il pitosforo tobira, una specie originaria della Cina e del Giappone. Il pitosforo si moltiplica normalmente mediante talea, da interrare, sul finire dell'estate, in cassone a vetri, sul consueto substrato di terriccio sciolto, mescolato con torba e sabbia, alla temperatura di almeno 16-18 gradi. Le piantine vanno trapiantate a maggio dell'anno successivo. Se si vuole invece seminarle va fatto a primavera anche se questa non è la scelta più indicata.

Pitosforo: terriccio

La piantagione di giovani piante di pitosforo va effettuata nei mesi di ottobre e novembre o nei mesi di marzo e aprile. Nelle regioni più temperate è meglio effettuare la piantagione in primavera. Il pitosforo predilige terreno fertile, ben drenato ed una posizione soleggiata riparata dai venti freddi, se la zona è soggetta ad inverni rigidi e umidi. Il pitosforo va concimato con materia organica all'impianto, annaffiato con regolarità per tutta la primavera e per tutta l'estate, almeno fino al mese di settembre. Nelle regioni mediterranee dove il clima invernale è molto mite le piante se coltivate in maniera isolata possono anche assumere un portamento arboreo, raggiungendo l'altezza di 4-5 metri con un diametro di chioma di 2-3 metri. La foglia è oblungacon l'apice arrotondato dal classico colore verde scuro.

Il pitosforo: fioritura

I fiori di questa bella e ornamentale pianta sono bianchi, giallognoli, verdastri o purpurei, anche di una tonalità quasi simile a quella del cioccolato. Il colore cambia a seconda della specie di appartenenza. Talvolta i fiori sono solitari più spesso riuniti in infiorescenze che possono assumere forme diverse: pannocchie, corimbi, false ombrelle terminali. Il pitosforo può presentare anche piccole infiorescenze ascellari ed in questo caso sono sia terminali che laterali sui rami. I fiori del pitosforo producono frutti capsulari, di forma ovata o globosa, che si aprono in 2 o 4 valve coriacee o legnose e che contengono da due a diversi semi di colore rosso bruno, avvolti da una materia vischiosa e mucillaginosa. Nemici di questa pianta sono le cocciniglie. Se la pianta viene attaccata occorre irrorare subito con prodotti specifici.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare il pitosforo?
    Il momento ideale per la messa a dimora del pitosforo dipende dal clima locale. Nelle regioni a inverno mite, come gran parte del Mediterraneo, è preferibile piantarlo in primavera (marzo-aprile) per permettere alla radice di stabilizzarsi prima del caldo estivo. Nelle zone più fredde, invece, si consiglia l'autunno (ottobre-novembre), così la pianta avrà il tempo di attecchire durante l'inverno senza subire stress termici eccessivi. In entrambi i casi, assicurati che il terreno sia ben drenato e fertile.
  • Come si moltiplica correttamente il pitosforo?
    Il metodo più efficace e consigliato è la propagazione per talea. Si prelevano le talee verso la fine dell'estate e si interrano in un cassone a vetro utilizzando un substrato leggero composto da terriccio, torba e sabbia. È fondamentale mantenere la temperatura intorno ai 16-18°C per favorire l'emissione delle radici. Una volta radicate, le piantine verranno trapiantate definitivamente a maggio dell'anno successivo. La semina è possibile in primavera ma risulta meno affidabile e lenta rispetto al metodo per talea.
  • Il pitosforo tollera il freddo e il sale marino?
    Sì, il pitosforo è noto per la sua notevole resistenza. È una pianta semirustica che prospera bene nelle regioni a clima mite, tollerando anche gelate moderate grazie alla sua natura sempreverde. Inoltre, possiede una spiccata resistenza al vento salino, il che lo rende eccellente per la coltivazione vicino al mare o in aree ventose. Tuttavia, nelle zone con inverni particolarmente rigidi e umidi, è opportuno posizionarlo in una zona riparata dai venti freddi per evitare danni al fogliame.
  • Che cure richiede il pitosforo dopo la piantumazione?
    Le cure principali riguardano irrigazione e concimazione. Dopo la messa a dimora, è necessario annaffiare regolarmente durante tutta la primavera e l'estate, almeno fino a settembre, per garantire uno sviluppo radicale sano. Alla base della pianta, al momento dell'impianto, è utile incorporare materia organica nel terreno per arricchirlo. Una volta stabilita, la pianta richiede poca manutenzione, ma va monitorata per prevenire attacchi di parassiti come le cocciniglie, intervenendo tempestivamente con prodotti specifici se necessari.
  • Quali sono le caratteristiche dei fiori e dei frutti?
    I fiori del pitosforo variano di colore in base alla specie, presentandosi in tonalità bianche, giallastre, verdastre, porpora o persino simili al cioccolato. Sono raccolti in infiorescenze terminali o ascellari (pannocchie, corimbi o false ombrelle). Dai fiori derivano frutti capsulari, di forma ovata o globosa, che maturando si aprono in 2 o 4 valve legnose. All'interno si trovano semi di colore rosso-bruno, caratterizzati da una sostanza vischiosa e mucillaginosa che li avvolge, da cui deriva il nome del genere (pitta = pece, sporos = seme).

Scheda Tecnica

Pittosporum

Nome scientificoPittosporum
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde / Piccolo albero
OrigineAustralia, Nuova Zelanda, Asia orientale (Cina, Giappone)
EsposizioneSoleggiata, riparata dai venti freddi
TerrenoFertile, ben drenato
IrrigazioneRegolare in primavera/estate, moderata d'inverno
FiorituraPrimavera-Estate (fiori bianchi, gialli, verdastri o purpurei)
AltezzaDa 2 a 5 metri
ConcimazioneMateria organica all'impianto
PotaturaLeggera dopo la fioritura per mantenere la forma
MoltiplicazioneTalea estiva (consigliata) o semina primaverile
Malattie e parassitiCocciniglie (trattare con prodotti specifici)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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