Caratteristiche principali della clematis vitalba
La clematis vitalba è una pianta di tipo arbustivo appartenente al genere delle ranuncolacea. Viene comunemente chiamata clematide e cresce spontaneamente su tutto il territorio nazionale fino a un'altitudine massima di 1300 metri. Si comporta alla stregua di un rampicante con fusti molto ramificati. Gli esemplari più grandi possono allungarsi diversi metri lungo gli alberi fino a raggiungere una lunghezza massima di oltre 20 metri. Il profumo che emanano i suoi fiori si percepisce appena e assomiglia leggermente a quello del comune biancospino. La clematis vitalba fiorisce fra l'ultima settimana di maggio e i primi giorni del mese d'agosto a seconda della latitudine. E' una pianta infestante per le zone boscose inoltre è molto velenosa poiché contiene elevate percentuali di alcaloidi ma anche saponine.
La morfologia
Esistono molte varietà di clematidi ma tutte hanno in comune l'aspetto delle foglie. Si presentano sulle ramificazioni in posizioni opposte imparipennate e ciascuna di esse è formata da cinque oppure da tre segmenti. I segmenti a sua volta hanno una forma ovale leggermente lanceolata. Hanno peduncoli che ingrossano verso la base e il margine può essere dentellato o regolare a seconda della varietà. I fiori sono leggermente profumati e ermafroditi. Compaiono sulla pianta in primavera raggruppati in infiorescenze abbastanza voluminose ma non particolarmente belle da guardare. Ogni fiore è dotato di quattro sepali di colore bianco leggermente sfumato di verde. Dopo la fioritura si presentano i frutti, ovvero degli acheni dotati di un'estremtià piumosa che serve loro per essere disseminati dalle folate di vento.
Proprietà curative
La clematis vitalba ha molte proprietà curative sfruttate sia nella farmacopea ufficiale che in omeopatia. E' un ottimo diuretico naturale nonché un analgesico particolarmente efficace. Tuttavia il suo utilizzo domestico è stato abbandonato molti anni fa in quanto la pianta contiene elevate percentuali di sostanze tossiche. Dalla clematis vitalba si ricavano pregiati estratti adoperati in omeopatia per risolvere problematiche relative alle pustole o alle infiammazioni. Alcune sostanze contenute nelle foglie possono essere impiegate per curare i forti stati di depressione e le amnesie. La clematis viene adoperata anche nei fiori di Bach per tutte le persone poco interessate alla vita e per chi progetta in grande nel futuro senza pensare al presente. Questo rimedio viene realizzato mediante la metodologia della solarizzazione.
Curiosità
In tempi piuttosto remoti, i mendicanti erano soliti provocarsi delle ulcere sulla pelle ricorrendo all'utilizzo delle foglie vi clematis vitalba. Per tale ragione spesso questa pianta viene citata in alcune fonti letterarie anche con il nome di era dei cenciosi. I fusti legnosi sono percorsi nella loro interezza da vasi piccoli che rendono porosa la corteccia. Sfruttando questa loro caratteristica, i fusti fino a qualche decennio fa venivano tagliati ed essiccati dopodiché adoperati come sigari a basso costo.Le foglie di clematis vitalba spesso venivano messe a macerare in olio d'oliva. Tale olio era poi utilizzato per curare la scabbia. Questo rimedio viene citato e descritto anche da Plini, Dioscoride e Galeno.I germogli della pianta possono essere consumati come i più comuni asparagi.