Pianta di clematis vitalba

Rampicanti

Clematis vitalba

La clematis vitalba è una pianta che nasce e cresce spontaneamente in molte zone boschive italiane. Non viene attaccata facilmente da parassiti e preferisce vivere in terreni fertili e umidi. Si comporta da infestante e gli esemplari più grandi portano al soffocamento la pianta che le ospita.

di Redazione

20 febbraio 2015

Caratteristiche principali della clematis vitalba

La clematis vitalba è una pianta di tipo arbustivo appartenente al genere delle ranuncolacea. Viene comunemente chiamata clematide e cresce spontaneamente su tutto il territorio nazionale fino a un'altitudine massima di 1300 metri. Si comporta alla stregua di un rampicante con fusti molto ramificati. Gli esemplari più grandi possono allungarsi diversi metri lungo gli alberi fino a raggiungere una lunghezza massima di oltre 20 metri. Il profumo che emanano i suoi fiori si percepisce appena e assomiglia leggermente a quello del comune biancospino. La clematis vitalba fiorisce fra l'ultima settimana di maggio e i primi giorni del mese d'agosto a seconda della latitudine. E' una pianta infestante per le zone boscose inoltre è molto velenosa poiché contiene elevate percentuali di alcaloidi ma anche saponine.

La morfologia

Esistono molte varietà di clematidi ma tutte hanno in comune l'aspetto delle foglie. Si presentano sulle ramificazioni in posizioni opposte imparipennate e ciascuna di esse è formata da cinque oppure da tre segmenti. I segmenti a sua volta hanno una forma ovale leggermente lanceolata. Hanno peduncoli che ingrossano verso la base e il margine può essere dentellato o regolare a seconda della varietà. I fiori sono leggermente profumati e ermafroditi. Compaiono sulla pianta in primavera raggruppati in infiorescenze abbastanza voluminose ma non particolarmente belle da guardare. Ogni fiore è dotato di quattro sepali di colore bianco leggermente sfumato di verde. Dopo la fioritura si presentano i frutti, ovvero degli acheni dotati di un'estremtià piumosa che serve loro per essere disseminati dalle folate di vento.

Proprietà curative

La clematis vitalba ha molte proprietà curative sfruttate sia nella farmacopea ufficiale che in omeopatia. E' un ottimo diuretico naturale nonché un analgesico particolarmente efficace. Tuttavia il suo utilizzo domestico è stato abbandonato molti anni fa in quanto la pianta contiene elevate percentuali di sostanze tossiche. Dalla clematis vitalba si ricavano pregiati estratti adoperati in omeopatia per risolvere problematiche relative alle pustole o alle infiammazioni. Alcune sostanze contenute nelle foglie possono essere impiegate per curare i forti stati di depressione e le amnesie. La clematis viene adoperata anche nei fiori di Bach per tutte le persone poco interessate alla vita e per chi progetta in grande nel futuro senza pensare al presente. Questo rimedio viene realizzato mediante la metodologia della solarizzazione.

Curiosità

In tempi piuttosto remoti, i mendicanti erano soliti provocarsi delle ulcere sulla pelle ricorrendo all'utilizzo delle foglie vi clematis vitalba. Per tale ragione spesso questa pianta viene citata in alcune fonti letterarie anche con il nome di era dei cenciosi. I fusti legnosi sono percorsi nella loro interezza da vasi piccoli che rendono porosa la corteccia. Sfruttando questa loro caratteristica, i fusti fino a qualche decennio fa venivano tagliati ed essiccati dopodiché adoperati come sigari a basso costo.Le foglie di clematis vitalba spesso venivano messe a macerare in olio d'oliva. Tale olio era poi utilizzato per curare la scabbia. Questo rimedio viene citato e descritto anche da Plini, Dioscoride e Galeno.I germogli della pianta possono essere consumati come i più comuni asparagi.

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Domande frequenti

  • La Clematis vitalba è pericolosa per animali domestici e bambini?
    Sì, la Clematis vitalba è altamente velenosa per cani, gatti e bambini. Contiene alcaloidi e saponine che possono causare gravi intossicazioni se ingerite, portando a sintomi gastrointestinali e neurologici. Inoltre, il contatto diretto con linfa e foglie può provocare dermatiti irritative. Data la sua natura infestante e la capacità di soffocare altre piante, va maneggiata con estrema cautela. È fondamentale tenere lontani i piccoli e gli animali domestici dalle aree dove cresce spontaneamente e utilizzare guanti protettivi durante qualsiasi intervento di pulizia o contenimento.
  • Come si distingue la Clematis vitalba dalle clematidi ornamentali?
    La Clematis vitalba si differenzia principalmente per la sua natura infestante e invasiva, capace di crescere fino a 20 metri e soffocare la vegetazione circostante. A differenza delle varietà ornamentali selezionate per la bellezza floreale, i suoi fiori sono verdi-biancastri, poco appariscenti e profumati debolmente. Un tratto distintivo chiave è la presenza di acheni con lunga coda piumosa (pappo) che persistono a lungo dopo la fioritura, creando un effetto visivo simile a ciuffi bianchi. Mentre le clematidi da giardino richiedono cure specifiche, la vitalba è un arbusto selvatico robusto e adattabile ai boschi.
  • Quali sono le proprietà medicinali tradizionali attribuite a questa pianta?
    Storicamente, la Clematis vitalba è stata utilizzata in fitoterapia e omeopatia per le sue proprietà diuretiche e analgesiche. Estratti specifici erano impiegati per trattare infiammazioni cutanee, pustole e talvolta condizioni depressive o amnesie, grazie a composti attivi contenuti nelle foglie. Veniva anche usata esternamente, macerata nell'olio d'oliva, per curare la scabbia. Tuttavia, questi usi sono oggi fortemente sconsigliati e abbandonati nella pratica domestica a causa dell'elevata tossicità della pianta, che richiede manipolazione professionale e controlli rigorosi per evitare avvelenamenti.
  • È possibile mangiare i germogli giovani della Clematis vitalba?
    Secondo alcune tradizioni culinarie antiche riportate nel testo, i germogli teneri della Clematis vitalba potevano essere consumati in modo simile agli asparagi. Tuttavia, questa pratica è estremamente rischiosa e non raccomandata. La pianta contiene elevate concentrazioni di sostanze tossiche (alcaloidi e saponine) che possono rimanere nei tessuti vegetali. Il consumo errato o improprio di parti della pianta può portare a grave intossicazione alimentare. Considerando i rischi per la salute, è assolutamente sconsigliato provare a consumarla senza la supervisione di esperti di erboristeria qualificati e sicuri metodi di disintossicazione.

Scheda Tecnica

Clematis vitalba L.

Nome scientificoClematis vitalba L.
FamigliaRanunculaceae
Tipo di piantaArbusto rampicante deciduo
OrigineSpontaneo in Europa e Asia occidentale
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
TerrenoFertile, umido, ben drenato
IrrigazioneRegolare, mantenere terreno umido ma non zuppo
FiorituraMaggio-Agosto
AltezzaFino a 20 metri
ConcimazioneNon richiesta intensamente, terreno ricco basta
PotaturaLeggera dopo la fioritura o a fine inverno
MoltiplicazioneSemina, talea o divisione dei cespi
Malattie e parassitiResistente, raramente colpita da parassiti specifici
Difficoltà di coltivazioneFacile, ma aggressiva come infestante

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