Gelsomino rampicante annaffiatura

Rampicanti

Gelsomino rampicante

Il gelsomino rampicante è una pianta facile da coltivare e poco esigente nelle cure. È molto amato per il suo aspetto elegante e il profumo raffinato.

di Redazione

02 novembre 2016

Quanto annaffiare il gelsomino rampicante

In termini di irrigazioni, il gelsomino rampicante è una pianta poco esigente. Riesce a resistere a lunghi periodi di siccità, ma un’ irrigazione regolare ne garantisce la crescita e la fioritura. L’annaffiatura del gelsomino va eseguita nelle ore fresche della sera durante la stagione più calda, al fine di garantire un terreno umido per un più lungo periodo di tempo, e nelle prime ore del mattino durante l’inverno, al fine di scongiurare le gelate. In generale nei mesi freddi, se non durante lunghi periodi di siccità, non è necessario annaffiare frequentemente la pianta (a seconda delle condizioni climatiche, le irrigazioni andranno addirittura sospese), mentre nelle stagioni intermedie sarà sufficiente innaffiare il gelsomino 2-3 volte a settimana e nei periodi più caldi si potrà invece intervenire giornalmente.

Come coltivare e curare il gelsomino

Nonostante sia una pianta dalle poche pretese, il gelsomino preferisce un terreno fertile, ricco di sostanze organiche e ben drenato. Un terreno troppo compatto infatti impedisce un drenaggio adeguato e dunque l’attecchimento delle radici e la normale crescita e fioritura della pianta. Se il terreno non ha le caratteristiche ideali per la coltivazione del gelsomino rampicante, può essere addizionato di sabbia e argilla espansa per migliorare le capacità di drenaggio. Nel caso in cui il gelsomino venisse coltivato in vaso, è bene che nella scelta del terriccio si tenga conto anche delle condizioni climatiche: in un clima continentale può essere utilizzata una miscela di torba e sabbia in parti uguali, mentre a un clima mediterraneo ben si adatta una miscela composta per il 70% di torba e il 30% di sabbia.

Come e quando concimare il gelsomino

La crescita del gelsomino è rapida e rigogliosa, perciò il suo terreno necessita di un arricchimento di sostanze nutritive di cui naturalmente non dispone. In vista della preparazione del terreno si può eseguire una prima concimazione con stallatico maturo. All’arrivo della stagione invernale, durante il riposo vegetativo del gelsomino, e in primavera, quando la pianta si prepara al nuovo periodo di fioritura, va effettuata una concimazione organica. Sempre durante la stagione primaverile si può addizionare all’acqua utilizzata per innaffiare il terreno, un concime a base di azoto, potassio e fosforo giustamente bilanciati ogni due mesi circa. Ai vasi o al terreno possono essere aggiunte delle foglie in decomposizione che concimano in maniera naturale e danno un apporto nutritivo alle radici.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

Il gelsomino rampicante necessita di un ambiente luminoso e ampiamente soleggiato. Sono accettabili anche condizioni di semi-ombra a patto che la pianta possa ricevere qualche ora di illuminazione diretta. Inoltre il gelsomino non tollera il vento, dunque è bene che sia collocato in una postazione correttamente riparata. Sebbene sia una pianta resistente, il gelsomino se non è giustamente curato può essere attaccato da funghi e parassiti. Tra questi ultimi troviamo gli afidi e la cocciniglia che ricoprono la pianta di melata, un nutrimento alquanto ghiotto per i funghi. Le malattie da fungo più ricorrenti sono la muffa grigia e la fumaggine. Risulta perciò opportuno trattare il gelsomino rampicante con un insetticida/fungicida ad ampio spettro sia nella fase acuta che in via preventiva.

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Domande frequenti

  • Quante volte devo annaffiare il gelsomino rampicante?
    L'irrigazione dipende dalla stagione e dal clima. In estate, specialmente nelle giornate più calde, è consigliabile annaffiare quotidianamente, preferibilmente la sera per mantenere il terreno umido più a lungo. Durante la primavera e l'autunno, bastano 2-3 annaffiature settimanali. In inverno, se non ci sono lunghi periodi di siccità, le irrigazioni vanno sospese o ridotte drasticamente per evitare ristagni idrici e favorire il riposo vegetativo della pianta.
  • Qual è il terreno ideale per il gelsomino rampicante?
    Il gelsomino predilige terreni fertili, ricchi di sostanza organica e soprattutto ben drenati. Un suolo troppo compatto può soffocare le radici e bloccare la fioritura. Se il tuo terreno è pesante, migliora il drenaggio aggiungendo sabbia e argilla espansa. Per la coltivazione in vaso, usa una miscela specifica: in climi continentali mescola torba e sabbia in parti uguali, mentre in climi mediterranei opta per il 70% di torba e il 30% di sabbia.
  • Come e quando concimare il gelsomino?
    Poiché cresce rapidamente, il gelsomino ha bisogno di nutrienti costanti. In autunno/inverno, incorpora stallatico maturo nel terreno. In primavera, quando la pianta riprende vigore, applica un concime organico. Successivamente, durante la primavera ed estate, puoi integrare con un concime liquido bilanciato (azoto, potassio, fosforo) nell'acqua di irrigazione ogni due mesi. Anche l'aggiunta di foglie secche in decomposizione fornisce un nutrimento naturale alle radici.
  • Il gelsomino tollera l'ombra o il vento?
    Il gelsomino rampicante ama il pieno sole per fiorire abbondantemente, ma tollera anche la semi-ombra purché riceva alcune ore di luce diretta giornaliera. Attenzione però al vento: questa pianta non lo tollera bene. È fondamentale posizionarlo in un luogo riparato, ad esempio vicino a muri o strutture che fungono da frangivento, per proteggere i fiori delicati e prevenire danni meccanici ai rami.
  • quali parassiti e malattie colpiscono il gelsomino?
    Le minacce principali sono afidi e cocciniglia, che producono melata attirando funghi come la fumaggine. Altre patologie comuni includono la muffa grigia. Per prevenirli e curarli, utilizza un insetticida e fungicida ad ampio spettro. L'intervento è consigliato sia in fase acuta (appena compaiono i sintomi) sia preventivamente, specialmente in ambienti umidi o poco ventilati dove i patogeni proliferano più facilmente.

Scheda Tecnica

FamigliaOleaceae
Tipo di piantaVite rampicante decidua
OrigineAsia orientale
EsposizionePieno sole o semi-ombra; riparata dal vento
TerrenoFertile, ricco di sostanza organica, ben drenato
IrrigazioneRegolare in estate (ogni giorno); ridotta/inutile in inverno se piovoso
FiorituraPrimavera-Estate (maggio-luglio)
AltezzaFino a 8-10 metri
ConcimazioneStallatico maturo a terra; concime NPK in primavera/estate ogni 2 mesi
PotaturaDopo la fioritura per mantenere la forma e stimolare nuovi getti
MoltiplicazionePropagazione per talea semilegnosa in estate
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglia, muffa grigia, fumaggine
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, poco esigente

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