Palma da dattero

Frutti Tropicali

Palma da dattero - Phoenix dactylifera

In questo articolo si descrivono le esigenze pedoclimatiche, l'impollinazione, le cultivar, le tecniche colturali e l'irrigazione della palma da dattero.

di Redazione

09 dicembre 2015

Generalità

La palma da dattero appartiene alla famiglia delle Arecacee o Palmacee, al genere Phoenix ed alla specie dactylifera. È un albero con un fusto, o stipite, molto slanciato, alto fino a 30 m e vistosamente coperto dai resti delle guaine delle foglie cadute. All’apice del tronco sono riunite al massimo 20-30 foglie, che sono pennate, lunghe 5-8 m, lineari, coriacee e di colore verde con sfumature gialle. Ogni anno si sviluppa una decina di foglie nuove, mentre alla base del ciuffo quelle più vecchie ingialliscono e seccano. È una pianta dioica con fiori unisessuali, bianchi, di piccole dimensioni, raccolti in infiorescenze all’ascella della foglia lunghe oltre 1 m; i fiori maschili sono molto più numerosi rispetto a quelli femminili. Le infiorescenze femminili, con lo sviluppo dei frutti, tendono ad incurvarsi verso il basso. I frutti, noti come datteri, sono bacche oblunghe, di colore arancione scuro a maturità, lunghe fino a 5 cm nelle varietà coltivate, con polpa zuccherina, gialla, con sfumature arancioni o rosse, contenenti un seme lungo, bruno e di consistenza legnosa. Il grappolo a maturazione può raggiungere un peso di 20-25 Kg.

Impollinazione

La palma da dattero è una specie dioica, per cui ci sono alberi maschili e femminili, l’impollinazione è anemofila ed entomofila e richiede lo stesso numero di piante maschio e femmina, mentre ricorrendo all’impollinazione artificiale il rapporto è 1:50. La scelta delle piante da cui prelevare il polline è molto importante in quanto questa specie è caratterizzata dal fenomeno della metaxenia, col polline che ha un’influenza su forma, pezzatura ed epoca di maturazione dei frutti. A partire da alcune piante maschili si possono ottenere frutti di quantità e qualità elevata.

Clima e terreno

La palma da dattero preferisce i climi subtropicali e temperati caldi, la pianta è in grado di sopravvivere a temperature di – 5 °C, ma per portare i frutti a maturazione sono necessari valori termici di 30-40 °C con una bassa umidità relativa. Nei climi caldo umidi l’albero presenta un ottimo sviluppo vegetativo fornendo però produzioni inferiori e di qualità scadente. L’esposizione migliore è in pieno sole; può essere impiegata come pianta ornamentale per il portamento slanciato ed il fogliame. In fatto di terreno è una specie adattabile, comunque predilige terreni fertili e, soprattutto, ben drenati. È una pianta originaria del nord Africa, ove è molto coltivata, come in Iran e in Iraq; la si trova anche in California, Messico e Spagna.

Varietà

Le cultivar di palma da dattero sono molto numerose e sono raggruppate in tre gruppi: a frutti molli, semimolli e secchi. Le varietà a frutti molli danno i datteri migliori perché sono più saporiti, grandi e teneri. Le piante che danno origine a bacche semimolli sono le più produttive, sebbene la qualità sia inferiore rispetto a quelle del gruppo precedente. Le cultivar a frutti secchi sono quelle che producono maggiormente però forniscono datteri poco pregiati. I frutti più diffusi sono quelli appartenenti al secondo gruppo. Le cultivar maggiormente diffuse sono: Majhool, Deglet noor, Ameri e Deri.

Tecniche di coltivazione

Generalmente la palma da dattero non si propaga per seme in quanto dà origine ad alberi con caratteristiche dei frutti molto variabili. La moltiplicazione avviene mediante i polloni radicati che vengono emessi alla base del fusto, questi possono essere messi a dimora subito o dopo un anno trascorso in vivaio. Il sesto d’impianto maggiormente adottato è di 9 X 11 m, con una densità superiore alle 100 piante/ha. L’entrata in produzione di solito avviene al 6°-7° anno, nelle cultivar più precoci si possono ottenere i primi datteri già a partire dal quinto anno. Gli interventi di potatura consistono nell’asportazione dei polloni alla base del tronco, qualora non fossero prelevati per la propagazione, e delle foglie vecchie che hanno assunto un portamento pendulo in quanto possono favorire l’insorgenza di parassiti. La raccolta avviene per il taglio del grappolo fino a 10-15 anni di età, in seguito occorrono delle piattaforme per raggiungere le infruttescenze; dopo la raccolta i datteri vengono trattati come difesa da alcuni insetti. Il dattero è molto ricco di zuccheri, viene consumato in dessert o in dolci. La palma da dattero è poco soggetta ad attacchi di parassiti, uno dei più temibili è il punteruolo rosso delle palme, un coleottero originario dell’Asia che si è diffuso nel Mediterraneo e si insedia anche su altre palme; le larve di questo insetto provocano il disseccamento delle foglie, l’unico metodo di lotta efficace è la mondatura, che consiste nell’eliminazione di tutte le parti vegetative colpite.

Irrigazione

La specie ha delle esigenze idriche piuttosto elevate, infatti vegeta bene soltanto nelle oasi, in prossimità di corsi d’acqua ed in zone in cui è possibile ricorrere all’irrigazione come la California. Nelle oasi del Marocco, da oltre 2000 anni, viene attuato un sistema di irrigazione a Khettara, che consiste in un insieme di canalizzazioni sotterranee, che seguono una pendenza leggera e corrono circa a 5 o 10 metri sotto la superficie del suolo, avente lo scopo di recuperare l’acqua derivante dalle poche precipitazioni annuali che altrimenti percolerebbe in profondità a causa dei terreni molto secchi non in grado di trattenerla.

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Domande frequenti

  • Qual è il sesso della palma da dattero e come avviene l'impollinazione?
    La palma da dattero è una specie dioica, ovvero esistono piante esclusivamente maschili e piante esclusivamente femminili. In natura l'impollinazione avviene tramite vento (anemofila) e insetti (entomofila), richiedendo un rapporto di 1:1 tra maschi e femmine. Tuttavia, in agricoltura si pratica quasi sempre l'impollinazione artificiale, utilizzando polline prelevato da piante maschili selezionate per migliorare qualità e pezzatura dei frutti (fenomeno della metaxenia). Con questa tecnica il rapporto si riduce drasticamente a 1 maschio ogni 50 femmine.
  • In quale periodo avviene la raccolta dei datteri e come cambia nel tempo?
    La raccolta inizia generalmente quando la pianta ha raggiunto i 6-7 anni di età, anticipando al quinto anno solo per le cultivar più precoci. Fino ai 10-15 anni, il grappolo può essere tagliato manualmente dall'albero. Superata questa soglia, l'altezza della palma rende impossibile l'accesso diretto, rendendo necessarie piattaforme speciali o attrezzature meccanizzate per raggiungere le infruttescenze. Dopo il taglio, i datteri richiedono trattamenti specifici contro gli insetti prima della commercializzazione.
  • Quali sono le differenze principali tra le varie cultivar di dattero?
    Le cultivar si dividono in tre gruppi principali in base alla consistenza del frutto: frutti molli, semimolli e secchi. Le varietà a frutto molle offrono i datteri più saporiti, grandi e teneri, considerati di alta qualità. Quelle a frutto semimolle sono le più produttive, pur avendo una qualità leggermente inferiore. Infine, le varietà a frutto secco garantiscono le rese maggiori ma producono datteri meno pregiati. Tra le varietà più diffuse citiamo Majhool, Deglet Noor, Ameri e Deri.
  • Come si riproduce commercialmente la palma da dattero?
    Non si utilizza la riproduzione per seme in ambito commerciale perché essa genera alberi con caratteristiche genetiche variabili e imprevedibili, compromettendo uniformità e qualità del raccolto. La moltiplicazione avviene esclusivamente mediante polloni radicati emessi alla base del fusto materno. Questi polloni vengono prelevati e messi a dimora direttamente in campo o, inizialmente, tenuti in vivaio per un anno per garantire uno sviluppo robusto prima del trapianto definitivo.
  • Quale è il principale nemico della palma da dattero e come si combatte?
    Il parassita più temibile è il punteruolo rosso delle palme, un coleottero originario dell'Asia diffusosi nel Mediterraneo. Le sue larve scavano gallerie nel tronco e nelle foglie, causando il disseccamento rapido della pianta. Non esistono metodi chimici efficaci una volta avvenuta l'infezione interna. L'unica strategia di lotta valida è preventiva e meccanica: la 'mondatura', che consiste nell'eliminare tempestivamente tutte le parti vegetative colpite o sospette per interrompere il ciclo riproduttivo dell'insetto.
  • Quali sono le esigenze climatiche e idriche ideali per questa pianta?
    La palma da dattero prospera nei climi subtropicali e temperati caldi. Pur tollerando gelate leggere fino a -5°C, necessita di estati calde (30-40°C) e basse umidità relative per far maturare i frutti; l'umidità eccessiva riduce la qualità del raccolto. Richiede abbondanti apporti idrici, vegetando ottimamente in prossimità di corsi d'acqua o in sistemi irrigui complessi (come le khettara marocchine). Predilige terreni profondi, fertili e soprattutto ben drenati, evitando ristagni.

Scheda Tecnica

Phoenix dactylifera

Nome scientificoPhoenix dactylifera
FamigliaArecacee (Palmacee)
Tipo di piantaAlbero dioico alto fino a 30 m
OrigineNord Africa, Medio Oriente (Iran, Iraq)
EsposizionePieno sole
TerrenoFertile, ben drenato, adattabile
IrrigazioneElevate esigenze idriche; preferisce zone oasi o irrigue
FiorituraPrimavera/Estate (infiorescenze all'ascella foglia >1m)
AltezzaFino a 30 metri
PotaturaAsportazione polloni basali e foglie vecchie pendule
MoltiplicazionePolloni radicati (da seme sconsigliato per variabilità)
Malattie e parassitiPunteruolo rosso delle palme (lotta: eliminazione parti colpite)
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede clima caldo-secco e cure specifiche)

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