Pianta di alchechengi in fiore

Frutti Tropicali

Come ottenere alchechengi dolcissimi

L'alchechengi è una pianta usata molto a scopo ornamentale per i suoi caratteristici fiori e per i suoi frutti utilizzati come decorazione su molti dolci.

di Redazione

10 febbraio 2017

Quando effettuare l'innaffiatura dell'alchechengi

L'alchechengi è una pianta di origine esotica, ma che può essere tranquillamente coltivata come pianta autunnale in tutte le località con clima mite. E' un arbusto che fiorisce in piena estate producendo i suoi caratteristici frutti a fine fioritura, in corrispondenza con la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. In questi periodi occorre innaffiare la pianta di alchechengi due, tre volte a settimana, facendo attenzione a non far inaridire troppo il terreno. E' una pianta che non necessita di grandi innaffiature per cui è bene controllare con un dito lo stato del terreno ogni paio di giorni. Se questo al tatto risulta essere asciutto occorre irrigare l'alchechengi quel tanto che basta, facendo attenzione a svuotare il sottovaso dall'acqua in eccesso; se invece il suolo al tatto risulta ancora umido vuol dire che non necessita di ulteriori innaffiature.

Come prendersi cura dell'alchechengi

L'alchechengi è una pianta perenne di facile coltivazione. Per prendersi cura dell'alchechengi occorre posizionare l'arbusto in una zona a mezz'ombra tenendola a temperature miti. In pieno inverno è bene spostare questa pianta in piccole serre da balcone che consentono di ripararla dal freddo gelido e da tutte le condizioni atmosferiche avverse che possono minare la sua sopravvivenza. In alternativa l'alchechengi in vaso può anche essere spostato in casa posizionandolo lontano da spifferi e da impianti di riscaldamento. Queste piante possono essere seminate da fine dicembre ad inizio marzo ponendo i semi in piccoli vasetti colmi di terreno e ricoprendo il tutto con pellicola. Quando l'arbusto si sviluppa fino ad un'altezza di circa 10 centimetri è possibile spostarlo in un vaso riempiendo la base con sassi per favorire il deflusso dell'acqua.

Fertilizzazione della pianta di alchechengi

L'alchechengi deve essere fertilizzato durante tutta la sua fase vegetativa, in corrispondenza dei mesi coincidenti con la primavera, l'estate e l'autunno. Da inizio marzo fino a fine settembre è bene concimare il terreno con appositi fertilizzanti organici per piante da fiore completi, in cui non mancano buone percentuali di sostanze nutritive tra cui l'azoto, il fosforo ed il potassio. I concimi sono disponibili in forma liquida o granulare. I fertilizzanti liquidi devono essere aggiunti all'acqua dell'innaffiatura circa ogni venti giorni e rappresentano la soluzione più veloce di concimazione. Per ottenere risultati migliori è consigliabile utilizzare concimi granulari che vanno aggiunti nel terreno ogni tre quattro mesi circa. Quest'ultima forma di fertilizzante è la più consigliata da tutti i fioristi in quanto permette una più lunga ed equilibrata distribuzione delle sostanze nutritive.

Malattie che possono colpire l'alchechengi

L'alchechengi è una pianta da fiore e da frutto che necessita di temperature miti, per cui nei periodi invernali, quando il clima è molto freddo, è bene porla in un luogo al riparo dalle condizioni atmosferiche avverse.Una delle malattie che si riscontrano più frequentemente sono dovute agli attacchi da parte di insetti come l'altica, il ragnetto rosso e gli afidi. Quando questi colpiscono la pianta tendono a mangiarne fiori e foglie. E' importante intervenire con tempestività per evitare che l'arbusto si ammali gravemente. Il rimedio consiste nel vaporizzare abbondante acqua sulla sua chioma, in questo modo gli insetti scivoleranno via. Per evitare questa problematica è possibile trattare l'arbusto con specifici prodotti antiparassitari, come come quelli della bayer garden.L'alchechengi può anche essere soggetto a funghi. In questo caso occorre recidere le parti interessate ed effettuare un trattamento antifungino con prodotti specifici per piante.

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Domande frequenti

  • Come e quando devo annaffiare l'alchechengi?
    L'irrigazione deve essere moderata, specialmente in estate e autunno quando la pianta fiorisce e produce frutti. Innaffia due-tre volte a settimana verificando sempre l'umidità del terreno: inserisci un dito nel substrato e irriga solo se risulta asciutto. È fondamentale evitare il ristagno idrico; svuota sempre il sottovaso dopo l'annaffiatura per prevenire marciumi radicali. Durante l'inverno, riduci drasticamente le irrigazioni poiché la pianta entra in dormienza.
  • Qual è il metodo migliore per concimare l'alchechengi?
    Concima la pianta durante tutto il periodo vegetativo, ovvero dalla primavera all'autunno (da marzo a settembre). Sono indicati fertilizzanti organici completi ricchi di azoto, fosforo e potassio. Si preferiscono i concimi granulari da interrare ogni 3-4 mesi, garantendo una nutrizione equilibrata e duratura. In alternativa, puoi usare fertilizzanti liquidi da mescolare all'acqua d'irrigazione ogni venti giorni, ma richiedono interventi più frequenti.
  • Come proteggere l'alchechengi dal freddo invernale?
    Essendo una pianta di origine esotica, teme il gelo intenso. In inverno, spostala in una serra da balcone o in ambiente domestico protetto, lontano da correnti d'aria fredda e fonti di calore diretto come termosifoni. Se coltivata in piena terra in zone molto fredde, proteggi la base con pacciamatura. Mantenere temperature miti è essenziale per la sopravvivenza della pianta durante i mesi freddi.
  • Come si combattono parassiti e funghi sull'alchechengi?
    Per afidi, ragnetti rossi e altiche, prova prima un vigoroso spruzzo d'acqua sulla chioma per far cadere gli insetti. Se l'infestazione persiste, utilizza prodotti antiparassitari specifici. Per le infezioni fungine, rimuovi immediatamente le parti vegetali danneggiate e applica un trattamento antifungino adeguato. Intervieni tempestivamente per evitare che la malattia comprometta la salute complessiva dell'arbusto e la produzione di frutti.
  • Quando e come si seminano i semi di alchechengi?
    La semina va effettuata da fine dicembre a inizio marzo. Inserisci i semi in piccoli vasetti riempiti di terriccio specifico e copri leggermente con pellicola trasparente per mantenere l'umidità. Una volta che le piantine raggiungono circa 10 centimetri di altezza, trapiantale in vasi più grandi. Assicurati che il fondo del vaso sia dotato di uno strato di sassi per garantire un ottimo drenaggio dell'acqua.

Scheda Tecnica

Physalis alkekengi

Nome scientificoPhysalis alkekengi
FamigliaSolanaceae
Tipo di piantaArbusto perenne
OrigineAsia orientale (Cina)
EsposizioneMezz'ombra, luce indiretta
Temperatura minimaMite, protegge da gelo intenso
TerrenoBen drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraEstate (seguita da calice colorato)
AltezzaVariabile, spesso sotto 50 cm
ConcimazionePrimavera-autunno, fertilizzante completo
PotaturaNon richiesta, eventuale pulizia autunnale
MoltiplicazioneSemina (dic-marzo) o divisione cespi
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, altica, funghi fogliari
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare

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