Bell'esemplare di Pistacia lentiscus

Piante da giardino

Lentisco

Il lentisco è un arbusto aromatico tipico della flora mediterranea molto forte e con poche esigenze, ma generoso verso gli uomini a cui da sempre fornisce un olio e una resina pregiati, e verso l'ambiente in cui cresce, migliorando il terreno e popolando zone altrimenti spoglie. Conosciamolo meglio.

di Redazione

16 febbraio 2015

Il lentisco: la sua origine, perché si chiama così, la diffusione

Il lentisco è un arbusto sempreverde dal forte odore resinoso appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae ed al genere Pistacia, il suo nome scientifico è Pistacia lentiscus e gli è stato attribuito dal botanico Linneo nel 1753, il nome generico viene dal greco "pistákion", pistacchio, mentre l'attributo specifico da cui deriva il nome comune è un termine latino dal significato di "viscoso", con probabile riferimento al liquido che si ricava dall'incisione della sua corteccia. E' una specie originaria del bacino del Mediterraneo, dalla penisola iberica fino all'Iran, dove è ancora molto presente specialmente nelle regioni costiere, nell'entroterra in genere non si sviluppa oltre i 600 metri. Tra le caratteristiche di questa pianta vi è quella di migliorare il terreno su cui cresce, tanto che viene anche utilizzato per recuperare terreni degradati, ed il terriccio raccolto intorno alla pianta è considerato ottimo per la coltivazione. Fin dall'antichità ne era molto apprezzata la resina, detta mastice, in particolare quella ancora prodotta nell'isola greca di Chio, dove ne viene tratto anche il mastika, un liquore aromatico digestivo.

Come si presenta, la particolarità dei fiori maschili e femminili

Il lentisco ha portamento cespuglioso o arbustivo ed è alto in media 2-3 metri, ma può raggiungere le dimensioni di 5 metri di altezza e 3 di larghezza, la chioma è tondeggiante e molto densa per le fitte ramificazioni. Le foglie sono composte, ossia formate da foglioline alterne, ovalari, di un colore verde brillante ed in numero pari, in genere tra 6 e 10, e ciò lo distingue dal Pistacchio, Pistacia vera, che le ha invece imparipennate. Presenta una caratteristica insolita nel regno vegetale, è infatti una pianta dioica ossia ogni esemplare possiede organi riproduttivi o maschili o femminili. I fiori di entrambi i generi non hanno petali e sono raccolti in infiorescenze a pannocchia all'ascella delle foglie, si differenziano perché mentre quelli maschili hanno cinque stami rossi che emergono da altrettanti piccoli sepali, quelli femminili sono formati invece da tre o quattro sepali verdastri sormontati dall'ovario. La fioritura avviene in genere in primavera da marzo a maggio ed in estate compaiono i frutti, delle piccole drupe ovali, con seme commestibile, di circa 5 mm di diametro e di colore rosso che giunte a maturazione in inverno divengono nere.

Di cosa ha bisogno per crescere e mantenersi in salute

Il lentisco si adatta ad ogni tipo di terreno, l'importante è che sia ben drenato, e dato che in natura cresce in terreni poveri e rocciosi, sistemato in giardino non avrà bisogno di concimazione, vi troverà infatti già elementi nutritivi più che sufficienti alle sue esigenze. Ha bisogno della luce diretta del sole e del suo calore, ma vive bene anche nella mezz'ombra e può sopportare temperature sotto lo zero, anche se in tal caso sarebbe bene proteggerlo magari con un telo in tnt. Non è necessario annaffiarlo, a meno che le estati non siano particolarmente calde, allora ogni 2-3 settimane si può irrigarlo con abbondante acqua in modo da stimolare la crescita delle radici in profondità; dandogli invece poca acqua, anche frequentemente, le radici tenderanno a crescere superficiali e di conseguenza la pianta sarà meno stabile. La riproduzione avviene in primavera sia per semina, raccogliendo i semi durante l'inverno, che per talea, anche se la talea di lentisco radica difficilmente. E' una pianta abbastanza resistente alle malattie, ma può comunque essere attaccata da acari, afidi, cocciniglia e oidio, soprattutto se in posizione poco ventilata.

I numerosi prodotti che si possono ricavare dal lentisco

Il lentisco fin dall'antichità è stato utilizzato per molteplici scopi, ed ancora oggi trova largo impiego. Come detto, incidendone i fusti e i rami si ricava una resina fluida, di colore giallo, che a contatto con l'aria si solidifica e può essere raccolta in granuli. In passato era usata come chewing gum per rassodare le gengive e purificare l'alito, ma anche per combattere i disturbi dell'apparato digerente, la sua efficacia in proposito è stata recentemente confermata da studi scientifici. Attualmente viene impiegata in profumeria e in odontotecnica, nella produzione di gomme da masticare, per produrre vernici molto adatte per effettuare restauri di dipinti antichi. Il legname, che va dal rosa all'ocra con bellissime venature, è molto apprezzato per lavori di intarsio ed ebanisteria, ma anche per alimentare i forni a legna delle pizzerie, per la sua capacità di arrivare rapidamente ad alte temperature. Dai frutti si ricava un olio di colore giallo, intensamente profumato, oggi utilizzato come olio essenziale lenitivo e idratante, ma che in passato veniva anche usato a scopo alimentare al posto del più costoso olio d'oliva, o come olio da lampada.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra le foglie del lentisco e quelle del pistacchio?
    La distinzione morfologica chiave risiede nella struttura della foglia composta. Il lentisco (Pistacia lentiscus) presenta foglie imparipennate con un numero pari di foglioline, generalmente tra 6 e 10, disposte in modo alterno lungo il picciolo. Al contrario, il pistacchio vero (Pistacia vera) possiede foglie imparipennate con un numero dispari di foglioline, terminanti con una singola fogliolina apicale. Questa caratteristica facilita l'identificazione corretta delle due specie affini nel genere Pistacia.
  • Come si riproduce correttamente il lentisco e quali metodi sono più efficaci?
    La riproduzione del lentisco avviene principalmente in primavera attraverso due vie: semina e talea. Per la semina, è consigliabile raccogliere i semi durante l'inverno quando le drupe sono mature e procedere alla semina primaverile. La moltiplicazione per talea è tecnicamente possibile ma risulta poco efficace, poiché le talee di lentisco radicano con grande difficoltà. Pertanto, la via seminale rimane spesso la più affidabile per ottenere nuove piante, richiedendo però maggiore pazienza rispetto al propagulo vegetativo.
  • Quali cure richiede il lentisco riguardo all'irrigazione e al terreno?
    Il lentisco è una pianta molto rustica che si adatta a qualsiasi tipo di terreno, purché ben drenato, prosperando anche in suoli poveri e rocciosi tipici del suo habitat naturale. Non necessita di concimazioni aggiuntive. Riguardo all'acqua, le annaffiature sono quasi inutili tranne durante estati particolarmente aride. In quel caso, irrigare ogni 2-3 settimane con abbondante acqua favorisce l'approfondimento radicale. Evitare irrigazioni frequenti ma scarse per impedire che le radici crescano superficialmente, rendendo la pianta instabile.
  • Cosa è il mastice e quali sono i suoi utilizzi moderni?
    Il mastice è una resina fluida di colore giallo che si ottiene incidendo i fusti e i rami del lentisco; a contatto con l'aria si solidifica formando grani. Storicamente usato come gomma da masticare per igienizzare l'alito e rafforzare le gengive, oggi trova impiego in profumeria, odontotecnica e nella produzione di gomme da masticare moderne. Inoltre, è utilizzato nell'industria delle vernici per restauri artistici grazie alle sue proprietà conservanti. Studi scientifici recenti confermano inoltre la sua efficacia contro i disturbi digestivi.
  • Il lentisco è una pianta monoica o dioica? Come si distinguono i fiori?
    Il lentisco è una pianta dioica, il che significa che esistono esemplari esclusivamente maschili e altri esclusivamente femminili. Entrambi i sessi producono fiori privi di petali riuniti in pannocchie all'ascella delle foglie. Si distinguono facilmente: i fiori maschili presentano cinque stami rossi evidenti che emergono dai sepali, mentre quelli femminili sono costituiti da tre o quattro sepali verdastri sormontati dall'ovario. La fioritura avviene tipicamente tra marzo e maggio, seguita dalla formazione delle drupe rosse che maturano in nero in inverno.

Scheda Tecnica

Pistacia lentiscus

Nome scientificoPistacia lentiscus
FamigliaAnacardiaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizioneSole o mezz'ombra
Temperatura minimaSopportano il gelo (consigliata protezione)
TerrenoBen drenato, anche povero e roccioso
IrrigazioneScarsa, solo in estate molto calda
FiorituraPrimavera (marzo-maggio)
Altezza2-3 metri (fino a 5m)
ConcimazioneNon necessaria
MoltiplicazioneSemina o talea
Malattie e parassitiAcari, afidi, cocciniglia, oidio
Difficoltà di coltivazioneFacile

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