asparago selvatico

Ortaggi

Coltivazione asparago selvatico

Una pianta deliziosa non sempre facile da trovare in natura, ma con un po' di pazienza e relativamente poca fatica coltivabile nell'orto.

di Redazione

17 dicembre 2015

Caratteristiche generali

L’asparago selvatico (Asparagus acutifolius) è una pianta rizomatosa sempreverde e perenne appartenente alla famiglia delle Asparagaceae, coltivata per raccoglierne i turioni dal sapore più forte e amarognolo rispetto a quello dell’Asparagus officinalis. Arriva a 1,5 metri di altezza ed è caratterizzata da più fusti legnosi, ramificati e ascendenti, dal portamento arcuato, che quando emergono in primavera prendono il nome di turioni. Quelle che appaiono come foglie verdi, rigide e aghiformi a apice pungente, a disposizione verticillata in numero di 4-12, in realtà sono dei rametti trasformati, detti cladodi. Le foglie invece sono le scagliette spinose dalla cui ascella partono i cladodi veri e propri. La fioritura abbondante avviene tra agosto e novembre con fiori unisessuali o ermafroditi a simmetria raggiata, con sei stami gialli, tre stimmi biancastri, e sei tepali bianco verdastri. Il frutto che si sviluppa dopo la fecondazione è una bacca che diventa nera a maturità e contiene da uno a tre semi. L’asparago selvatico è una pianta spontanea in Italia, tipica dell’area mediterranea e spontanea su tutto il territorio tranne Piemonte e Valle d’Aosta, tra 0 e 1000 metri sul livello del mare. Può vivere fino a cento anni.

Semina

Come per gli asparagi comuni, la semina dell’asparago selvatico prevede, prima che si possa ottenere il raccolto dei turioni, un certo lasso di tempo. D’altra parte non è sempre facile reperire le piantine in vaso o a radice nuda, dato che sono molto pochi i vivai che le mettono in commercio nonostante la coltivazione dell’asparago selvatico interessi molti appassionati buongustai. E’ quindi necessario cercare piantine appartenenti alla propria regione, e quindi acclimatate nelle condizioni in cui verranno coltivate, e prelevarne il seme. E’ infatti assolutamente vietato dalla legge trapiantare piante prelevate in aree naturali. I semi si raccolgono prelevando i frutti ancora teneri ma già scuri, dalla metà di novembre alla fine del mese. I semi all’interno dei frutti devono essere già duri. Con questi frutti si procede subito alla stratificazione fredda in una cassetta di sabbia mantenuta umida e al riparo dal sole. La cassetta va lasciata stare fino all’autunno seguente, quindi per quasi un anno. A questo punto i frutti si saranno decomposti: mescolate la sabbia coi semi e poi spargete a spaglio in semenzaio coprendo poi con 2 cm di terriccio e ponendo la cassetta al riparo dal sole e mantenendo umido il terriccio. La primavera seguente avverrà la germinazione e ad aprile si potrà effettuare il ripicchettamento in vasetti singoli delle piantine. Il trapianto nell’aiuola definitiva avverrà alla fine dell’estate seguente nel momento in cui ricominciano le piogge, interrando le piantine in modo che il colletto sia 5 cm sotto il livello del suolo e a 30-40 cm sulla fila su file distanti 80-100 cm tra loro. Irrigate abbondantemente.

Terreno

Il terreno dell’asparagiaia si prepara in agosto vangando a una profondità di 25-30 cm interrando letame o compost maturo (3-5 kg per metro quadro).

Concimazione

Un’asparagiaia a asparago selvatico va concimata ogni 2-3 anni spargendo compost o letame ben maturo tra le piante in autunno. Non interrare la materia organica per non danneggiare le radici superficiali delle piante. E’ inoltre possibile fornire ulteriore nutrimento usando pacciamatura verde.

Coltivazione

La raccolta dei turioni, che avviene alla fine di febbraio o di marzo, per le piante ottenute da seme si effettua solo dopo 3-4 anni dal trapianto definitivo. I turioni si colgono quando hanno raggiunto i 4-5 mm di diametro e non sono ancora ramificati solo per un paio di mesi all’anno, non di più. Il nemico naturale dell’asparago selvatico è rappresentato dalla Criocera (Crioceris duodecimpunctata) che attacca i turioni e i frutti della pianta lasciando intatto tutto il resto. Per contrastarne l’azione si ricorre alla nebulizzazioni apposite oppure se si preferisce non utilizzare antiparassitari alla raccolta manuale degli insetti, al limite facendosi aiutare da polli e galline che si cibano dell’insetto. La consociazione favorevole per l’asparago è rappresentata nei primi due anni di vita della pianta ottenuta da seme dal cetriolo che ombreggia il terreno e dall’insalata, in seguito è bene pacciamare il suolo e basta. Al limite si può coltivare l’asparago selvatico insieme a piante da frutto, per esempio ulivi, piantando lungo il filare tra un albero e l’altro. Un’asparagiaia di Asparagus acutifolius può essere mantenuta anche per una decina di anni se non di più.

Annaffiature

L’asparago selvatico sopporta bene la siccità, ma per ottenere un raccolto significativo è bene fornire acqua nei periodi aridi, soprattutto nell’anno che segue la messa a dimora. Anche la pacciamatura è utile al fine di diminuire l’evaporazione dal suolo permettendo di diradare le irrigazioni.

Proprietà

Le persone affette da gotta o malattie renali devono evitare di consumare asparagi, dato il loro elevato contenuto di sostanze azotate. Tutti gli altri potranno beneficiare del loro elevato contenuto di vitamina C, acido folico, caroteni. Tra le loro proprietà ricordiamo quelle diuretiche, dimagranti, rimineralizzanti, fluidificanti del sangue e depurative.

Ricette

L’asparago selvatico è un ortaggio molto salutare che ha un gran potere diuretico e contiene molta fibra utile per regolarizzare il nostro intestino. Per questo motivo è utilizzato nella realizzazione di importanti ricette che, approfittando del sapore forte e deciso dell’asparago, riescono a dare carattere e a personalizzare il piatto! Creare portare con gli asparagi è davvero semplice: è l’ingrediente perfetto per preparare torte salate, lasagne, antipasti, crespelle, risotti e paste alla crema di asparagi, vellutate, insalate e molto altro ancora! Gli asparagi possono essere anche gustati da soli: si possono lessare e gustare con un filo d’olio d’oliva o con un pizzico di sale o accompagnare altri piatti come contorno per uova o carne. La cottura degli asparagi dipende dal tipo di piatto che volete preparare e dai vostri gusti, se desiderate che l'ortaggio rimanga piuttosto duro o morbido.

Domande frequenti

  • Quando e come si raccolgono i turioni di asparago selvatico?
    La raccolta avviene tra fine febbraio e marzo, quando i turioni raggiungono i 4-5 mm di diametro e non sono ancora ramificati. È fondamentale coglierli solo per un paio di mesi all'anno per non indebolire la pianta. I turioni vanno tagliati alla base con un coltello affilato, facendo attenzione a non danneggiare le gemme laterali che produrranno i futuri fusti erbacei. Questa breve finestra temporale garantisce il miglior sapore, più intenso e amarognolo rispetto alla specie comune.
  • Quanto tempo attendere dopo la semina per avere il primo raccolto?
    Dalla semina al primo raccolto servono circa 3-4 anni. La fase iniziale richiede pazienza: i semi necessitano di una lunga stratificazione fredda (quasi un anno) e le piantine vanno trapiantate definitivamente solo dopo la primavera successiva alla germinazione. Solo dopo aver stabilito un apparato radicale robusto nell'aiuola definitiva, la pianta sarà pronta per produrre turioni commestibili. Durante questi anni, la pianta va curata con pacciamatura e annaffiature regolari nei primi anni.
  • Qual è il nemico principale dell'asparago selvatico e come difenderlo?
    Il principale parassita è la Criocera (Crioceris duodecimpunctata), un coleottero che attacca turioni e frutti. Per contrastarla si possono usare nebulizzazioni specifiche o, meglio ancora, metodi biologici come la raccolta manuale degli insetti. Un valido alleato naturale è l'allevamento di polli o galline nell'asparagiaia, poiché si nutrono volentieri di questi insetti. Evitare pesticidi chimici preserva l'equilibrio ecologico dell'orto e la sicurezza alimentare del raccolto.
  • Si possono consociare altre piante con l'asparago selvatico?
    Sì, la consociazione è consigliata specialmente nei primi due anni di vita della pianta. Il cetriolo è ideale perché ombreggia il terreno, riducendo l'evaporazione e mantenendo l'umidità necessaria alle giovani radici. L'insalata è un'altra ottima compagna per sfruttare lo spazio superficiale. Dopo i primi anni, si consiglia di passare alla sola pacciamatura del suolo. In alternativa, l'asparago può crescere tra i filari di alberi da frutto come gli ulivi, sfruttando lo spazio intermedio.
  • Chi deve evitare di consumare asparago selvatico?
    Le persone affette da gotta o patologie renali dovrebbero evitare il consumo di asparago selvatico. Questo ortaggio contiene elevate quantità di sostanze azotate (purine) che possono aggravare queste condizioni. Per il resto della popolazione, invece, è altamente benefico: ricco di vitamina C, acido folico e caroteni, vanta proprietà diuretiche, depurative, dimagranti e aiuta a regolare l'intestino grazie all'elevato contenuto di fibre.

Scheda Tecnica

Asparagus acutifolius

Nome scientificoAsparagus acutifolius
FamigliaAsparagaceae
Tipo di piantaPerenne, rizomatosa, sempreverde
OrigineArea mediterranea (spontanea in Italia)
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile, ricco di sostanza organica
IrrigazioneModerata, tollerante alla siccità una volta acclimatata
FiorituraAgosto-Novembre
AltezzaFino a 1,5 metri
ConcimazioneCompost o letame maturo ogni 2-3 anni in autunno, senza interramento profondo
PotaturaNon necessaria, rimuovere solo parti secche o danneggiate
MoltiplicazioneDa seme (stratificazione fredda lunga) o divisione dei cespi
Malattie e parassitiCriocera (Coleoptero), afidi, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede pazienza per la crescita iniziale)