porro

Ortaggi

Coltivazione porro

Un ortaggio adatto anche ai climi rigidi, dalla coltivazione un po' laboriosa da svolgersi su terreni fertili, ma ricco di elementi nutritivi e interessanti proprietà a favore della salute.

di Redazione

09 marzo 2012

Caratteristiche generali

Il porro (Allium porrum) è una pianta erbacea monocotiledone appartenente alla famiglia delle Liliaceae caratterizzata da falsi fusti simili a bulbi nella loro parte inferiori, formati in realtà da più guaine fogliari sovrapposte. Il vero fusto del porro è quella specie di disco duro e piatto da cui partono sia il falso fusto che le radici fascicolate che possono arrivare fino a 50 cm di profondità nel terreno. Le foglie vere e proprie sono erette o piegate, di varie tonalità di verde e con piccioli avvolgenti. Nella loro porzione inferiore assumono una colorazione bianca anche grazie all’imbianchimento a cui vengono sottoposte le piante. I numerosissimi fiori vengono prodotti durante il secondo anno di vita della pianta, riuniti a formare un’infiorescenza sferica. Il porro è una pianta rustica, adatta quindi agli orti di tutta Italia, ma occorre tenere presente che lo sviluppo è lento. La raccolta avviene prima di Natale per le varietà precoci, o a metà inverno. Le varietà tardive sono primaverili. Tra le varietà di porro ricordiamo “Gigante d’Italia”, “Gigante d’inverno” e “Elefante”.

Semina

La semina del porro richiede una temperatura di minimo 7°C per essere coronata dal successo, ragion per cui in molti scelgono di trapiantare piantine acquistate in vivaio oppure di far germinare i semi in serra e trapiantarli poi in pieno campo. La semina in serra avviene a fine gennaio o febbraio, a 13°C. Appena le piantine hanno le foglie erette si effettua il ripichettamento in vassoi con distanze di 5 cm tra le file e sulla fila. La temperatura deve restare invariata fino a marzo, poi si effettua l’acclimatamento in cassone freddo. Il trapianto vero e proprio avviene ad aprile. Se invece si vuole seminare direttamente all’aperto si procede a marzo-aprile seminando rado a una profondità di 1-1,5 cm su file distanti 15 cm tra loro, per poi trapiantare a giugno. Si può fare una seconda semina a giungo, con trapianto a luglio, per ottenere porri primaverili l’anno successivo. Il trapianto definitivo avviene quando i porri hanno il diametro di una matita e sono alti 15-20 cm, su file distanti 30 cm, in buche profonde 5 cm e distanti tra loro 15 cm. Innaffiare subito per rassodare il terreno. Il bio coltivatore al momento del trapianto innaffia con infuso diluito di ortica in caso di tempo nuvoloso.

Terreno

Il terreno adatto ai porri è fertile e ben drenato, leggero e mai saturo d’acqua durante l’inverno, con un pH compreso tra 6,5 e 7,5 possibilmente, anche se accetta valori leggermente più acidi o alcalini. La preparazione deve avvenire in profondità, dato l’apparato radicale della pianta. Durante la vangatura in vista del trapianto incorporare 5-7 cm di letame maturo e voluminoso, o di compost, stando attenti a non esagerare con la fertilizzazione dato che le piante troppo rigogliose non resistono bene al gelo. Un paio di settimane prima del trapianto spargere un fertilizzante complesso (70-100 gr al metro quadro). Il bio coltivatore prepara l’aiuola dei porri in autunno, con compost e letame bovino o suino ben decomposto, e al momento del trapianto setaccerà del composto maturo nei solchi di piantagione.

Concimazione

A parte l’apporto di nutrienti fornito durante la preparazione del terreno su terreni fertili non è richiesta ulteriore fertilizzazione. In caso di suolo povero si può usare del fertilizzante liquido ma mai a fine estate per non rischiare che le piante diventino troppo tenere e non superino l’inverno. In regime di coltivazione biologica invece è bene fornire una concimazione a base di macerati vegetali durante il periodo di massima crescita.

Coltivazione

Per ottenere una porzione bianca più lunga si è soliti rincalzare il terreno attorno ai porri durante la stagione vegetativa, legando dei colletti di carta o cartone attorno alle piante per evitare che la terra entri all’interno delle foglie. L’operazione di rincalzo si ferma poi a novembre, quando dal terreno si lascerà spuntare solo la sommità delle foglie. Durante la stagione vegetativa soprattutto in caso di aridità è meglio pacciamare il terreno per mantenere alta l’umidità. Il bio coltivatore preverrà la tignola spargendo farina di roccia (che tiene lontani anche i millepiedi) e irrorando la pianta con infuso di equiseto ogni 2-3 settimane. Se qualche pianta dovesse essere comunque vittima della tignola basterà tagliarla drasticamente e aspettare che ricacci o irrorare con infuso di tanaceto oppure prodotti a base di piretro o Bacillus thuringiensis. Anche i tripidi vengono contrastati con il piretro, oltre a un’azione preventiva utilizzando posizioni ventilate per l’impianto, rispettare la rotazione colturale e mantenere costante l’umidità con l’aiuto della pacciamatura. Per quanto riguarda le consociazioni ottime sono quelle con carote (che tengono lontana la mosca della cipolla che attacca anche il porro), sedano, pomodori, insalata, alcuni cavoli e le fragole.

Annaffiature

Vanno effettuate durante la stagione vegetativa e solo in caso di siccità, in ragione di 3 litri di acqua alla settimana per ogni metro di fila.

Proprietà

Il porro è ricco di vitamina A, contiene vitamina C e del gruppo B, ferro, magnesio, zolfo, sodio, silice, manganese, potassio. Ipocalorico, ha proprietà diuretiche, toniche, antisettiche, contrasta gotta, artrite, stipsi, abbassa il colesterolo e rafforza il sistema immunitario.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per seminare il porro?
    La semina del porro richiede temperature minime di 7°C per germogliare correttamente. In molte zone d'Italia, il metodo più sicuro prevede la semina in serra o cassone freddo a fine gennaio o febbraio, mantenendo i 13°C necessari. Le piantine così ottenute verranno ripicchettate e acclimatate per essere trapiantate in piena terra ad aprile. Chi preferisce la semina diretta all'aperto dovrà attendere marzo-aprile, seminando i semi a 1-1,5 cm di profondità su file distanti 15 cm, per poi effettuare il trapianto definitivo a giugno.
  • Come si ottiene la parte bianca del porro?
    La porzione bianca, detta 'colletto', si ottiene attraverso l'imbianchimento, una tecnica che impedisce alla luce solare di raggiungere la base della pianta, bloccando così la produzione di clorofilla. Per realizzarlo, si rincalza progressivamente il terreno attorno alle piante durante la stagione vegetativa, coprendo i fusti. Alternativamente, si possono legare colletti di carta o cartone intorno alle foglie per schermarle dalla luce. Questa operazione va fermata verso novembre, lasciando emergere dal suolo solo la sommità verde delle foglie per evitare marciumi.
  • Quali sono le migliori consociazioni per il porro in orto?
    Il porro beneficia molto di alcune consociazioni specifiche, in particolare con le carote. La presenza delle carote aiuta a tenere lontana la mosca della cipolla, un parassita che attacca anche il porro, grazie probabilmente all'odore incrociato che confonde gli insetti. Altre ottime consociazioni includono sedano, pomodori, insalate, alcuni tipi di cavoli e fragole. Queste associazioni creano un microambiente equilibrato che favorisce la salute delle piante e riduce la pressione dei parassiti specifici degli Allium.
  • Come si difende il porro dagli attacchi della tignola in modo biologico?
    In agricoltura biologica, la prevenzione contro la tignola del porro si basa su diverse strategie integrate. È efficace spargere farina di roccia intorno alle piante, azione che allontana anche i millepiedi. Inoltre, si consiglia di irrorare le foglie con infuso di equiseto ogni due-tre settimane per rinforare le pareti cellulari delle piante. Se già ci fossero danni, si può intervenire tagliando drasticamente le parti attaccate per stimolare la ricrescita, oppure applicare infusi di tanaceto o prodotti a base di Bacillus thuringiensis e piretro naturale.
  • Quali sono le proprietà nutrizionali e benefiche del porro?
    Il porro è un ortaggio ipocalorico e ricco di principi attivi benefici. Contiene vitamine A, C e del gruppo B, oltre a minerali come ferro, magnesio, potassio, zolfo e silice. Grazie al suo contenuto, possiede spiccate proprietà diuretiche, toniche e antisettiche. È consigliato nelle diete per contrastare la gotta, l'artrite e la stitichezza, poiché favorisce l'eliminazione delle tossine. Inoltre, contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo e a rafforzare il sistema immunitario, rendendolo un valido alleato per la salute generale.

Scheda Tecnica

Allium porrum

Nome scientificoAllium porrum
FamigliaLiliaceae
Tipo di piantaErbacea monocotiledone biennale
OrigineAsia occidentale / Mediterraneo
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaResistente al freddo, sviluppa sopra i 7°C
TerrenoFertile, ben drenato, leggero, pH 6.5-7.5
IrrigazioneRegolare in estate, 3 litri/metro/settimana in siccità
FiorituraSecondo anno, infiorescenza sferica
AltezzaVariabile, spesso interrata parzialmente
ConcimazioneLetame/compost in fase di preparazione; evitare azoto tardo
PotaturaNessuna, eventuale rincalzo per imbianchimento
MoltiplicazioneSemina (in serra o diretto) o trapianto di piantine
Malattie e parassitiTignola, tripidi, mosca della cipolla
Difficoltà di coltivazioneMedia (sviluppo lento, necessita cure specifiche)