Fiore di Passiflora

Frutti Tropicali

Passiflora - Passiflora edulis

In questo articolo vengono illustrate le caratteristiche botaniche, le esigenze pedologiche e climatiche, le caratteristiche dei fiori e la coltivazione della passiflora.

di Redazione

31 dicembre 2015

Generalità

La passiflora appartiene alla famiglia delle Passifloracee ed al genere Passiflora, comprendente diverse specie tra cui le più importanti sono: P. edulis, la principale dal punto di vista frutticolo, P. alata, P. quadrangularis e P. caerulea. È un arbusto a portamento rampicante e sarmentoso, alto fino a 5-6 m, i fusti sono erbacei, molto ramificati, di colore verde intenso, a sezione circolare, quadrangolare, triangolare o poligonale e dotati di viticci robusti che si avvolgono ai sostegni con molta facilità. Le radici sono fascicolate e si possono sviluppare parecchio in profondità. Le foglie sono alterne, di forma, consistenza, dimensioni ed aspetto variabili, con specie a foglie semplici lanceolate, bilobate o palmate con 3-9 lobi; in alcune specie le dimensioni sono di pochi cm mentre in altre sono lunghe circa 1 m. Il frutto è una bacca allungata o ovoidale, lunghi 5-6 cm; la buccia è di color verde che diventa bruno-violetto a maturità, i semi sono numerosi e di color viola scuro.

Fiori

I fiori sono normalmente ermafroditi, ascellari e solitari, raramente raggruppati, le dimensioni sono molto variabili in dipendenza della specie, potendo arrivare al diametro di 12-15 cm della Passiflora quadrangularis. La corolla è formata da un certo numero di petali sistemati a raggiera piana con colori brillanti, attorno al centro si trova una corona di filamenti molto vistosa che assume forme e dimensioni molto variabili da specie a specie. I primi fiori cominciano a comparire a 6-12 mesi dalla messa a dimora, l’emissione è scalare dato che si formano man mano che il tralcio si allunga, in Sicilia la fioritura si protrae da giugno a settembre, mentre ai tropici fiorisce tutto l’anno. La Passiflora edulis, a differenza delle altre specie è autofertile, l’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi.

Clima e terreno

Le passiflore sono piante di origine tropicale (sud est asiatico), però alcune sono in grado di adattarsi anche in climi temperati caldi come il bacino del Mediterraneo. La Passiflora edulis a frutto morato in Sicilia vegeta bene in quanto tollera le basse temperature, mentre la Passiflora edulis flavicarpa fa fatica perché ha esigenze termiche maggiori, per cui esprime il meglio negli ambienti tropicali più caldi. Le passiflore dotate di un’elevata resistenza al freddo possono essere coltivate fino a 2000 m di altitudine in Messico ed in Perù. In linea generale, le specie che si adattano ai climi mediterranei, vivono bene a temperature comprese tra 18-27°C d'estate e 10 °C d'inverno, tollerano abbastanza bene i valori termici vicino allo zero. Deve essere posizionata in ambienti soleggiati, preferibilmente a sud, la luce deve essere ottima e abbondante. Le passiflore fioriscono quando il giorno è lungo, con meno di 12 ore di luce la differenziazione delle gemme a fiore diminuisce. Le piogge abbondanti in fase di fioritura disturbano l’attività di impollinazione degli insetti pronubi, queste piante temono i venti forti, che si possono verificare specialmente in alcuni arcipelaghi come le Hawaii. Le passiflore prediligono terreni sabbiosi, poveri, profondi e subacidi; su suoli troppo calcarei si manifestano fenomeni di clorosi per il mancato assorbimento dei microelementi, mentre l’accumulo idrico nel terreno favorisce i marciumi del piede (fusariosi).

Tecniche di coltivazione

La propagazione delle passiflore avviene prevalentemente per seme, può essere fatta per talea legnosa in modo da ottenere piante omogenee, però è un’operazione costosa. Queste colture, visto il portamento sarmentoso e rampicante, necessitano di strutture di sostegno, le più impiegate sono le controspalliere, alte 2 m, costituite da pali distanziati 3-6 m l’uno dall’altro e da due fili posti rispettivamente a 1,5 e 2 m di altezza. La distanza tra le file è di 3-5 m, ottenendo da 500 a 1000 piante/ha, in Brasile i sesti sono 2,5 X 3 m, con una densità di 1500 piante/ha, in quanto gli impianti hanno una durata di 1-2 anni, mentre nel caso precedente di 4-5 anni. La fase di allevamento consiste nel favorire la formazione di una coppia di tralci o cordoni, disposti in senso opposto, per ogni filo, eliminando tutti i rami che si formano al di sotto dei fili. Dai cordoni si originano le formazioni fruttifere che pendono verso il basso ed iniziano a fiorire. Durante il periodo di riposo, dopo la raccolta, può essere eseguita la potatura, che consiste nel raccorciamento a 10-20 cm delle formazioni fruttifere; in alcune aree la potatura non viene effettuata in quanto provoca una riduzione della fruttificazione.

Cure colturali

Le asportazioni di azoto, fosforo e potassio, per produzioni di 20 t/ha, sono rispettivamente 200 kg/ha, 20 kg/ha e 180 kg/ha; i concimi, soprattutto quelli azotati, devono essere distribuiti 3-4 volte nell’arco dell’anno. Le passiflore hanno una parte aerea che traspira molto, se le piogge non sono ben distribuite durante l’anno bisogna intervenire con l’irrigazione in quanto eventuali stress idrici rallentano lo sviluppo e, in prossimità della maturazione, provocano raggrinzimento dei frutti che cadono a terra. La maturazione di solito avviene due mesi dopo la fioritura; generalmente i frutti vengono consumati freschi aprendoli a metà e asportando con un cucchiaino la polpa acidula contenuta all’interno. Tra i parassiti vegetali il più pericoloso è il marciume del piede, mentre quelli animali più frequenti sono le cocciniglie e gli acari.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Passiflora edulis viola e gialla?
    La Passiflora edulis dal frutto morato (viola) è più rustica e adatta al clima mediterraneo, tollerando meglio le basse temperature rispetto alla variante flavicarpa (gialla). Quest'ultima ha esigenze termiche maggiori e cresce ottimamente solo in ambienti tropicali più caldi. Entrambe sono autofertili, ma la varietà viola è preferibile per chi vive in zone con inverni non eccessivamente miti.
  • Come si impollina la Passiflora?
    La Passiflora edulis è autofertile, quindi non necessita di piante maschili e femminili separate per produrre frutto. L'impollinazione è principalmente entomofila, ovvero affidata ad api e altri insetti pronubi che trasportano il polline. Tuttavia, l'attività di questi insetti può essere ridotta da piogge abbondanti durante la fioritura o da venti forti, fattori che potrebbero limitare la produzione.
  • Che tipo di terreno e irrigazione richiede?
    Predilige terreni sabbiosi, profondi, poveri e subacidi. Evita assolutamente i suoli calcarei, che causano clorosi per mancata absorzione di microelementi, e i ristagni idrici, che favoriscono il pericoloso marciume del piede (fusariosi). L'irrigazione è necessaria se le piogge sono scarsamente distribuite, poiché lo stress idrico rallenta lo sviluppo e causa il raggrinzimento e la caduta dei frutti vicini alla maturazione.
  • Quando e come si effettua la potatura?
    La potatura si esegue generalmente nel periodo di riposo, dopo la raccolta. Consiste nel raccorciare di 10-20 cm le formazioni fruttifere. In alcune aree la potatura viene evitata perché può ridurre la fruttificazione. Durante la fase di allevamento, è fondamentale formare una coppia di tralci principali sui fili di sostegno, eliminando i rami inferiori per dirigere la crescita verso le formazioni produttive.
  • Quanto tempo impiegano a dare i primi frutti?
    I primi fiori appaiono generalmente da 6 a 12 mesi dopo la messa a dimora. La fioritura è scalare, avvenendo man mano che i tralci crescono. Nel bacino del Mediterraneo, la fioritura si prolunga da giugno a settembre, mentre nelle zone tropicali può verificarsi tutto l'anno. La maturazione del frutto avviene solitamente due mesi dopo l'apparizione del fiore.

Scheda Tecnica

Passiflora spp. (es. P. edulis)

Nome scientificoPassiflora spp. (es. P. edulis)
FamigliaPassifloraceae
Tipo di piantaArbusto rampicante sarmentoso
OrigineSud America e Sud Est Asiatico (tropicale)
EsposizionePieno sole, preferibilmente a sud
Temperatura minimaTolleranza vicina allo zero; ideale 10-27°C
TerrenoSabbioso, profondo, subacido, ben drenato
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraDa giugno a settembre (Mediterraneo); annuale (tropicali)
AltezzaFino a 5-6 metri
ConcimazioneElevato fabbisogno di N, P, K; distribuzione 3-4 volte/anno
PotaturaRaccorciamento formazioni fruttifere a 10-20 cm post-raccolta
MoltiplicazioneSemina (prevalente) o talea legnosa
Malattie e parassitiMarciume del piede (fusariosi), cocciniglie, acari, clorosi ferrica
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede supporti e clima caldo)

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