Orchidea selvatica di palude

Orchidee

Orchidea selvatica

L'orchidea selvatica è una pianta spontanea originaria dei paesi tropicali, presente in Italia in varie zone. Famose per la bellezza e per la colorazione dei propri fiori e molto apprezzate per via delle particolari forme, le orchidee sono classificabili in migliaia di diverse specie.

di Redazione

27 gennaio 2015

Origine e descrizione dell'orchidea selvatica

L'orchidea selvatica è una pianta appartenente al genere delle orchidaceae. Si tratta di piante erbacee perenni, presenti in Italia allo stato selvatico con ben 29 generi diversi, da cui nascono quasi 200 distinte sottospecie, mentre nel mondo si contano addirittura 600 generi e oltre 20.000 specie. Le orchidee selvatiche si dividono in due gruppi principali: le orchidee rustiche e le orchidee esotiche. Le prime sono delle piante spontanee che vivono generalmente nelle zone dal clima temperato e sviluppano dei fiori di piccole dimensioni, i quali si fanno notare per via delle loro accattivanti forme. Le orchidee esotiche sono, invece, originarie delle zone tropicali e producono dei fiori di dimensioni più grandi e più colorati rispetto alle orchidee rustiche.

Le più note orchidee spontanee in Italia

Per quanto l'Italia non sia la nazione con il clima più adatto per la crescita spontanea delle orchidee, sono comunque diffuse diverse specie dal bellissimo aspetto estetico anche nel 'Bel paese'. Una delle più celebri è l'Orchis Italica, estremamente diffusa in Sicilia, la quale si presenta con dei fiori di colore rosa con striature di tonalità più scura. Altro genere abbastanza comune nel territorio italiano è la Oprhis Apifera, dotata di una forma davvero particolare che ricorda la parte centrale dell'ape. La pianta presenta una colorazione tendente al verde scuro, con delle macchie nere. Un'orchidea selvatica molto apprezzata è la Brassia, soprannominata 'ragno' per via della sua somiglianza con l'aracnide ed è colorata di giallo, con piccole macchie scure.

Esposizione e innaffiatura delle orchidee selvatiche

Le orchidee selvatiche, di qualsiasi genere, amano i luoghi luminosi, ma soffrono se esposte ai raggi diretti del sole. Le orchidee si adattano perfettamente all'interno degli appartamenti e non risultano in grado di resistere né al freddo, né all'eccessivo caldo. Altro nemico delle orchidee selvatiche è rappresentano dall'umidità, che potrebbe causare la comparsa di alcune macchie sui fiori se troppo elevata, oppure provocare degli ingiallimenti delle foglie nel caso contrario. Per quanto riguarda la coltivazione in ambito domestico, l'innaffiatura delle orchidee deve avvenire 2-3 volte la settimana durante i periodi caldi e una volta la settimana durante l'inverno. Mentre si esegue l'operazione, è necessario evitare il ristagno dell'acqua, il quale spesso provoca dei danni irreparabili alla pianta.

Rinvaso e concimazione delle orchidee selvatiche

Il terreno più adatto per la coltivazione delle orchidee selvatiche è di tipo acido, preferibilmente povero di elementi minerali. La composizione ideale del terriccio è costituita da torba, da foglie e da terra di bosco. Il rinvaso dell'orchidea è un'operazione da compiere solo in determinati casi: quando il vaso risulta troppo piccolo per ospitare la pianta; quando si nota la presenza di parassiti o di funghi; quando il terriccio è deteriorato. Nel primo caso è preferibile rinvasare dopo la fioritura, mentre nelle altre evenienze è opportuno agire il prima possibile. Per ottenere il pieno sviluppo della pianta, è consigliata una frequente concimazione, utilizzando del concime liquido da versare lentamente sul terriccio. L'operazione va eseguita ogni due o tre settimane.

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Domande frequenti

  • Qual è il terreno migliore per coltivare le orchidee selvatiche?
    Le orchidee selvatiche richiedono un substrato acido e povero di elementi minerali. La composizione ideale combina torba, foglie decomposte e terra di bosco. Questo mix garantisce il giusto drenaggio e acidità necessari per lo sviluppo sano della pianta, evitando terreni ricchi di sali che potrebbero danneggiare le radici sensibili tipiche delle Orchidaceae.
  • Quanto spesso bisogna annaffiare le orchidee selvatiche?
    La frequenza di irrigazione varia in base alla stagione. Durante i periodi caldi, è consigliato innaffiare 2-3 volte a settimana, assicurandosi sempre che il terreno non rimanga zuppo. In inverno, le esigenze idriche diminuiscono drasticamente: basta irrigare una volta alla settimana. È fondamentale evitare assolutamente il ristagno idrico, poiché causa rapidamente marciumi radicali irreparabili.
  • Quando è necessario rinvasare un'orchidea selvatica?
    Il rinvaso non va fatto periodicamente, ma solo quando strettamente necessario. I segnali includono: il vaso diventa troppo piccolo per la pianta, comparento parassiti o funghi nel terriccio, o il substrato risulta deteriorato. Se il motivo è la crescita della pianta, attendi la fine della fioritura. In caso di malattie o deterioramento, interveni immediatamente per salvare la salute della radice.
  • Come si concimano le orchidee selvatiche?
    Per favorire il pieno sviluppo, è necessaria una concimazione regolare ma delicata. Utilizza un concime liquido specifico e diluiscilo correttamente. Versalo lentamente sul terriccio ogni due o tre settimane durante il periodo vegetativo. Evita di concimare durante la dormienza invernale o subito dopo il rinvaso, per non stressare eccessivamente l'apparato radicale della pianta.
  • Che esposizione luminosa preferiscono le orchidee selvatiche?
    Queste piante amano i luoghi molto luminosi, ma soffrono gravemente se esposte ai raggi solari diretti, che possono bruciare foglie e fiori. L'ideale è una luce filtrata o indiretta, tipica di ambienti interni ben illuminati o di giardini ombreggiati. Assicurati che la luminosità sia sufficiente per stimolare la fioritura senza esporre la pianta a stress termici o fotodanni.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineZone tropicali e climi temperati
EsposizioneLuminosa, no sole diretto
TerrenoAcido, povero di minerali (torba, foglie, terra di bosco)
Irrigazione2-3 volte/settimana estate, 1 volta/inverno, no ristagni
FiorituraPrimavera-Estate (varia per specie)
ConcimazioneConcime liquido ogni 2-3 settimane
PotaturaNon richiesta
Malattie e parassitiFunghi, parassiti vari, marciumi da eccessiva umidità
Difficoltà di coltivazioneMedia