composizione dendrobium

Orchidee

Orchidee dendrobium

Le orchidee nella variante dendrobium sono molto conosciute, soprattutto per le accese colorazioni e per l'eleganza di questi fiori. Pochi sanno però che sono della famiglia delle Orchidee.

di Redazione

03 aprile 2014

Orchidee dendrobium

Appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, Il genere Dendrobium, comprende più di 1600 specie sparse un po’ ovunque. Esistono specie originarie dell’Australia, della Nuova Zelanda, dell’Asia orientale, del Pacifico e dell’Himalaya. Le orchidee Dendrobium sono il genere più vasto e conosciuto di questa famiglia. Il loro nome deriva dal greco “dendro” che significa tronco o albero e “bios” che significa vita. In natura esistono orchidee epifite ma alcune specie sono anche litofite ed in minoranza terrestre. C’è da dire che numerosissimi, sul mercato, sono anche gli ibridi. Se volessimo descrivere morfologicamente la pianta risulterebbe alquanto difficile data la varietà di specie, alcune sono di piccole dimensioni ed altre invece raggiungono metri e metri d’altezza, delle specie sono costituite da foglie sempre verdi ed altre da foglie caduche, alcune sono formate da foglie singole ed altre da gruppi. L’unica caratteristica che accomuna la maggior parte delle specie è quella di dare vita a dei Keiki. Questi sono delle nuove piantine di orchidee che, una volta diventate grandi e forti, possono essere staccate dalla pianta madre e poste separatamente in un vaso.

Coltivazione

Come già scritto precedentemente, questo genere, è il più numeroso e comprende specie che vivono in habitat differenti. Alcune specie crescono in zone con un clima tropicale, altre crescono in luoghi in cui sia le temperature che l’umidità è sempre costante ed altre ancora che crescono in zone in cui il clima è temperato. Da ciò deriva il fatto che è difficile spiegare in che modo vanno coltivate queste piante, ogni specie ha delle esigenze particolari. Nonostante tutto, le orchidee Dendrobium, non sono piante di difficile coltivazione dal momento in cui che ci sono tantissime varietà ed è semplice trovare la specie che più si avvicina alla pianta in nostro possesso. Quello che possiamo dire riguardo queste orchidee è che vanno annaffiate al mattino in modo tale che le si asciugano prima dell’arrivo della notte. Importante è prestare attenzione durante le irrigazioni perché queste piante non amano la formazione di ristagni idrici e quindi l’acqua in eccesso potrebbe danneggiarle. La cosa fondamentale per tutte le piante di questo genere è mantenere un ambiente umido intorno ad esse. Per creare umidità nell’aria basta porre dell’argilla espansa o dei ciottoli in un sottovaso. La quantità di umidità da creare nel luogo in cui viene posta la pianta è diversa a seconda della specie e delle temperature di quel posto, se le temperature sono elevate la pianta ha bisogno di maggiore quantità.

Terreno e rinvaso

Prima di rinvasare, le orchidee, vanno bagnate in modo tale che le radici si rendono più elastiche e quindi si evitano rotture o danni. Successivamente le radici vanno pulite e vanno rimossi i residui, le radici morte o danneggiate vanno tagliate. Si consiglia di procedere con molta calma facendo in modo da non disturbare troppo la pianta dato la loro sensibilità. Nel caso in cui vengono utilizzati degli attrezzi per rimuovere le parti della pianta danneggiate è giusto sapere che gli attrezzi vanno puliti e disinfettati, prima e dopo l’uso, possibilmente alla fiamma. Quando rimoviamo le radici dal vaso, se ci accorgiamo che sono attaccate ad esso, bisogna immergere il vaso per una mezzoretta in acqua tiepida. Se questo procedimento non dovesse funzionare si consiglia di tagliare il vaso e di non forzare le sensibilissime radici. Il vaso scelto per il rinvaso deve essere lavato bene e lasciato in acqua per qualche giorno in modo tale da rimuovere ogni tipo di impurità presente al suo interno. La polvere e alcuni residui che si soffermano sul sottofondo possono creare dei problemi alle piante nel corso del loro sviluppo.

Concime

In natura, le orchidee, non dispongono di una grande quantità di elementi nutritivi fondamentali per il loro sviluppo ed è per questo motivo che le concimazioni hanno tanta importanza. La nutrizione di queste piante avviene grazie all’assorbimento di sostanze come Ossigeno, Idrogeno e Carbonio che vengono prelevati dall’aria e dall’acqua. Dal terreno invece prelevano sostanze come l’Azoto, il Fosforo, il Potassio, lo Zolfo, il Calcio e il Magnesio. Ma oltre a questi elementi, le orchidee hanno bisogno anche di altri microelementi come il Ferro, lo Zinco, il Rame, il Manganese, il Boro, il Molibdeno, il Cobalto, il Cloro e il Sodio. Tutte queste sostanze elencate sono necessarie per le piante ma la loro presenza non è sempre presente, varia a seconda della luce, delle temperature e dell’umidità. Il concime da somministrare a queste piante deve essere un concime liquido da diluire nell’acqua utilizzata per le annaffiature. Per favorire una fioritura abbondante si somministra del concime secondo la formula 10:30:20, l’Azoto va diminuito e vanno aumentati Fosforo e Potassio. Per favorire la ripresa vegetativa va somministrato del concime secondo la formula 30:10:10, maggiore quantità di Azoto e quantità uguali di Fosforo e Potassio. Durante tutti gli altri periodi, le Orchidee, vanno somministrate seguendo la formula 20:20:20.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente le orchidee Dendrobium?
    Le Dendrobium richiedono annaffiature regolari ma mai eccessive, preferibilmente al mattino per permettere all'acqua in eccesso di evaporare prima della sera. È fondamentale evitare i ristagni idrici nelle radici, poiché causano marciumi. Inoltre, queste piante apprezzano un ambiente umido: puoi aumentare l'umidità ambientale posizionando il vaso su un sottovaso riempito di argilla espansa o ciottoli con acqua, assicurandoti però che il fondo del vaso non tocchi direttamente l'acqua.
  • Qual è il concime migliore per farle fiorire?
    Per stimolare una fioritura abbondante, utilizza un concime liquido con una formula ricca di Fosforo e Potassio rispetto all'Azoto, come la proporzione 10:30:20. Al contrario, per favorire la ripresa vegetativa e la produzione di nuovi fusti, prediligi un concime ricco di Azoto (formula 30:10:10). Durante i periodi di mantenimento generale, una formula bilanciata 20:20:20 è adeguata. Somministra sempre il concime diluito nell'acqua delle annaffiature, seguendo le dosi indicate.
  • Cosa sono i 'Keiki' e come si riproducono?
    I Keiki sono piccoli germogli o 'figlioline' che si sviluppano sui fusti delle Dendrobium mature. Questa è la principale modalità di propagazione clonale per molte specie. Quando il Keiki ha sviluppato proprie radici aeree robuste e foglie sufficienti, può essere separato con cautela dalla pianta madre utilizzando strumenti disinfettati. Una volta staccato, va trapiantato in un substrato adatto per orchidee per crescere indipendentemente.
  • Come si effettua il rinvaso senza danneggiare le radici?
    Prima di rinvasare, bagna il pane radicale per renderlo elastico e meno fragile. Rimuovi delicatamente la pianta dal vaso vecchio; se le radici sono incollate, immergi il vaso in acqua tiepida per circa 30 minuti per sciogliere il substrato vecchio. Taglia eventuali radici morte o marce con cesoie disinfettate. Scegli un vaso nuovo pulito e disinfettato, leggermente più grande del precedente, e riempi con nuovo substrato per orchidee, facendo attenzione a non compattare troppo il materiale.

Scheda Tecnica

Dendrobium spp.

Nome scientificoDendrobium spp.
FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita, litofita o terrestre (ibridi comuni)
OrigineAsia orientale, Australia, Nuova Zelanda, Pacifico, Himalaya
EsposizioneLuce diffusa/indiretta (varia in base alla specie)
TerrenoSubstrato drenante per orchidee (corteccia, perlite, ecc.)
IrrigazioneRegolare al mattino, evitare ristagni, mantenere alta umidità ambientale
FiorituraPrimavera/Estate (variabile in base alla specie e ibrido)
AltezzaDa pochi cm a diversi metri (molto variabile)
ConcimazioneLiquido bilanciato (20:20:20), alto fosforo/potassio per fioritura (10:30:20), alto azoto per crescita (30:10:10)
PotaturaAsportazione keiki maturi, taglio radici morte/disinfettate
MoltiplicazioneDivisione dei keiki (figlioli) sviluppati
Malattie e parassitiSensibile a marciumi da ristagno, funghi se aria stagnante
Difficoltà di coltivazioneMedia (facile se si sceglie specie adatta al proprio ambiente)