orchidee paphiopedilum

Orchidee

Orchidee Paphiopedilum

Le orchidee paphiopedilum sono una delle numerosissime varianti di Orchidea che vale la pena di analizzare e conoscere meglio per trarne i migliori benefici.

di Redazione

16 aprile 2014

Orchidee Paphiopedilum

Questo genere appartiene alla famiglia delle Orchidaceae e comprende circa una cinquantina di specie di orchidee. Le orchidee Paphiopedilum hanno avuto origine nella Malesia, nell’Asia tropicale, nella Sumatra e nelle isole vicine. Il loro nome deriva dal greco “Paphie” che indica la dea di Paphos Afrodite e “pedilon” che significa sandalo. Da ciò deriva il nome “il sandalo di Afrodite” o “la scarpetta di venere” a causa della forma del suo fiore. Queste orchidee sono piante terrestri e raramente epifite. La bellezza di queste opiante è data non solo dai loro bellissimi fiori ma anche dalle foglie. Lo stelo floreale, che nasce dal centro delle foglie, da vita ad un solo fiore, raramente ne produce due o più. I fiori delle orchidee Paphiopedilum sono grandi e coloratissimi ed i petali sono due, spesso molto lunghi. Le fioriture durano tanto sia come fiore reciso che sulla pianta, anche due mesi. Gli ibridi, invece, hanno la capacità di fiorire anche due volte l’anno.

Coltivazione

Coltivare questi tipi di piante non è un’azione difficile ma sono richieste molte cure e particolari attenzioni per ottenere un ottimo sviluppo. Per esempio, per quanto riguarda le temperature, le orchidee Paphiopedilum hanno bisogno di temperature particolari che variano a seconda della specie di appartenenza. In base a ciò detto. Le piante vengono divise in due gruppi. Nel primo gruppo ci sono le specie caratterizzate da foglie di colore verde lucente e che producono un solo fiore. Queste specie possono essere coltivate in ambienti freschi, con delle temperature che, d’inverno, non scendono al di sotto dei 7°C di notte e non superano i 15°C di giorno e d’estate non scendono al di sotto degli 8°C sempre di notte e non superano i 18°C di giorno. Ne secondo gruppo ci sono le specie con le foglie screziate e che sono divise in altri due gruppi: il primo è quello delle orchidee che producono solo un fiore e che richiedono temperature un po’ più elevate rispetto a quelle del primo gruppo, il secondo è quello delle orchidee che producono più di un fiore e che hanno bisogno di temperature ancora maggiori rispetto alle precedenti.

Esposizione, terreno e rinvaso

La suddivisione in gruppi e la varietà di specie appartenenti a questo genere ci portano a dire che le esposizioni e le esigenze di luce delle orchidee sono variabili tra loro. Ogni specie ha un qualcosa di differente dalle altre e quindi richiede particolari cure. Generalmente però, una cosa possiamo affermala: le orchidee non richiedono particolari esigenze in fatto di luce, anzi si consiglia una luce moderata. Il terreno ideale per la coltivazione delle Paphiopedilum è un substrato costituito dal miscuglio di bark, torba di sfagno filamentosa, sabbia grossolana e pomice. In questo modo garantiremo alla nostra pianta un terriccio in gradi di far respirare le radici e trattenere la giusta quantità di umidità. Per quanto riguarda il rinvaso, esso va effettuato nel momento in cui ci accorgiamo che le radici hanno occupato tutto lo spazio e quindi il vaso comincia a diventar piccolo oppure quando il terreno è diventato troppo vecchio. Solitamente, il rinvaso, va eseguito ogni due anni nel periodo primaverile. Per la scelta del vaso basti prendere un vaso leggermente più grande rispetto a quello precedente, 2/3 centimetri di spazio tra la pianta ed il vaso sono più che sufficienti. Prima di effettuare il rinvaso, si ricorda che il vaso va lasciato in immersione per alcuni giorni in modo tale da rimuovere la polvere e le impurità che si depositano sul fondo.

Annaffiature e concimazione

Queste orchidee hanno bisogno di essere annaffiate regolarmente durante tutto l’anno in modo tale che il terriccio si mantenga umido. Più sono elevate le temperature e più devono essere frequenti le annaffiature. Si consiglia di annaffiare queste piante durante le prime ore della giornata in modo tale che, nel caso in cui le foglie si siano bagnate, hanno la possibilità di asciugarsi prima che cali la sera. Porre la massima attenzione a non provocare dei ristagni idrici perché si rischia di provocare danni alla pianta. Le orchidee Paphiopedilum sono piante che hanno bisogno di crescere in ambienti umidi e, per questo motivo, si consiglia di porre il vaso su di un sottovaso con dentro dell’argilla espansa o della ghiaia. Per quanto riguarda le concimazione, queste orchidee, non hanno particolari esigenze a riguardo dato che sono delle piante terrestri e quindi ricavano il loro nutrimento dal terreno utilizzato per la coltivazione. Se il terreno scelto per coltivare corrisponde a ciò di cui hanno bisogno, le concimazioni vanno effettuate nel periodo primaverile rispettando la formula bilanciata 30:10:10 (30 parti di Azoto, 10 parti di Fosforo e 10 parti di Potassio). Nel periodo autunnale, invece, i concimi vanno somministrati secondo la formula 20:20:20. Durante il resto dei periodi dell’anno le concimazioni possono essere anche sospese. Le dosi da somministrare sono 0,3 grammi per un litro d’acqua, anche se questa resta una indicazione piuttosto generale ma molto dipende dal tipo di concime utilizzato: buona norma è leggere le istruzioni specifiche del prodotto.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di temperatura per le Paphiopedilum?
    Le esigenze termiche dipendono dalla specie. Quelle a foglie verdi lucide preferiscono climi freschi, con notti sopra i 7°C e giorni intorno ai 15°C in inverno. Le specie a foglie screziate necessitano di temperature più elevate. È fondamentale evitare sbalzi termici bruschi e mantenere l'ambiente stabile per favorire la crescita sana e la fioritura regolare.
  • Come preparare il substrato giusto per il rinvaso?
    Il mix ideale deve essere aerato e trattenere umidità senza compattarsi. Utilizza un composto di corteccia (bark), torba di sfagno filamentosa, sabbia grossolana e pomice. Questo substrato garantisce il corretto drenaggio delle radici, prevenendo il marciume, e permette alla pianta di attecchire bene. Il rinvaso va fatto ogni due anni in primavera, scegliendo un vaso solo leggermente più grande (2-3 cm in più).
  • Quanto spesso innaffiare e come concimare correttamente?
    Annaffia regolarmente per mantenere il terriccio umido, aumentando la frequenza con l'aumentare delle temperature. Innaffia al mattino per permettere all'eventuale acqua sulle foglie di evaporare. Per la concimazione, usa una formula bilanciata 30:10:10 in primavera e 20:20:20 in autunno, diluendo 0,3g per litro d'acqua. Sospendi i fertilizzanti nel resto dell'anno se il substrato è adeguato.
  • Quale esposizione luminosa è consigliata?
    Generalmente, le Paphiopedilum non richiedono molta luce diretta. Preferiscono un'esposizione moderata e filtrata, simile a quella che troverebbero sul sottobosco. Evita assolutamente il sole diretto che potrebbe bruciare le foglie. Una finestra esposta a est o nord, oppure una zona ben illuminata ma lontana dai raggi solari diretti, è l'ideale per garantire una crescita rigogliosa e fiori sani.

Scheda Tecnica

Paphiopedilum spp.

Nome scientificoPaphiopedilum spp.
FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaPerenne terrestre (raramente epifita)
OrigineAsia tropicale, Malesia, Sumatra e isole vicine
EsposizioneLuce moderata, indiretta; evitare sole diretto
Temperatura minima7°C (specie a foglia verde)
TerrenoMiscela drenante: bark, torba di sfagno, sabbia grossolana, pomice
IrrigazioneRegolare, mantenere substrato umido ma mai zuppo; evitare ristagni
FiorituraDuratura fino a 2 mesi; ibridi possono fiorire due volte l'anno
AltezzaVariabile in base alla specie
ConcimazionePrimavera (NPK 30:10:10), Autunno (NPK 20:20:20); sospendere altrove
PotaturaAsportare gli steli appassiti dopo la fioritura
MoltiplicazioneDivisione dei cespi (separazione dei polloni laterali)
Malattie e parassitiRischio marciume radicale da eccesso idrico; afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia; richiede costanza in irrigazione e umidità ambientale