pino marittimo

Alberi Conifere

Pino marittimo

Una conifera tipica dei litorali, forte e robusta, che cresce velocemente e si adatta a terreni sabbiosi e venti salmastri. Il pino marittimo ci regala un paesaggio unico e verdeggiante in grado di infondere tranquillità e pace

di Redazione

23 ottobre 2015

Generalità

Il Pino marittimo (Pinus pinaster) è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Pinaceae che raggiunge i 30 m di altezza per 7 di ampiezza, con un tronco slanciato e colonnare, a volte curvo ma più spesso dritto o al limite inclinato, e la chioma che da conica coi rami che ascendono verso l’alto si fa via via sempre più allargata, a ombrello. La corteccia è grigia prima e rossiccia poi, solcata da fessure profonde che evidenziano delle placche di forma irregolare. Le foglie portate dai brachiblasti e disposte a spirale sono aghi appuntiti e pungenti, rigidi, verdi dalla sfumatura più o meno glauca, a margine dentato. Arrivano a 20 cm di lunghezza e una guaina le tiene unite a coppie. Contengono canali resiniferi e quando piove rilasciano sostanze che una volta cadute al suolo possono inibire la germinazione di altre piante incluso il frumento e lo stesso Pino marittimo. La fioritura avviene tra febbraio e maggio, con microsporofilli maschili dai molti stami rilascianti un polline scarsamente allergenico che si riuniscono a formare coni ovoidali colorati di giallo-rosa, e i macrosporofilli femminili formati da squame sia fertili che sterili riunite a formare un cono giallo-viola. I coni fecondati maturano nel giro di un anno circa, lignificando e assumendo un colore scuro, e sono lunghi 14-21 cm. I semi contenuti nelle pigne, i pinoli, sono piccoli e allungati, provvisti di ala per la dispersione anemocora. La pianta produce grandi quantità di resina che per distillazione dà origine alla trementina impiegata come solvente in pittura, nel restauro oppure nei medicinali e alla colofonia usata dai violinisti per gli archi dei loro strumenti. Dall’albero si ottiene anche il bitume usato come impermeabilizzante e preservante per il legno. Entra in simbiosi con il Bianchetto, un tipo di tartufo commestibile che quando matura emana un caratteristico odore d’aglio. Cresce velocemente soprattutto quando è giovane, anche 1 metro all’anno, per contro però non è particolarmente longevo.

Clima e terreno

Il Pino marittimo è presente nella nostra Penisola tra 0 e 800 metri sul livello del mare, in tutte le regioni tranne Valle d’Aosta, Trentino, Marche, Calabria e Basilicata, soprattutto in boscaglie (a volte con il leccio) e in boschi costieri. E’ un albero che si adatta abbastanza per quanto riguarda il terreno, sia in fatto di impasto che di pH, anche se non sopporta terreni argillosi né troppo basici, l’importante è che gli venga assicurato un buon drenaggio. Può crescere su suoli molto poveri e aridi, tollera ovviamente molto bene le esposizioni marittime, e necessita del pieno sole. Essendo xerofilo, lontano dai litorali dove la presenza del mare mitiga la rigidezza del clima, può soffrire durante l’inverno.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Pino marittimo si propaga per seme subito dopo la raccolta oppure nel tardo inverno, in contenitori singoli in serra fredda. Eventualmente si può fornire un breve periodo di vernalizzazione (4 settimane a 4°C) ai semi per incrementare la germinazione della semente conservata. A causa dell’estensione dell’apparato radicale i semenzali vanno posti a dimora il prima possibile e durante il primo inverno all’aperto è bene fornire loro un certo riparo. In questo modo si avrà la miglior crescita possibile. In alternativa è possibile trapiantare giovani esemplari tra i 30 e i 90 cm di altezza al massimo, pena l’arresto completo della crescita per diversi anni e la minore stabilità nei confronti del vento. Volendo procedere per propagazione vegetativa è bene ricordare che le talee radicano solo se prese da alberi con meno di 10 anni di età. Si preleva tutto il fascio di foglie avendo cura di eliminare le gemme dalla talea qualche settimana prima di tagliarla. Per le sue caratteristiche il Pino marittimo è ideale in filari in ambienti costieri, come frangivento oppure come barriera per non far avanzare le dune di sabbia. Può consolidare terreni sabbiosi con grande successo. Molto bello in filari lungo le strade, ma anche come specie isolata in contesti ampi, naturali, può dare buoni risultati. E’ necessario fare attenzione al suo apparato radicale ampio. Sarebbe bene non piantarlo mai troppo vicino a un’abitazione o ai marciapiedi.

Parassiti e malattie

Tra i parassiti del Pino marittimo ricordiamo la processionaria del pino, gli acari e gli afidi. Viene colpito come altri congeneri dal cancro resinoso del pino, una grave malattia estremamente contagiosa proveniente dagli Stati Uniti e causata dal fungo che nella forma conidica prende il nome di Fusarium circinatum. I sintomi sono scolorimento degli aghi che infine diventano marroni, cuscinetti di spore rosa attorno al colletto della pianta i cui tessuti si impregnano di resina, cancri del fusto e dei rami e essiccazioni delle parti distali dell’albero. Le piante adulte di solito vengono deturpate ma non muoiono, quelle molto giovani invece non hanno scampo.

Caratteristiche del legno e utilizzi

La corteccia del Pino marittimo si usa come pacciamatura. Il suo legno è tenero, grossolano, molto ricco di resina, e si usa per produrre pasta da carta e imballaggi. In realtà al giorno d'oggi l'utilizzo del pino marittimo è più legato al consolidamento delle spiagge e dei litorali che ad una funzione produttiva vera e propria. La funzione ecologica è assicurata dalle sue radici e dal fatto che cresce benissimo in zone marittime. Un tempo il pino marittimo era utilizzato e sfruttato anche per la sua produzione di resina ma attualmente questa funzione produttiva è svanita.

Varietà

Segnaliamo le tre sottospecie di Pino marittimo: Pinaster che colonizza le coste atlantiche, Escarena delle coste del Mediterraneo, e Renoui tipica dei monti dell’Atlante.

Potatura

Il pino è uno degli arbusti più popolari del nostro territorio mediterraneo. Se si desidera potare un pino marittimo, il periodo migliore per realizzare la potatura è l’inverno. Questo perché in primavera la pianta mostra le sue prime foglie, o meglio i suoi aghi, mentre in autunno questi cadono a terra. In inverno invece, il pino si trova in uno stato vegetativo ed è in piena forza per poter affrontare nella maniera migliore una possibile potatura. Usualmente, la potatura del pino marittimo viene realizzata esclusivamente per far sviluppare al meglio la chioma o ancora per ripulire la pianta dai rami più secchi. Un errore da non compiere è la cimatura del pino, ossia il taglio della punta. In questo caso il pino marittimo non avrebbe la capacità di ricreare nuovi rami laddove sono stati recisi e questo, causerebbe uno scompenso significante nella sua crescita.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali rischi fitosanitari per il Pino marittimo?
    Il principale pericolo è rappresentato dal cancro resinoso del pino, causato dal fungo Fusarium circinatum, originario degli USA. Questa malattia provoca lo scolorimento degli aghi in marrone, la formazione di cuscinetti di spore rosa al colletto e cancri sul fusto. Mentre gli esemplari adulti sopravvivono spesso rimanendo deformati, le piante giovanili rischiano la morte certa. Altri parassiti comuni includono la processionaria del pino, gli acari e gli afidi, che richiedono monitoraggio costante per essere gestiti efficacemente.
  • Come e quando si deve potare il Pino marittimo?
    La potatura va eseguita preferibilmente in inverno, quando la pianta è in uno stato vegetativo ottimale per guarire. L'intervento serve principalmente a ripulire i rami secchi e a modellare la chioma. È fondamentale evitare assolutamente la cimatura, ovvero il taglio dell'apice vegetativo: il pino marittimo non è in grado di emettere nuovi germogli da punti di taglio vecchi, causando uno stop permanente alla crescita in quell'area e uno scompenso estetico e strutturale nell'albero.
  • È adatto per giardini vicini a case o marciapiedi?
    No, il Pino marittimo non è consigliato per spazi ristretti o vicini a strutture. Sviluppa un apparato radicale molto esteso e superficiale che può danneggiare fondamenta, marciapiedi e tubazioni. Inoltre, crescendo rapidamente fino a 30 metri, richiede molto spazio aereo. È ideale invece per grandi aree, come frangivento costiero, consolidamento di dune sabbiose o filari stradali, dove può esprimere appieno il suo potenziale ecologico senza creare problemi strutturali.
  • Che tipo di terreno e clima preferisce?
    Predilige terreni sabbiosi, poveri e ben drenati, evitando quelli argillosi o eccessivamente basici. Tollera la siccità e la salinità marina, essendo una specie xerofila adattata ai litorali. Richiede esposizione a pieno sole. Sebbene cresca bene fino a 800 metri di quota, lontano dalle zone costiere miti può soffrire il freddo intenso invernale, necessitando quindi di protezioni per i primi anni di vita.

Scheda Tecnica

Pinus pinaster

Nome scientificoPinus pinaster
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaConifera sempreverde
OrigineMediterraneo e Atlantico
EsposizionePieno sole
TerrenoSabbioso, ben drenato, povero
IrrigazioneModerata, tollerante alla siccità
FiorituraFebbraio-Maggio
AltezzaFino a 30 m
ConcimazioneNon necessaria, terreni poveri
PotaturaInvernale, evitare cimatura apicale
MoltiplicazioneSemina, talea (solo su giovani esemplari)
Malattie e parassitiProcessionaria, acari, afidi, cancro resinoso (Fusarium circinatum)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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