catalpa bignonioides

Alberi Latifolie

Catalpa

Un albero esotico, dalla fioritura abbondate e vistosa, molto profumata, che si adatta a molti terreni e resiste a inquinamento e aridità.

di Redazione

07 luglio 2011

Generalità

La Catalpa (Catalpa bignonioides) detta anche Albero dei sigari è un albero originario degli Stati Uniti introdotto in Europa nel ‘700 a scopo ornamentale. Appartiene alla famiglia delle Bignoniaceae. Oltre a questo, deve il suo nome alla latinizzazione del nome amerindo della pianta. E’ un albero di 8-15 m a portamento espanso, a ombrello, con la chioma fitta e globosa, quasi sferica, tipica dell’età giovanile che poi diventa molto più larga che alta, rada e irregolare, soprattutto se non viene potata. Il tronco è molto corto e rastremato. Talvolta mancante, talvolta tozzo, sgraziato e tortuoso. Le branche principali sono più lunghe del tronco, inserite a angolo aperto, le ramificazioni secondarie sono rade, i ramoscelli sono verdastri, fragili, punteggiati da numerose lenticelle. La corteccia è verdastra, liscia e opaca, che si fa sempre più screpolata, scagliosa e color bruno chiaro con l’età. Le foglie che vengono emesse a maggio inoltrato sono semplici, verticillate a gruppi di tre, ampie e tenere, di 15-20 x 20-30 cm. Quando vengono strofinate emanano cattivo odore. Hanno un lungo picciolo e sono ovato acute, intere o lobate in due lobi laterali triangolari, con margini ondulati e apice acuminato. Alla fogliazione sono pubescenti e purpuree, successivamente diventano verde chiaro, con la pagina inferiore tormentosa e più chiara, mentre in autunno assumono una colorazione giallo dorata. I fiori che compaiono a giugno sono riuniti in pannocchie terminali e erette, abbondanti e voluminose. Sono ermafroditi e profumati, con la corolla tubulosa e campanulata, bianca, maculata o punteggiata di rosso-porpora nelle fauci e striata di giallo. I frutti sono capsule cilindriche (da cui il nome di Albero dei sigari) riunite in gruppi di 5-7 elementi. Simili a legumi, pendule, sono lunghe 20-50 cm e larghe meno di 1 cm, di colore verde giallastro e poi brune e persistenti durante tutto l’inverno fino alla primavera successiva quando liberano i numerosi semi alati. L’apparato radicale è robusto, relativamente profondo e espanso anche in superficie.

Cliama e terreno

Nella nostra penisola la Catalpa è raramente presente allo stato selvatico. La sua naturalizzazione tra 0 e 600 metri sul livello del mare interessa solo Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. La Catalpa è una pianta robusta, eliofila, che tollera poco anche la mezzombra. Vegeta su terreni fertili, mediamente o notevolmente profondi, freschi, umidi, ma contemporaneamente permeabili, non eccessivamente compatti. Vuole pH da neutro a mediamente basico. Resiste ai geli tardivi, molto meno alla grandine e agli inverni rigidi. La temperatura media del mese più freddo non deve scendere al di sotto di 5/0°C. Non ha problemi a sopportare l’aridità e l’inquinamento.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione della Catalpa avviene (anche spontaneamente) per seme a primavera, previa immersione in acqua. Altre modalità di riproduzione sono tramite barbatelle di radici, margotta, talea. Le cultivar vengono innestate sulla specie tipica. Trapianti e impianti si effettuano in primavera. Nei 3-4 anni successivi va curata l’irrigazione, la fertilizzazione con materia organica e eventualmente le potature di formazione. La pianta vuole un certo spazio attorno e non è adatta a contesti troppo angusti o come vicina di altre essenze arboree. Non è molto longeva (di rado arriva superandolo al secolo di vita) e la crescita è rapida su substrati fertili e riforniti di acqua e in climi non troppo rigidi, dove invece vegeta poco e lentamente. La sua sensibilità elevata ai venti richiede che le potature vengano effettuate anche a maturità, ma bisogna tener conto del fatto che più viene potata e meno fiorisce. La Catalpa viene usata come esemplare isolato in giardini pubblici, o come alberatura stradale, dove si fa notare grazie alla copiosa fioritura primaverile. Non va inserita in contesti naturalistici. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare date le dimensioni delle sue foglie, non produce molta ombra.

Parassiti e malattie

Larve di lepidotteri e larve minatrici possono attaccare il fogliame della pianta, di solito senza esiti funesti. Le malattie fungine possono costituire un problema maggiore. Tra i patogeni fungini segnaliamo il Vericillium che provoca disseccamento diffuso dei rami e nei casi più gravi può causare la morte della pianta. La muffa bianca Erysiphe catalpae tipica della specie e originaria del Nord America non è ancora stata segnalata in Italia, mentre è arrivata in altri paesi Europei tra cui l’Inghilterra e la Polonia.

Caratteristiche del legno

La Catalpa ha legno fragile, difficilmente marcescibile anche se sommerso, ma di nessun interesse economico.

Varietà

Tra le varietà di Catalpa segnaliamo: “Aurea” più piccola della specie tipica e dal fogliame vellutato color giallo oro in estate, adatta a giardini come esemplare isolato da associare eventualmente a una clematis rampicante, o come sfondo a una bordura mista. “Nana” che arriva a 5 m di altezza per 3 di ampiezza, chioma globosa, adatta a strade e aree pavimentate. “Variegata purpurea” con foglie inizialmente di color porpora-marrone, che con il passare delle settimane diventano verdi. “Variegata” a foglie chiazzate sui toni dei gialli e verdi.

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Domande frequenti

  • Perché la Catalpa è chiamata "Albero dei sigari"?
    Il soprannome deriva dai suoi frutti, che sono capsule cilindriche lunghe 20-50 cm, sottili e pendule, simili a lunghi sigari o legumi. Queste strutture rimangono sull'albero spesso per tutto l'inverno, diventando brune prima di aprirsi in primavera per rilasciare i semi alati.
  • Quanto velocemente cresce la Catalpa e quanto vive?
    La Catalpa ha una crescita rapida, specialmente nei primi anni se il terreno è fertile e ben irrigato. Tuttavia, non è una pianta particolarmente longeva: raramente supera il secolo di vita. Cresce meglio in climi miti, mentre vegeta lentamente nelle zone con inverni molto rigidi.
  • La Catalpa produce molta ombra nonostante le grandi foglie?
    Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la Catalpa non produce molta ombra. Anche se le foglie sono ampie (fino a 30 cm), la chioma tende a diventare rada e irregolare con l'età, soprattutto se non sottoposta a potature rigorose, permettendo comunque il passaggio di buona parte della luce solare.
  • Quali sono i rischi principali legati alle radici o alla struttura?
    L'apparato radicale è robusto ed espanso, talvolta superficiale, quindi attenzione a distanze da muri o tubazioni. Inoltre, i rami sono fragili e sensibili ai venti forti e alla grandine. La pianta teme gli ambienti angusti e non va piantata vicino ad altre essenze arboree per mancanza di spazio vitale.
  • Come si riproduce correttamente la Catalpa?
    La propagazione principale avviene per seme in primavera, dopo aver immerso i semi in acqua per favorire la germinazione. Si possono usare anche barbatelle di radice, margotte o talee. Le cultivar selezionate vengono solitamente innestate sulla specie tipica per garantire caratteristiche uniformi. I trapianti vanno fatti in primavera.

Scheda Tecnica

Catalpa bignonioides

Nome scientificoCatalpa bignonioides
FamigliaBignoniaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo a portamento espanso
OrigineStati Uniti d'America
EsposizionePieno sole (eliofila), tollera scarsa mezzombra
TerrenoFertile, fresco, umido, permeabile, pH neutro-basico
IrrigazioneRegolare nei primi 3-4 anni; adulta resistente all'aridità
FiorituraGiugno (pannocchie terminali bianche/maculate)
Altezza8-15 metri
ConcimazioneMateria organica nei primi anni di sviluppo
PotaturaLeggera, preferibilmente dopo la fioritura; riduce la fioritura se eccessiva
MoltiplicazioneSeme (previa immersione), barbatelle di radice, margotta, talea
Malattie e parassitiLarve di lepidotteri/minatrici (foglie); marciume da Verticillium (radici/tronco); muffa bianca (Erysiphe catalpae - rara in Italia)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede spazio, teme grandine e venti forti)

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