Stagno artificiale

Progettazione giardini

Stagno

Come realizzare uno stagno o un laghetto nel tuo giardino. La guida completa con tutti i segreti per stupire i tuoi ospiti.

di Redazione

22 febbraio 2017

Come costruire uno stagno artificiale e la sua fauna

Lo stagno, più o meno ampio che sia, è una superficie di acqua dolce in cui può abitare una varietà di flora e fauna piuttosto ampia. Nel loro stato spontaneo, al giorno d'oggi è difficile trovarne e quelli rimasti vengono protetti per tutelare le specie che vi dimorano. Questo ha portato ai possessori di un giardino o di un terreno alla creazione di stagni artificiali che possono variare per la forma con cui sono costruiti, le dimensioni e la varietà delle specie faunistiche e di flora che vi vengono introdotte. Il primo stadio da realizzare è la creazione di un ecosistema che sia adatto ad ospitare diverse specie animali. Normalmente la fauna di uno stagno artificiale è composta da rane, pesci, girini, libellule, farfalle, anatre, oche e altre specie. Sarà molto importante equilibrare la superficie del laghetto al fondale per evitare scompensi.

Temperatura e flora dello stagno artificiale

Nel costruire uno stagno o laghetto artificiale bisogna tenere conto anche della temperatura. Questo in quanto la temperatura modifica la quantità di ossigeno presente nell'acqua. A temperature più rigide si può avere una maggiore quantità di ossigeno rispetto alle temperature elevate, addirittura fino al triplo. Per queste ragioni le temperature fresche se non addirittura fredde permettono la vivificazione di una più ampia varietà di specie animali. Occorrerà quindi tenere sotto controllo l'innalzamento estivo delle temperature. Lo stagno potrà quindi contenere e ospitare anche diverse piante acquatiche che lo potranno valorizzare e abbellire. Fra queste ricordiamo le canne, le tife e le ninfee. Ricordiamoci che la flora di uno stagno si differenzia in quelle specie (idrofite) che vivono completamente sommerse nell'acqua da quelle elofite che si trovano sempre in superficie.

Realizzazione di uno stagno artificiale

Per realizzare il proprio stagno artificiale dobbiamo inoltre tenere conto di alcuni fattori. Per quanto concerne la posizione, l'ideale è che venga orientato a sud. Bisogna evitare di creare l'impianto troppo esposto al sole per evitare la formazione e la proliferazione delle alghe. Anche le dimensioni sono importanti, infatti uno stagno che abbia massimo 1 metro e mezzo di profondità e una superficie di meno di 8 metri quadri assicura protezione dalle gelate invernali. Molto utile sarà la presenza di una fonte d'acqua vicina che possa rifornire il proprio stagno. Per realizzare uno stagno perfettamente occorre effettuare prima uno scavo setacciando il terreno da zolle e sassi e poi riempire i primi strati di copertura. Questo garantirà un fondale molto compatto ed eviterà che il telo di protezione si rompa.

Luce e manutenzione

Uno dei fattori di cui dobbiamo tenere conto nella creazione di uno stagno artificiale è ovviamente la luce. Questo perché dalla luce dipende la vita di uno stagno. Il processo di vita della flora infatti dipende dalla fotosintesi clorofilliana sia per gli elementi che galleggiano in superficie che per quelli che contornano il laghetto. Sarà a questo punto opportuno eliminare le piante a foglie galleggianti troppo espanse quando queste coprono la superficie impedendo la fotosintesi. Per quanto riguarda la manutenzione del proprio laghetto, questa va effettuata annualmente, con preferenza ai mesi di settembre-ottobre quando il maggior numero di anfibi si è allontanato dall'acqua e gli altri animali hanno, dato il clima, la possibilità di spostarsi. Bisogna quindi rimuovere le piante acquatiche morte e verificare le eventuali carenze d'ossigeno per i mesi invernali. Tagliare infine le superfici verdi circostanti a un'altezza non troppo bassa.

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Domande frequenti

  • Qual è la posizione ideale per collocare uno stagno artificiale?
    La posizione ottimale per uno stagno è orientata a sud, ma bisogna evitare che sia troppo esposto direttamente al sole durante le ore più calde. Un'esposizione eccessiva favorisce la proliferazione delle alghe, compromettendo la chiarezza dell'acqua e l'equilibrio ecologico. È fondamentale trovare un compromesso luminoso che permetta la fotosintesi alle piante acquatiche senza surriscaldare eccessivamente l'ambiente, garantendo così un habitat salubre per la fauna.
  • Come gestire la temperatura e l'ossigenazione dello stagno in estate?
    La temperatura influisce direttamente sulla quantità di ossigeno disciolta: l'acqua fredda ne contiene di più rispetto all'acqua calda. In estate, il rischio di ipossia aumenta, mettendo a rischio la fauna. Per mitigare il problema, è consigliabile mantenere uno stagno con una profondità massima di 1,5 metri e una superficie inferiore agli 8 metri quadrati, poiché queste dimensioni aiutano a proteggere il fondo dalle gelate invernali e stabilizzano meglio le variazioni termiche estive, favorendo un ecosistema più resiliente.
  • Quando e come si effettua la manutenzione annuale dello stagno?
    La manutenzione principale va eseguita annualmente, preferibilmente tra settembre e ottobre. In questo periodo, molti anfibi hanno già abbandonato l'acqua e gli altri animali possono spostarsi più facilmente grazie al clima ancora mite. Durante l'intervento, è necessario rimuovere le piante acquatiche morte per evitare decomposizioni nocive, verificare le eventuali carenze di ossigeno pre-invernali e tagliare l'erba sulle sponde a un'altezza moderata, evitando di rasare troppo vicino al suolo.
  • Quali precauzioni prendere durante lo scavo per il rivestimento?
    Prima di posare il telo di protezione, è essenziale effettuare uno scavo accurato setacciando il terreno per rimuovere zolle, sassi e oggetti appuntiti. Successivamente, si consiglia di riempire i primi strati con materiale morbido e compatto. Questa procedura garantisce un fondale uniforme e privo di spigoli vivi, proteggendo il telo da perforazioni accidentali che potrebbero causare perdite d'acqua e danneggiare irreparabilmente la struttura dello stagno.
  • Quale ruolo gioca la luce nella gestione delle piante acquatiche?
    La luce è vitale per la fotosintesi clorofilliana, necessaria alla sopravvivenza sia delle piante sommerse che di quelle emerse. Tuttavia, un'eccessiva copertura superficiale da parte di piante a foglie galleggianti può bloccare la penetrazione della luce, soffocando l'ecosistema sottostante. È quindi opportuno diradare periodicamente queste piante quando coprono troppa superficie, assicurando che raggi solari raggiungano le zone inferiori e mantengano attivo il ciclo biologico dello stagno.