Esemplare di albero di canfora

Alberi Latifolie

Albero di canfora

L’albero di canfora è originario dell’Asia meridionale e si tratta di un esemplare sempreverde e rustico. Può essere messo a dimora in vaso, in piena terra e non necessita di cure particolari. Solitamente non è attaccato da parassiti o malattie specifiche.

di Redazione

22 ottobre 2014

Albero di canfora: caratteristiche generali

L’albero di canfora è un sempreverde che non possiede delle dimensioni specifiche, esse variano tra i 20 e i circa 35 metri d’altezza. È anche chiamato Cinnamomum camphora ed è originario delle regioni dell’Asia meridionale. La sua struttura è composta di un dritto fusto e una corteccia marrone-grigia solcata, ruvida e dalla quale partono delle ramificazioni. Il fogliame è ovale, appuntito e di colore verde scuro; i giovani esemplari di foglie che si stanno formando hanno un colore rosso vivace con venature di colore verde. Durante la stagione primaverile si possono notare delle bianche infiorescenze a forma di spiga, sono poco appariscenti. A esse fanno seguito dei piccoli frutti a forma di bacche rosse, le quali, quando arrivano a maturazione assumono una colorazione tipicamente nera. In passato dall’albero di canfora veniva estratto un olio impiegato nel campo dell’erboristeria e per allontanare insetti fastidiosi. Esso risulta essere molto dannoso per l’uomo, e se i frutti vengono ingeriti dagli animali possono portare alla sterilità.

Albero di canfora: coltivazione

La coltivazione dell’albero di canfore può avvenire sia in piena terra e sia in vaso, come bonsai. Questo esemplare deve essere messo a dimora in un luogo semiombreggiato o in pieno sole; non occorre preoccuparsi dei climi freddi perché sono in grado di sopportare le basse temperature, tuttavia, bisogna fare molta attenzione alle gelate che si verificano durante la stagione primaverile in quanto possono rovinare i nuovi germogli. Non hanno bisogno di cure colturali specifiche come le potature o fertilizzazioni, le annaffiature devono essere regolari solo per i giovani esemplari ancora in fase di sviluppo, mentre gli alberi di una certa età sono in grado di sopportare anche lunghi periodi di siccità. Visto il suo sviluppo, solitamente è messo a dimora in parchi pubblici o in ampi spazi. Per quanto riguarda il terreno, l’albero di canfora predilige terreni leggermente acidi, sciolti, freschi e ben drenati. È conveniente miscelare alla terra del concime organico maturo, della sabbia o pomice, in modo tale da essere ben drenato ed evitare uno tra i più temuti problemi: i ristagni idrici che possono portare la pianta alla morte.

Albero di canfora: moltiplicazione

La moltiplicazione dell’albero di canfora avviene per seme o talea semi-legnosa. I semi possono essere presi direttamente dalla pianta nel momento in cui i frutti raggiungono a maturazione assumendo una colorazione tipicamente nera. Si elimina la polpa che li circonda e si seminano ponendoli in un terriccio ben drenato e con una leggera umidità in modo tale da agevolarne la germogliazione. La talea si pratica durante la fine della stagione primaverile e l’inizio di quella estiva. Si recide un giovane ramo, si mette in un vaso contenente terra da giardino mista a sabbia o pietra pomice, si annaffia facendo attenzione ai ristagni idrici, e solo dopo che produce un apparato radicale autonomo, può essere messo a dimora in piena terra. Anche in questo caso, bisogna annaffiare la pianta regolarmente ma facendo attenzione a non far marcire le radici.

Albero di canfora: olio di canfora

Talvolta l’albero di canfora è coltivato per poterne sfruttare alcune sue parti, come la corteccia impiegata per l’estrazione di un olio utilizzato in innumerevoli campi, da quello della cosmesi a quello erboristico. Diluendo stesse quantità di olio di canfora e olio di mandorle dolci è possibile massaggiare zone contuse del corpo. Oltre a questo può essere impiegato per massaggi che sciolgono la tensione muscolare; se invece si miscela al burro di karité, si ottiene un unguento che aiuta nella respirazione, quando si hanno problemi ai bronchi o tossi grasse. Alternativamente a tutto ciò si può disciogliere qualche goccia di olio di canfora nella vasca da bagno piena d’acqua, un modo per rilassarsi ma anche per alleviare dolori reumatici e stimolare la circolazione sanguigna.

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Domande frequenti

  • Quali sono i rischi principali per la salute umana e animale legati all'albero di canfora?
    L'albero di canfora presenta sostanze tossiche, in particolare nell'olio essenziale estratto e nei suoi frutti. L'ingestione dei frutti neri maturi da parte degli animali può causare sterilità. Inoltre, l'olio di canfora puro è molto dannoso per l'uomo se assunto o manipolato senza precauzioni. Sebbene venga utilizzato in erboristeria e cosmesi, deve essere sempre diluito correttamente (ad esempio con olio di mandorle dolci) e mai consumato direttamente. È fondamentale maneggiarlo con cura per evitare intossicazioni.
  • Come si effettua la moltiplicazione per talea dell'albero di canfora?
    La moltiplicazione per talea semi-legnosa va eseguita tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate. Si preleva un giovane ramo sano, che viene poi inserito in un vaso contenente un substrato misto a terra da giardino, sabbia o pietra pomice per garantire un ottimo drenaggio. Dopo aver annaffiato moderatamente, evitando assolutamente i ristagni idrici che potrebbero far marcire la talea, si attende l'emissione delle radici. Solo quando l'apparato radicale è sviluppato e autonomo, la nuova pianta potrà essere trapiantata in piena terra.
  • Quali sono le condizioni ideali di terreno e irrigazione per questa pianta?
    L'albero di canfora predilige terreni leggermente acidi, freschi, sciolti e soprattutto ben drenati. È cruciale prevenire i ristagni idrici, poiché possono portare rapidamente alla morte della pianta. Per migliorare il drenamento, si consiglia di miscelare alla terra comune sabbia o pomice. Per quanto riguarda l'irrigazione, i giovani esemplari richiedono annaffiature regolari per favorire lo sviluppo. Gli alberi adulti, invece, sono molto resistenti e tollerano lunghi periodi di siccità senza bisogno di interventi idrici costanti.
  • In cosa consiste l'utilizzo dell'olio di canfora per scopi terapeutici?
    L'olio di canfora, estratto principalmente dalla corteccia, trova impiego in ambito erboristico e cosmetico grazie alle sue proprietà. Può essere diluito in parti uguali con olio di mandorle dolci per massaggiare zone contuse o sciogliere la tensione muscolare. Miscelandolo con burro di karité, si ottiene un unguento utile per migliorare la respirazione in caso di tosse grassa o problemi bronchiali. Un altro utilizzo è il bagno caldo: aggiungendo poche gocce all'acqua, si favorisce il rilassamento, si alleviano i dolori reumatici e si stimola la circolazione sanguigna.

Scheda Tecnica

Cinnamomum camphora

Nome scientificoCinnamomum camphora
FamigliaLauraceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineAsia meridionale
EsposizionePieno sole o semiombra
TerrenoLeggermente acido, fresco, sciolto e ben drenato
IrrigazioneRegolare nei giovani esemplari; tollerante alla siccità negli adulti
FiorituraPrimavera (infiorescenze bianche a spiga, poco appariscenti)
Altezza20-35 metri
ConcimazioneConcime organico maturo miscelato al terreno; non necessarie potature frequenti
PotaturaNon necessaria
MoltiplicazioneSeme o talea semi-legnosa (fine primavera/inizio estate)
Malattie e parassitiGeneralmente resistente; attenzione ai ristagni idrici
Difficoltà di coltivazioneFacile

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