Piante di pitosforo in vaso

Piante da giardino

Pittosporum

Il pittosporum è una pianta che viene coltivata spesso per abbellire giardini oppure per la realizzazione di siepi. Per riuscire a coltivare correttamente la pianta del pitosforo e garantirne uno sviluppo adeguato sarebbe opportuno conoscere, però, le corrette tecniche colturali.

di Redazione

19 febbraio 2015

Pittosporum

Il Pitosforo è una pianta sempreverde, a carattere di arbusto o di piccolo albero, che appartiene alla famiglia delle Pittosporaceae. La pianta ha origine in Africa, in Asia, in Australia e nelle Isole del Pacifico. Le foglie del Pitosforo hanno una forma a spatola, generalmente raggruppate in mazzetti, soprattutto nella parte apicale. La colorazione è verde scura lucida con una venatura di colore più chiaro. I fiori di pitosforo sono di piccole dimensioni, con una consistenza carnosa e una colorazione bianca. Le infiorescenze sono raggruppate in racemi o in pannocchie e maturano in primavera. La forma della pianta tende ad essere tondeggiante, anche se con adeguate potature potrebbe assumere forme diverse. Successivamente alla fioritura vengono prodotte delle bacche con una consistenza semi legnosa che contengono dei semi fertili circondati da una polpa abbastanza resinosa.

Carattersistiche del pitosforo

Il pitosforo è una pianta che riesce a crescere in maniera corretta sia per la creazione di siepi e di barriere sia per la coltivazione in vaso su balconi o su terrazzi. È una pianta ornamentale e che presenta fiori molto profumati. La crescita della pianta è piuttosto lenta, risulta essere molto longeva e presenta una particolare resistenza a potature anche particolarmente invasive. Grazie a queste caratteristiche sono state selezionate anche delle varietà nane oppure con foglie variegate e con particolari colorazioni. Il pitosforo è una pianta sufficientemente resistente tanto che potrebbe svilupparsi anche lungo i litorali, quindi in presenza di aria e di terreni abbastanza salmastri. Essendo una pianta rustica è anche in grado di resistere in presenza di inverni molto freddi e abbastanza prolungati.

Coltivazione del pittosporum

Il pittosporum è una pianta che predilige posizioni particolarmente soleggiate, oppure di mezz'ombra. In caso vengano poste in una zona completamente ombreggiata, le piante, avrebbero uno sviluppo sicuramente non adeguato. In caso vengano messe a dimora in una zona che presenti inverni molto freddi e con parecchio vento, sarebbe opportuno provvedere a mettere al riparo le piante per evitare subiscano danni. Le giovani piante, appena messe a dimora necessitano di abbondanti annaffiature, soprattutto durante il periodo primaverile ed estivo, in modo da favorire l'attecchimento delle radici. Da evitare assolutamente i ristagni idrici che potrebbero provocare dei marciumi radicali. Le piante già adulte non necessitano di annaffiature, infatti è sufficiente la quantità d'acqua fornita dalle precipitazioni.

Cura del pittosporum

Il pittosporum necessita di essere fertilizzato verso la fine dell'inverno, utilizzando del concime granulare a lento rilascio, in modo che vengano forniti i corretti sali minerali. Le piante in vaso necessitano ogni 3 anni circa di essere rinvasate, impiegando del terriccio universale adeguatamente drenato, con aggiunta di torba e sabbia. Il pitosforo è una pianta che soffre particolarmente l'umidità. Il pitosforo sopporta bene la potatura che dovrebbe essere effettuata nel mese di aprile, tagliando i rami troppo lunghi e ridisegnando la forma desiderata della pianta. In caso di coltivazione a siepe si potrebbe procedere, nei mesi compresi tra aprile e giugno, con il pareggiamento delle piante in modo da creare una struttura armoniosa e compatta. Il pitosforo è particolarmente resistente, ma potrebbe essere attaccato dalla cocciniglia oppure dall'oziorrinco.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per potare il Pittosporum?
    La potatura del Pittosporum va eseguita principalmente nel mese di aprile. In questa fase è possibile tagliare i rami troppo lunghi e ridisegnare la forma desiderata della pianta, sfruttando la sua notevole resistenza a interventi anche invasivi. Se la pianta è coltivata a siepe, il pareggiamento può protrarsi dai mesi di aprile a giugno per mantenere una struttura armoniosa e compatta. Evitare potature in periodi di gelo intenso o quando la pianta è sotto stress idrico.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare il Pittosporum?
    Le esigenze idriche variano in base all'età della pianta. Le giovani piante, appena messe a dimora, richiedono annaffiature abbondanti, specialmente in primavera ed estate, per favorire l'attecchimento radicale. Una volta mature, le piante adulte non necessitano di irrigazioni regolari, poiché si affidano prevalentemente alle precipitazioni naturali. Attenzione fondamentale: evitare assolutamente i ristagni idrici, che possono causare gravi marciumi radicali, dato che la pianta soffre particolarmente l'eccessiva umidità del terreno.
  • Il Pittosporum tollera il clima marino e il sale?
    Sì, il Pittosporum è una pianta rustica e sufficientemente resistente che si sviluppa bene anche lungo i litorali. Tollera positivamente la presenza di aria salmastra e terreni leggermente salini, caratteristica che lo rende ideale per giardini costieri. Inoltre, resiste bene agli inverni freddi e prolungati, purché le giovani piante siano protette dal vento forte nei primi anni dopo la messa a dimora. Questa adattabilità ne fa una scelta versatile per diverse zone climatiche italiane.
  • Come si concima il Pittosporum?
    La concimazione del Pittosporum va effettuata verso la fine dell'inverno, prima della ripresa vegetativa. Si consiglia l'uso di concime granulare a lento rilascio, che garantisce un apporto costante e corretto di sali minerali necessari per la crescita. Per le piante coltivate in vaso, oltre alla concimazione annuale, è necessario prevedere un rinvaso ogni tre anni circa, utilizzando un substrato universale ben drenato arricchito con torba e sabbia per migliorare la struttura del terreno.
  • Quali parassiti colpiscono comunemente il Pittosporum?
    Nonostante sia una pianta generalmente resistente, il Pittosporum può essere attaccato da specifici parassiti. I nemici principali sono la cocciniglia, che si nasconde su fusti e foglie succhiandone la linfa, e l'oziorrinco, un coleottero che danneggia fogliame e corteccia. Monitorare regolarmente la vegetazione permette di intervenire tempestivamente con prodotti specifici o metodi biologici. Prevenire lo stress della pianta attraverso corrette irrigazioni e posizionamento in pieno sole aiuta inoltre a mantenerla vigorosa e meno soggetta agli attacchi.

Scheda Tecnica

Pittosporum spp.

Nome scientificoPittosporum spp.
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde o piccolo albero
OrigineAfrica, Asia, Australia, Isole del Pacifico
EsposizioneSoleggiata o mezz'ombra
Temperatura minimaResistente al freddo intenso
TerrenoUniversale, ben drenato, misto a torba e sabbia
IrrigazioneAbbondante per le giovani piante; moderata per gli adulti
FiorituraPrimavera (fiori bianchi, piccoli e profumati)
AltezzaVariabile, fino a forme nane o alberi medi
ConcimazioneConcime granulare a lento rilascio a fine inverno
PotaturaAprile (potatura di forma/contenimento); Aprile-Giugno per siepi
Malattie e parassitiCocciniglia, Oziorrinco, marciumi radicali da ristagno
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica e resistente)

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