Campo di lavanda in fiore

Piante da giardino

Quando piantare la lavanda

È conosciuta principalmente per i suoi profumatissimi fiori colorati, utilizzati da secoli in fitoterapia o come elementi ornamentali, ma spesso ci si chiede: "quando piantare la lavanda?". Il periodo migliore è l’autunno, ma può variare dalle zone e in base al clima.

di Redazione

04 febbraio 2015

Informazioni e cenni botanici

Il genere Lavandula annovera piante sempreverdi dal portamento arbustivo comunemente note come lavanda. Si conoscono circa 40 specie, sebbene la più diffusa e coltivata sia la Lavandula angustifolia. È originaria delle regioni mediterranee e in Italia cresce spontanea in molte zone rurali e montane. Il nome comune deriva dal verbo latino lavare, dal momento che in passato la lavanda era principalmente usata per la preparazione di bagni e composti per la pulizia e cura del corpo. Il fusto è singolo, coriaceo, portante ai lati numerose foglie verde scuro lunghe e lanceolate. I fiori sono blu o viola (sebbene vi siano varietà quasi del tutto bianche) e raggruppati in infiorescenze a forma di spiga. Fioriscono in primavera e nelle zone temperate è possibile ammirarne i fiori fino a dicembre. Il frutto è costituito da una piccola capsula coriacea (denominata achenio) al cui interno è rinchiuso un singolo seme.

Quando piantare la lavanda

I periodi migliori per piantare la lavanda sono l’autunno e la primavera; il primo riguarda le regioni a clima temperato, mentre la primavera è consigliata per le regioni dove il clima è leggermente più rigido. Si possono acquistare piantine già avviate presso vivai specializzati, ma bisogna preparare prima il terreno di coltivazione: esso deve essere ben drenato, quindi è bene applicare un substrato come perlite o vermiculite, ed esposto in luoghi assolati. Resiste tranquillamente a qualunque tipo di temperatura (alcune specie di lavanda tollerano anche temperature sotto i 10 gradi) e ha bisogno di innaffiature sporadiche, poiché non tollera in alcun modo l’umidità (sovente accade che terreni troppo fradici portino marciume radicale). Ogni anno, in marzo-aprile, si possono potare per 2/3 le cime secche, avendo cura di lasciare 4-5 gemme che permetteranno il rinnovo dei germogli in vista della nuova fioritura.

Semina e riproduzione

Comunemente venduti nei vivai e negli ipermercati, i semi di lavanda sono di difficile gestione; la loro cuticola esterna li protegge dall’eccessiva umidità e permette loro di superare un intero inverno senza germinare. Spesso, dopo la semina, si pongono i vasi coperti da un telo di plastica in luoghi refrigerati, inducendoli ad una sorta di letargo invernale. Dopo circa un mese e mezzo si espongono i vasi al sole, inumidendo il terreno con acqua non calcarea o per osmosi inversa. Se il processo è andato a buon fine, impiegheranno dai 2 ai 4 mesi per germogliare. Più semplice è la riproduzione per talea, dal momento che i rametti prelevati dalla pianta madre attecchiscono rapidamente. Le talee si piantano in primavera, avendo cura di eliminare le foglie alla base di esse e immergerle in un composto radicante; il terreno dovrà essere ben drenato e per i primi tempi i vasetti vanno esposti ad un foto periodo stabile (almeno 12 ore di luce e 12 di buio). In capo ad un paio di mesi le talee si possono piantare in giardino o trasferirle in un vaso più grande.

Usi e proprietà

La lavanda è una pianta conosciuta da tempi remoti. Il primo a descriverla fu il medico e botanico Dioscoride Pedanio, nel 50 a.C. circa, che scoprì questa pianta e le sue innumerevoli proprietà sulle isole Stecadi, nella Francia Meridionale. I suoi usi si intensificarono nel medioevo, soprattutto presso le corti e i nobili, che utilizzavano la lavanda per la preparazione di unguenti e detergenti, nonché nel confezionamento dei saponi, ancora oggi molto famosi. Le proprietà benefiche della lavanda sono date principalmente dall’olio essenziale in essa rinchiuso, che ha proprietà emollienti, curative e rilassanti. Gli infusi contro il mal di testa e lo stress si preparano principalmente con i fiori, opportunamente essiccati per diversi mesi. Gli stessi si usano anche per la preparazione di sacchetti profumati; riposti negli armadi ne preservano il contenuto dai cattivi odori e dalle tarme.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per mettere a dimora la lavanda?
    Il periodo ideale per la messa a dimora della lavanda dipende dal clima locale. Nelle regioni a clima temperato, l'autunno è la stagione preferita perché permette alle radici di stabilizzarsi prima del caldo estivo. Al contrario, nelle aree con inverni particolarmente rigidi, è consigliabile procedere in primavera, così da evitare danni da gelo alle giovani piante durante il primo inverno. Entrambi i periodi garantiscono un attecchimento ottimale.
  • Come si prepara il terreno per la lavanda?
    La lavanda richiede un terreno ben drenato, poiché non tollera i ristagni idrici che causano marciume radicale. Prima di piantare, è fondamentale migliorare il drenaggio aggiungendo materiali come perlite o vermiculite al substrato. La pianta ama i luoghi soleggiati e un suolo povero: evitare concimazioni ricche di azoto, preferendo invece un ambiente asciutto e aerato per garantire una crescita sana e vigorosa.
  • Quanto tempo impiegano i semi di lavanda a germogliare?
    La semina della lavanda è considerata complessa a causa della dura cuticola dei semi. Spesso è necessaria una fase di stratificazione fredda (simulazione dell'inverno) per rompere la dormienza. Una volta seminati e mantenuti in condizioni adatte, i semi possono impiegare dai 2 ai 4 mesi per germogliare. Per accelerare il processo, alcuni giardinieri conservano i vasi al freddo per circa un mese prima di esporli al sole.
  • Quando e come si pota la lavanda?
    La potatura va effettuata annualmente tra marzo e aprile, prima della ripresa vegetativa. Si consiglia di tagliare circa due terzi delle cime secche, facendo attenzione a non recidere il legno vecchio oltre il necessario. È importante lasciare intatte almeno 4-5 gemme sulla parte verde della pianta: queste permetterà la nascita dei nuovi germogli e garantiranno una corretta fioritura nella stagione successiva, mantenendo la pianta compatta.
  • È meglio moltiplicare la lavanda per seme o per talea?
    La moltiplicazione per talea è nettamente preferibile rispetto alla semina. I semi presentano una cuticola dura che rende la germinazione lenta e incerta, richiedendo spesso trattamenti specifici. Le talee, invece, prelevate da rami sani e trattate con ormoni radicanti, attecchiscono rapidamente in un terreno ben drenato. Questo metodo garantisce piante geneticamente identiche alla madre e una fioritura più rapida e sicura rispetto alla propagazione sessuale.

Scheda Tecnica

Lavandula spp.

Nome scientificoLavandula spp.
FamigliaLamiaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineRegioni mediterranee
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, arido, povero
IrrigazioneSporadica, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (fino a dicembre in climi miti)
PotaturaMarzo-Aprile, tagliare 2/3 cime secche lasciando 4-5 gemme
MoltiplicazioneTalea (preferita), semina (difficile, richiede stratificazione fredda)
Malattie e parassitiMarciume radicale da eccesso di umidità
Difficoltà di coltivazioneFacile

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