Aromatiche

Arcangelica - Angelica archangelica

In questo articolo vengono descritte le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, le tecniche di coltivazione e le proprietà medicinali dell’arcangelica.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

L’arcangelica appartiene alla famiglia delle Ombrellifere, al genere Angelica ed alla specie archangelica. È una pianta erbacea biennale o perenne, alto 1,5 m e larga 75-90 cm, con radici fittonanti, lunghe, spesse, carnose, di color giallastro e che emettono un forte aroma; il fusto è ramificato, cavo, liscio, nodoso, spigoloso e verde con striature rosse. Le foglie sono larghe, lunghe anche 90 cm, verde brillante, dentellate, con i piccioli che inguainano il fusto. I fiori sono bianchi, profumati, vellutati all’estremità e riuniti in ombrelle tondeggianti all’apice degli steli; la fioritura avviene in piena estate. Il frutto, comunemente chiamato seme, è un achenio di colore giallo chiaro e di forma ellittica. La pianta emette un profumo piacevole.

Clima e terreno

L’arcangelica preferisce i climi temperati freschi ed umidi, è resistente alle basse temperature per cui è in grado di adattarsi agli inverni rigidi. Le esposizioni migliori sono gli ambienti in pieno sole o mediamente luminosi, inoltre non risente delle gelate tardive perché ha una fioritura tardiva. L’arcangelica è una pianta piuttosto esigente in fatto di terreno, infatti predilige suoli sciolti, umidi, ben drenati, profondi, acidi o neutri e molto ricchi di sostanza organica, mentre rifugge i terreni argillosi e calcarei in quanto sensibile ai ristagni idrici e alla clorosi ferrica perché i microelementi come il ferro vengono insolubilizzati dal calcare presente nel terreno. È una specie originaria del nord Europa, viene coltivata in Repubblica Ceca, in Belgio e Germania (in Francia in minor misura) soprattutto per l’utilizzo di radici e semi; nel nostro Paese si coltiva in orti o giardini nelle regioni settentrionali.

Propagazione

L’arcangelica si moltiplica per auto disseminazione. I semi si raccolgono quando virano dal verde al bruno, effettuando la semina in semenzaio alcune settimane dopo, a luglio-agosto. I semi raccolti da poco nascono in poco tempo, quelli di 4-5 mesi germinano dopo 20-30 giorni, mentre per semi più vecchi i tempi sono ancora più lunghi. Per migliorare la germinazione dei semi si possono somministrare degli ormoni; i terreni del semenzaio devono essere leggeri e mantenuti sempre umidi. A tre mesi dalla semina le piantine sono pronte per il trapianto.

Tecniche di coltivazione

Una volta ottenute le piantine in semenzaio si procede con la messa a dimora in pieno campo; il trapianto si esegue in autunno nei climi miti ed in primavera negli ambienti più freddi. È possibile svolgere la semina direttamente in pieno campo se il terreno è ben affinato, in questo caso, se troppo fitta, vanno diradate le piantine in eccesso. La distanza tra le file è di 80-100 cm e sulla fila di 20-40 cm, con una densità di 6-8 piante/mq. Nell’avvicendamento bisogna aspettare almeno quattro anni per mettere nuovamente a dimora l’arcangelica o una coltura appartenente alla famiglia delle Ombrellifere. Le erbe infestanti si tengono sotto controllo mediante una sarchiatura. Con la concimazione va distribuito parecchio letame maturo all’impianto e l’azoto alla ripresa vegetativa, se la coltura è destinata alla produzione di radici è buona prassi somministrare fosforo e potassio in fase di preparazione del terreno e vanno eliminate le infiorescenze in modo da destinare le sostanze nutritive all’apparato radicale. L’irrigazione si effettua nelle estati poco piovose. L’arcangelica è spesso soggetta ad attacchi di parassiti, tra quelli animali si ricordano gli acari, gli imenotteri e gli afidi; le radici conservate in magazzino possono essere colpite da lepidotteri e coleotteri. Un fungo molto pericoloso è la maculatura, la quale se intensa può causare la caduta delle foglie.

Raccolta

Le radici vengono raccolte dal trapianto nei mesi di settembre-ottobre, la produzione è di 100 q/ha. In passato le piante si utilizzavano la produzione di semi e radici, mentre oggi la coltivazione è praticata in maniera separata perché si ottenevano radici di scarsa qualità. Per la produzione di frutti, oggi poco diffusa, la raccolta si effettua nei mesi di agosto e settembre al 2°-3° anno, le produzioni si aggirano intorno a 80-100 q/ha. Fino al terzo anno è possibile effettuare la sola raccolta delle foglie con due sfalci all'anno eseguiti prima della fioritura. Dalle radici e dai semi si può estrarre l’olio essenziale.

Proprietà ed utilizzo

I succhi di arcangelica hanno proprietà caustiche, e gli operatori che ne vengono a contatto possono subire danni che si manifestano con irritazioni, gonfiori e forti pruriti, provocati da sostanze derivate dalla cumarina. Le foglie, i semi e i gambi freschi si impiegano in caso di problemi respiratori, bronchiti e tosse; le radici essiccate sono anti-flatulenza. L’olio essenziale estratto dai semi viene utilizzato in profumeria. I gambi canditi si usano per le torte e in pasticceria, i semi aromatizzano varie bevande come gin, vermouth e vini bianchi, mentre le foglie si aggiungono alla frutta cotta e per insaporire i formaggi a pasta molle; l’arcangelica è sconsigliata in caso di diabete.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di terreno ed esposizione per coltivare l'arcangelica?
    L'arcangelica richiede terreni sciolti, profondi, ben drenati e ricchi di sostanza organica, con pH acido o neutro. Evita assolutamente i terreni argillosi e calcarei, poiché la pianta soffre i ristagni idrici e sviluppa clorosi ferrica. Per l'esposizione, predilige posizioni in pieno sole o mediamente luminose. È una pianta resistente al freddo, adatta agli inverni rigidi, ma teme i ristagni d'acqua. Originaria del Nord Europa, thrives meglio nelle regioni settentrionali italiane dove il clima è fresco e umido.
  • Come si propagano i semi di arcangelica e quali sono i tempi di germinazione?
    La propagazione avviene principalmente per seme, da seminare in semenzaio a luglio-agosto oppure direttamente in campo se il terreno è preparato. I semi recenti germinano rapidamente, mentre quelli di 4-5 mesi richiedono 20-30 giorni. Per accelerare la germinazione si possono usare ormoni radicanti. Dopo circa tre mesi dalla semina, le piantine sono pronte per il trapianto in autunno (climi miti) o primavera (climi freddi). Mantenere il terreno del semenzaio sempre umido è fondamentale per un attecchimento corretto.
  • Quali precauzioni prendere durante la manipolazione dell'arcangelica fresca?
    È necessario prestare grande attenzione maneggiando foglie, gambi e succo fresco dell'arcangelica. Questi contengono cumarine che conferiscono proprietà caustiche: il contatto cutaneo può causare irritazioni, gonfiori e forti pruriti. Si consiglia l'uso di guanti protettivi durante la raccolta o la lavorazione. Questa reazione fotosensibilizzante è tipica di molte piante della famiglia delle Apiaceae. Una volta secche o candite, le parti della pianta perdono queste proprietà irritanti e diventano sicure per l'uso alimentare.
  • In cosa differisce la coltivazione per radici rispetto a quella per semi/frutti?
    Oggi le due produzioni sono separate per garantire qualità ottimale. Per le radici, si eliminano le infiorescenze appena formate per deviare tutte le energie nutritive verso l'apparato radicale; la raccolta avviene al secondo anno (settembre-ottobre). Per i frutti (semi), la pianta viene lasciata fiorire e fruttificare fino al secondo-terszo anno, raccogliendo gli ombrelle mature tra agosto e settembre. La produzione separata evita che le radici diventino legnose e di scarsa qualità, problema comune quando la pianta va a seme precocemente.
  • Quali sono gli usi culinari e medicinali principali dell'arcangelica?
    Culinarmente, i gambi canditi si usano in pasticceria, i semi aromatizzano gin, vermouth e vini, mentre le foglie insaporiscono frutta cotta e formaggi. Medicinalmente, foglie e semi freschi sono usati contro bronchiti e tosse; le radici secche sono efficaci contro il meteorismo (anti-flatulenza). L'olio essenziale estratto dai semi trova impiego in profumeria. Attenzione: l'arcangelica è sconsigliata ai diabetici e il suo succo fresco può irritare la pelle. Consultare sempre un medico prima di usi terapeutici interni.

Scheda Tecnica

Angelica archangelica

Nome scientificoAngelica archangelica
FamigliaApiaceae (Ombrellifere)
Tipo di piantaErbacea biennale o perenne
OrigineNord Europa
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
Temperatura minimaResistente al freddo/inverni rigidi
TerrenoSciolti, umidi, ben drenati, ricchi di sostanza organica, acidi o neutri
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraPiena estate
AltezzaFino a 1,5 m
ConcimazioneLetame maturo all'impianto, azoto alla ripresa vegetativa, P e K per radici
PotaturaEliminare le infiorescenze se si coltivano le radici
MoltiplicazioneSeme (semina in semenzaio luglio-agosto o direttamente in campo)
Malattie e parassitiAcari, afidi, imenotteri, maculatura fogliare, lepidotteri e coleotteri sulle radici
Difficoltà di coltivazioneMedia (esigente in terreno e sensibilità al calcare)

Potrebbe interessarti anche