Coltivazione finocchietto

Aromatiche

Finocchietto

Il finocchietto è coltivato prevalentemente come pianta aromatica e per le sue proprietà terapeutiche, drenanti e diuretiche.

di Redazione

09 febbraio 2017

Come effettuare l'irrigazione del finocchietto

Le annaffiature del finocchietto devono essere regolate sulla base della stagione e delle precipitazioni; durante l'estate, e soprattutto in caso di piogge assenti, la somministrazione d'acqua va eseguita ogni due settimane circa, facendo attenzione a far asciugare il terreno tra un'operazione e l'altra. I ristagni idrici sono molto pericolosi: provocano, infatti, marciumi alle radici, e di conseguenza conducono la pianta ad uno stato di debolezza generale. Per questa motivazione, durante l'inverno risulta sufficiente l'acqua piovana e, quindi, le irrigazioni devono essere interrotte. Preferibilmente, il metodo da adottare è quello a goccia, che permette di gestire al meglio le risorse, ottenendo un elevato risparmio, e di bagnare la pianta in modo continuo o discontinuo in base alle necessità.

Come coltivare e curare il finocchietto

Questa pianta dalle numerose proprietà ha bisogno di un terreno poco compatto e ben drenato, così da svilupparsi in maniera ottimale; la moltiplicazione del finocchietto si verifica attraverso la semina, ma in alternativa è possibile procurarsi facilmente nei vivai delle piantine da allevare. Una prima messa a dimora deve avvenire in un recipiente colmo di terriccio, torba e sabbia; in seguito deve essere eseguito un attento trapianto in giardino o in un altro contenitore, naturalmente più grande. È fondamentale rimuovere periodicamente le erbacce, le quali sottraggono alla pianta le sostanze nutritive di cui necessita; si suggerisce, in più, di pacciamare il terreno una volta all'anno, per renderlo più aerato e per migliorarne le caratteristiche. La potatura va effettuata per recidere le foglie secche o quelle colpite da funghi.

La concimazione della pianta

Una prima fertilizzazione del finocchietto deve essere portata a compimento prima dell'impianto, con prodotti organici come, ad esempio, il letame maturo; successivamente si raccomanda di eseguire annualmente questa importante operazione, con un concime ternario a base di potassio, fosforo e azoto. Questi tre macroelementi, insieme a microelementi come il magnesio ed il manganese, non devono mai mancare all'esemplare allevato, poiché ognuno di essi ricopre ruoli indispensabili. Il potassio contribuisce alla produzione di ATP ed all'aumento della resistenza al gelo; il fosforo provvede alla radicazione ed al metabolismo; l'azoto, per concludere, aiuta la crescita delle parti vegetative. Una carenza di queste sostanze rallenterebbe enormemente lo sviluppo della pianta; la fertilizzazione, pertanto, va svolta con grande attenzione.

Esposizione, parassiti e malattie

Il finocchietto non tollera le temperature troppo basse; l'esposizione deve avvenire al sole, in un punto luminoso e riparato dai venti intensi. La pianta potrebbe essere soggetta ad infestazioni di afidi, i quali non soltanto determinano diffuse perforazioni per succhiare la linfa, ma rappresentano anche un veicolo di virus e malattie infettive: si suggerisce di procedere, per la cura, con un efficace macerato d'ortica, oppure in alternativa con un infuso d'aglio. Tra le malattie fungine va segnalata la cercosporiosi, provocata da funghi del genere Cercospora; i danni che questi ultimi causano alla produzione sono ingenti. Bisogna eliminare il prima possibile le parti attaccate e bruciarle, per poi disinfettare i tagli con cicatrizzanti e sottoporre l'esemplare malato a specifici prodotti fungicidi.

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Domande frequenti

  • Come devo irrigare il finocchietto per evitare problemi?
    L'irrigazione deve essere regolata in base alla stagione: in estate, specialmente se asciutto, annaffia ogni due settimane lasciando asciugare il suolo tra un intervento e l'altro. In inverno, interrompi quasi totalmente le irrigazioni affidandoti solo alla pioggia. Il metodo migliore è l'irrigazione a goccia, che previene i pericolosi ristagni idrici responsabili di marciumi radicali e indebolimento della pianta.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare il finocchietto?
    Il finocchietto richiede un terreno leggero, poco compatto e soprattutto ben drenato per svilupparsi optimalmente. Se coltivi in vaso, utilizza un mix di terriccio, torba e sabbia. È fondamentale mantenere il suolo aerato rimuovendo periodicamente le erbacce competitive e applicando una pacciamatura annuale, che migliora la struttura del terreno e ne favorisce la traspirazione.
  • Quando e come concimare il finocchietto?
    Esegui una prima concimazione organica con letame maturo prima dell'impianto. Successivamente, ripeti annualmente l'intervento con un concime ternario ricco di azoto, fosforo e potassio, integrati da magnesio e manganese. L'azoto sostiene la crescita vegetativa, il fosforo la radicazione e il potassio aumenta la resistenza al gelo e produce energia (ATP).
  • Quali parassiti e malattie colpiscono il finocchietto?
    La pianta è soggetta ad attacchi di afidi, che succhiano la linfa e veicolano virus; combattili con macerato d'ortica o infuso d'aglio. Attenzione alla cercosporiosi, malattia fungina grave causata da *Cercospora*: elimina subito le parti colpite bruciandole, disinfetta i tagli e tratta la pianta con fungicidi specifici per contenere i danni alla produzione.

Scheda Tecnica

FamigliaApiaceae
Tipo di piantaEracea annuale/biennale
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole, riparata dal vento
Temperatura minimaNon tollera il freddo intenso
TerrenoLeggero, ben drenato, non compatto
IrrigazioneModerata, evitare ristagni; a goccia preferibile
FiorituraPrimavera-Estate (infiorescenze a ombrella)
Altezza50-100 cm
ConcimazioneLetame maturo pre-impianto; concime ternario (N-P-K) annuale
PotaturaAsportazione foglie secche o danneggiate
MoltiplicazioneSemina diretta o trapianto di piantine
Malattie e parassitiAfidi, cercosporiosi, marciumi radicali da ristagno
Difficoltà di coltivazioneFacile

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