Fiore di cartamo

Fitoterapia

Cartamo

Il cartamo è una pianta spontanea tipica del bacino del Mediterraneo. Viene coltivata soprattutto in Paesi dove il clima è temperato per i mille usi, alimentari e non, che si possono fare con i suoi semi (dai quali si ricava un olio) e i suoi fiori. Vediamo quali sono questi usi.

di Redazione

18 marzo 2015

Caratteristiche

Il Carthamus tinctorius, conosciuto più comunemente con il nome di cartamo o anche zafferanone, è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Questa pianta è stata coltivata fin dall'antichità dai popoli che abitavano il bacino del Mediterraneo. Il cartamo infatti cresce spontaneamente alle nostre latitudini; e si può trovare anche in molte zone temperate, dall'Asia continentale fino all'Africa orientale. È una pianta annuale e molto infestante, che può crescere fino a un metro e mezzo di altezza. Le foglie, soprattutto quelle che si sviluppano attorno alle infiorescenze, sono spinose e sono disposte attorno al gambo in modo alternato. I fiori sono gialli, giallo rossastri oppure tendenti al bianco, e si sviluppano, anche numerosi, alla fine di ogni ramificazione.

Coltivazione

Il cartamo è una pianta coltivata principalmente con lo scopo di raccoglierne i semi, che vengono utilizzati per produrre l'olio di cartamo. Generalmente la semina delle piantine viene fatta in autunno in zone dove il clima è favorevole, e comunque prima che le temperature scendano sotto i 7 gradi. Per svilupparsi, il cartamo però necessita di temperature abbastanza elevate, per questo motivo viene coltivato in zone temperate. Non presenta particolari problemi per quanto riguarda il terreno, dato che si adatta facilmente anche a terreni argillosi o salini; invece, ha bisogno di molta luce per molte ore al giorno, essendo una pianta longidiurna. Necessita inoltre di molta acqua, che riesce a procurarsi anche grazie alla profondità delle sue radici. La raccolta dei semi viene fatta verso luglio-agosto.

Usi alimentari e cosmetici del cartamo

Il cartamo viene utilizzato sia in campo cosmetico che alimentare. L'olio di cartamo, che si ricava dalla lavorazione dei semi, è ricco di acidi insaturi (tra cui l'omega 6 e la vitamina K), e si utilizza molto sia in cucina, per esempio per produrre alcuni tipi di margarina vegetale, che nell'industria farmaceutica. I semi di cartamo inoltre hanno proprietà coagulanti, è perciò possono essere utilizzati per produrre addensanti per creme o budini. Dalla corolla dei fiori invece si estrae una sostanza, la cartamina, molto simile allo zafferano, e per questo spesso utilizzata come colorante alimentare, anche se, a dispetto del suo colore intenso, il sapore rispetto allo zafferano è molto lieve. Il colore intenso della cartamina la rende molto utilizzata anche in cosmesi, per produrre rossetti e altri prodotti.

Altri usi

Il cartamo è stato impiegato anche in ambito industriale e nell'allevamento di animali. Nell'industria si è cominciato a utilizzare solo recentemente, soprattutto nella produzione di colori e vernici, perché si è notato che l'olio di cartamo ha la proprietà di far essiccare più lentamente i colori. Il cartamo poi è utilizzato spesso come alimento per animali. L'intera pianta, sia fresca che seccata come si fa con il fieno, viene utilizzata come alimento per ovini; mentre, sempre con il cartamo, si possono produrre dei panelli ricchi di fibre e proteine che si utilizzano come cibo anche per altri animali. Le proprietà nutritive dei semi di cartamo fanno si che siano un alimento molto adatto al nutrimento di uccellini quali cardellini e canarini, ma sono adatti anche al nutrimento di uccelli esotici.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà nutrizionali e culinarie dell'olio di cartamo?
    L'olio di cartamo si ottiene dalla spremitura dei semi ed è noto per l'elevato contenuto di acidi grassi insaturi, in particolare omega-6, e vitamina K. In cucina, viene utilizzato come grasso vegetale, ad esempio per la produzione di margarine, grazie alla sua stabilità e al profilo lipidico favorevole. A differenza di molti oli vegetali, possiede caratteristiche chimiche che lo rendono interessante per applicazioni industriali, come nei processi di essiccazione lenta di vernici e colori, oltre agli usi tradizionali alimentari.
  • Come si coltiva il cartamo e quando va seminato?
    La semina del cartamo avviene generalmente in autunno nelle zone dal clima mite, assicurandosi che le temperature non scendano sotto i 7°C. La pianta richiede esposizioni soleggiate poiché è longidiurna, ovvero necessita di molte ore di luce giornaliera per svilupparsi correttamente. Si adatta bene a diversi tipi di suolo, comprese le terre argillose o saline, ma richiede apporti idrici consistenti, integrati dalla capacità delle sue radici profonde di assorbire umidità dal sottosuolo. La raccolta dei semi avviene solitamente tra luglio e agosto.
  • Cos'è la cartamina e a cosa serve?
    La cartamina è un pigmento naturale estratto dalle corolle dei fiori del cartamo. Ha un colore intenso simile a quello dello zafferano, da cui deriva il nome comune di 'zafferanone', sebbene il suo sapore sia molto più lieve. Grazie alla sua vivida colorazione, viene impiegata principalmente come colorante alimentare naturale. Inoltre, trova ampia applicazione nel settore cosmetico, dove viene utilizzata per conferire tonalità rosse o arancianti a prodotti come rossetti e altre preparazioni per il trucco, sfruttando la sua stabilità cromatica.
  • Il cartamo è utile nell'alimentazione animale? Quali specie ne beneficiano?
    Sì, il cartamo è ampiamente utilizzato nell'allevamento. L'intera pianta, sia fresca che essiccata sotto forma di fieno, costituisce un valido foraggio per gli ovini. Dai semi, dopo la spremitura dell'olio, si producono panelli ricchi di fibre e proteine, usati come integratori proteici per vari animali. Inoltre, i semi interi sono considerati un alimento nutriente e gradito da specifici uccelli da gabbia e ornamentali, come cardellini e canarini, nonché da alcune specie di uccelli esotici, grazie al loro valore energetico e nutrizionale.

Scheda Tecnica

Carthamus tinctorius

Nome scientificoCarthamus tinctorius
FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaAnnuale, erbacea, infestante
OrigineBacino del Mediterraneo, Asia continentale, Africa orientale
EsposizionePieno sole (longidiurna)
Temperatura minimaSopra i 7°C per la semina; preferisce climi temperati caldi
TerrenoAdattabile, anche argilloso o salino
IrrigazioneAbbondante, supportata da radici profonde
FiorituraPrimavera-Estate (giallo, rosso-giallo, bianco)
AltezzaFino a 1,5 metri
MoltiplicazioneSemina (autunnale in climi miti, primaverile altrove)
Difficoltà di coltivazioneFacile (poco esigente, adattabile)

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