melograni

Potatura

Potatura melograno

La potatura del melograno ha come obiettivo di permettere un migliore sviluppo dei frutti e si basa soprattutto sul tenere il numero dei polloni basso ed ordinato.

di Redazione

19 dicembre 2014

Tecniche da giardinaggio

Il giardinaggio è un hobby che oramai per numeri di diffusione primeggia quasi incontrastato in tutto il mondo (o almeno in quelle società le cui persone possono permettersi di avere un hobby), dato che dalla sua esplosione avvenuta circa dieci anni fa i numeri sono sempre stati in aumento e soprattutto sono nati siti internet dedicati al tema, forum, associazioni, gruppi di persone che hanno creato cooperative, centri sociali e tante altre attività con l’unico scopo di condividere questa passione. Il successo è stato tale da convincere molti studiosi e scienziati di provare a vederci chiaro e capire il perché di tutto questo clamore intorno ad un’attività a volte anche faticosa: si è capito che l’uomo ha un legame speciale con la natura che lo creato ed il tutto è evidente anche in altri contesti, infatti ogni volta che cerchiamo un po’ di svago ci dirigiamo al parco cittadino e l’aria che si respira lì ci rilassa, oppure ci dirigiamo al mare o in montagna (a seconda dei gusti) perché questi luoghi ci fanno stare a contatto con la natura e ci stiamo bene. Nell’ambito del giardinaggio, per affrontarlo al meglio, è necessario conoscere alcune tecniche semplici ma fondamentali, frutto di secoli di esperienza.

Innesto, concimazione, potatura

Il titolo di questo paragrafo sintetizza il più elevato livello di conoscenze tecniche che si può avere in ambito di giardinaggio, giacchè conoscere queste tecniche vuol dire poter affrontare la coltura efficace ed efficiente di tutte le specie di piante, da quelle da fiori a quelle da frutto che spesso richiedono particolari interventi. Ecco quindi che questo “trittico” di tecniche non viene insegnato, ma è frutto di esperienza e di quella conoscenza che viene tramandata a voce tra amici, colleghi, parenti, fatta per lo più di trucchi del mestiere. Ad esempio l’innesto è la tecnica che provvede ad inserire un ramo produttivo e di qualità su un supporto dalle particolari caratteristiche di energia ma magari non produttivo, in modo da trasformare questa energia in un gran numero di frutti e/o fiori (essa è svolta soprattutto in ambito fruttifero). La concimazione invece serve ad integrare le risorse del terreno in modo che la pianta possa avere sempre tutto il necessario per produrre al meglio, ed in questo caso è fondamentale sapere quando ed in che quantità fare questi interventi perché la concimazione se sbagliata può anche “bruciare” (termine tecnico usuale) la piante per eccesso di nutrienti.

La potatura

La potatura, pur essendo nel trittico del paragrafo precedente, preferiamo affrontarla in solitario perché è il soggetto del nostro articolo: essa è un’altra operazione fondamentale del giardinaggio, atta a migliorare le condizioni della pianta perché permette di eliminare i componenti superflui della stessa in modo da concentrare le forze sulle parti più produttive della pianta. Infatti ogni anno che passa (perché la potatura è per piante grandi e/o comunque durature nel tempo, non certo per piante che nascono e muoiono nell’arco di primavera ed estate) vede la pianta crescere in stazza, altezza e numero di rami; alcuni di questi però producono per un certo periodo ma poi, per un meccanismo naturale di decadimento, non sono più in grado di farlo, cadendo in una sorta di vecchiaia. Capita che ciò coincide con la massima espansione in dimensioni del ramo stesso, quindi abbiamo un ramo grosso, vecchio e poco produttivo che però succhia molte risorse alla pianta che pur sempre lo alimenterà. La potatura punta ad eliminare questi elementi in modo da concentrare la forza su altri più giovani e produttivi; ma banalmente essa non è solo questo, in quanto si provvede ad eliminare per lo stesso principio anche un’abbondanza di gemme produttive (dispersione di energia produttiva) ed altri elementi.

Potatura del melograno

Nello specifico in questo articolo parliamo della potatura di un albero molto diffuso in Italia, non tanto per quanto se ne consumi il frutto ma per la lunghissima tradizione; pur essendo di origini orientali infatti, il melograno è da millenni presenti nel bacino del Mediterraneo ed abbiamo testimonianze di civiltà romane e greche a comprovarlo. Dal suo nome vediamo che presenta un “frutto con semi” (dal latino), ed infatti la pianta genera da fiori carnosi e rossi un frutto tondeggiante di cui in realtà si consuma solo la parte interna, fatta da semi succosi e dal ripieno quasi liquido (a proposito, macchia tantissimo). La potatura del melograno è particolare perché la pianta, pur venendo abitualmente formata ad albero, ha in realtà un carattere cespuglioso e quindi si possono notare ogni anno nuovi polloni che crescono alla base; ebbene, la potatura punta ad eliminare i polloni troppo vecchi, a sfoltire quelli produttivi e soprattutto a non permettere la crescita di troppi polloni nuovi che rischierebbero di disperdere le energie della pianta. Un aspetto importante della potatura del melograno è l’aerazione: la pianta ha bisogno di una buona circolazione di aria all’interno della chioma, perciò bisogna tenerla ordinata e sfoltita proprio con la potatura selezionata.

Etimologia e curiosità

Il melograno è un frutto dalle lontane origini. Proviene infatti dal sud-ovest asiatico e la sua coltivazione è antichissima. Oggi cresce ancora in maniera spontanea nelle regioni del Caucaso, dall’antica Persia, dell’Iran e dell’Afghanistan. Il termine melograno deriva dal latino malum ("mela") egranatum ("con semi”). La pianta del melograno si diffuse rapidamente in tutta Europa grazie alla colonizzazione dei Fenici che diffusero la pratica della coltivazione del melograno durante i loro numerosi viaggi. Una curiosità su questo particolare frutto dal sapore delizioso e dall’aspetto invitante fa riferimento alla città spagnola di Granada. Nello stemma della città infatti è raffiugurato un melograno. In spagnolo infatti melograno si dice granada. La città infatti ha preso il nome da questo frutto rosso brillante. L’introduzione del melograno in Spagna fu realizzata dalla dominazione dei mori sul territorio.

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Domande frequenti

  • Quando effettuare la potatura del melograno?
    La potatura del melograno va eseguita prevalentemente in inverno, durante il periodo di riposo vegetativo della pianta, generalmente tra fine febbraio e marzo, prima della ripresa della linfa. È fondamentale intervenire quando la pianta non è più soggetta a gelate intense. In alternativa, si può procedere con una leggera potatura verde estiva per controllare la vigoria dei nuovi getti, ma l'intervento principale rimane quello invernale volto a strutturare la chioma e rimuovere i rami secchi o danneggiati.
  • Come potare il melograno per favorire la produzione di frutti?
    Per ottimizzare la produzione, la potatura deve puntare a mantenere un numero limitato di polloni basali sani e ben distanziati, eliminando quelli deboli o incrociati. Bisogna asportare i rami vecchi, legnosi e poco produttivi che occupano spazio senza produrre fiori, favorendo così la nascita di nuova vegetazione giovane e vigorosa. È essenziale mantenere la chioma aperta e sfoltita per garantire una buona penetrazione della luce solare sui rami laterali, dove si formano i fiori, e per assicurare una corretta aerazione interna che previene malattie fungine.
  • È vero che il melograno ha un portamento cespuglioso nonostante sia un albero?
    Sì, è corretto. Anche se comunemente allevato ad alberello, il melograno possiede una naturale tendenza cespugliosa, producendo annualmente numerosi polloni alla base del tronco. Questa caratteristica richiede una gestione attenta: la potatura deve mirare a selezionare pochi polloni principali da lasciare svilupparsi come nuove branche, mentre gli altri vanno eliminati alla base. Questo controllo evita che la pianta diventi un groviglio disordinato di rami, mantenendo una struttura armoniosa e facilitando le operazioni di raccolta e manutenzione.
  • Quali sono gli errori comuni da evitare nella potatura del melograno?
    L'errore più frequente è lasciare troppi polloni basali crescere liberamente, creando una chioma densa e soleggiata solo esternamente, il che riduce la qualità dei frutti interni. Un altro errore è eseguire tagli grossolani o lasciare monconi di rami, che favoriscono l'ingresso di patogeni. Inoltre, non bisogna trascurare l'aerazione: una chioma troppo compatta trattiene umidità, aumentando il rischio di muffe e marciumi. Infine, evitare di potare in periodi piovosi o con umidità elevata per ridurre il rischio di infezioni alle ferite di taglio.
  • Quanto velocemente cresce il melograno e quanto dura nel tempo?
    Il melograno è una pianta longeva, capace di vivere per decenni se curata correttamente. La sua crescita è moderata: nei primi anni tende a sviluppare la struttura radicale e basale, mentre la produzione significativa di frutti inizia stabilmente dopo qualche anno. Essendo una pianta resistente, sopporta bene la potatura drastica se necessaria per ringiovanirla, ma i risultati visibili sulla fioritura e fruttificazione richiederanno comunque una stagione vegetativa completa. La sua durata nel giardino è garantita dalla sua robustezza e adattabilità climatica.

Scheda Tecnica

Punica granatum

Nome scientificoPunica granatum
FamigliaLythraceae
Tipo di piantaAlbero o cespuglio deciduo
OrigineSud-ovest asiatico (Caucaso, Iran, Afghanistan)
EsposizioneSoleggiata
TerrenoBen drenato, fertile, non calcareo pesante
IrrigazioneModerata, regolare in estate, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate (maggio-luglio)
Altezza3-6 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata leggera in primavera
PotaturaInvernale, eliminando polloni basali e rami vecchi/secchi per aerare la chioma
MoltiplicazioneSemina, margotte o talee
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, ticchiolatura, marciumi radicali da ristagno
Difficoltà di coltivazioneMedia-Bassa (resistente alla siccità una volta stabilito)