Caratteristiche principali dell'elleboro bianco
L'elleboro bianco viene comunemente chiamato anche rosa di Natale. I suoi fiori sbocciano nel periodo compreso fra l'inizio del mese di dicembre e la fine di febbraio. Il suo genere comprende una trentina di specie perenni che poco hanno a che fare con le rose. Le foglie sono costituite da segmenti ovali che hanno una colorazione verde particolarmente intensa. La pianta produce steli carnosi ma sottili che portano i fiori raggruppati in grappoli oppure singoli. Alle nostre latitudini si possono trovare anche allo stato selvatico soprattutto nei boschi collinari e nelle zone ben ombreggiate e caratterizzate da elevati tassi di umidità. L'elleboro è una pianta semplice da coltivare e contribuisce a decorare i giardini nei mesi in cui non sono presenti altre piante fiorite.
Tecniche colturali appropriate
L'elleboro bianco deve essere posizionato in una zona ben ombreggiata oppure in mezza ombra. E' sempre meglio verificare che il piede della pianta rimanga ben riparato dai raggi diretti del sole soprattutto durante la stagione più calda dell'anno per evitare che perisca in tempi brevi. Queste piante non temono le basse temperature nemmeno se il termometro permane per molti giorni al di sotto degli zero gradi centigradi. Le radici sono sensibili alla siccità e hanno bisogno di permanere in un ambiente umido. Durante la stagione estiva è buona norma eseguire innaffiature periodiche sia nelle prime ore del mattino che dopo il tramonto per assicurare un giusto tenore di umidità.Per migliorare il terreno, miscelatelo assieme a dell'ottimo stallatico.
I fiori dell'elleboro
I fiori dell'elleboro vengono adoperati anche come fiore reciso. Devono essere trattati con estrema cura perché sono molto delicati. Le piogge intense così come le grandinate ne rovinano l'aspetto in maniera irreversibile. Per ovviare a questo problema senza ricorrere alla coltivazione in serra, è necessario raccogliere i fiori in boccio.Si prestano per creare allestimenti floreali imponenti ma dall'aspetto raffinato durante l'inverno e per fare i bouquet da sposa. La loro forma ricorda vagamente quella della rosa canina. Il peso delle infiorescenze grava sugli steli e li fa piegare verso il basso dandogli un aspetto quasi malinconico. una volta che vengono recisi possono durare a lungo soprattutto se immersi in una soluzione di acqua e poco zucchero.
Gli utilizzi in erboristeria
Tutte le parti dell'elleboro contengono elevate percentuali di sostanze alcaloidi. Per tale ragione questa pianta è molto tossica sia per gli animali che per l'uomo. Gli alcaloidi sono irritanti se applicati localmente mentre se si ingeriscono possono avere effetti piuttosto importanti sul cuore. L'elleboro viene adoperato da secoli in erboristeria come cardiotonico ma anche come lassativo ad alta efficacia. Chi desidera raccogliere i semi delle proprie piantine per poi metterli a dimora l'anno successivo, deve necessariamente indossare i guanti onde evitare spiacevoli inconvenienti.I principi attivi vengono estratti e utilizzati in alcuni farmaci destinati a curare le aritmie e altre problematiche direttamente riconducibili ai disturbi di tipo cardiaco.