Bonsai giapponese da esterno

Attrezzi e vasi per bonsai

Bonsai da esterno

Avete mai pensato di abbellire il vostro giardino con un bellissimo bonsai? Ebbene sì, i bonsai, per lo meno alcuni tipi, sono adattissimi per vivere all'esterno. Seguendo poche e facili regole potrete anche voi godere della vista di un bonsai da esterno.

di Redazione

10 febbraio 2015

Bonsai: pianta da esterno o da casa?

Quasi tutti i bonsai in commercio sono piante da esterno, quindi non è necessario, anzi, in certi casi è proprio dannoso, tenere in casa i bonsai. Sono piante come tutte le altre.Un bonsai di ulivo è, in sostanza, un ulivo, con i suoi cicli e le sue esigenze: fioritura, fruttificazione, potature. Se abitate in una zona a clima mediterraneo, ed avete dello spazio a disposizione, ecco un piccolo elenco di piante bonsai che potrete coltivare:melograno, gelso, fucsia, ginepro, ulivo, olmo, agrumi in genere, acero, acero giapponese. Se invece il clima è più rigido andranno bene piante del tipo: pino nero giapponese, melo, bagaloro asiatico, betulla, ciliegio, pino rosso. I bonsai da esterno li posiamo anche suddividere in due macro categorie, bonsai da fiore e frutto e bonsai sempreverdi. Un bonsai da esterno può anche vivere al tepore della casa, ma vi perdereste la bellezza delle sue reazioni all'alternanza delle stagioni.

Bonsai da esterno: le cure necessarie

I bonsai, come detto, sono alberi in tutti i sensi, quindi quelli autoctoni sono la scelta migliore, almeno per i primi passi nel meraviglioso mondo del bonsai. Anche se autoctono, però, ha bisogno di alcune attenzioni, di cui l'albero in dimensioni normali non necessita. Per esempio, durante la stagione invernale, è bene coprire i vasi con paglia o teli di plastica, in modo che la poca terra presente nel vaso non geli, ponendo a rischio la vita stessa del bonsai. In caso di clima veramente freddo, è meglio mettere i bonsai in veranda o in serra. I rinvasi che si renderanno necessari, durante la vita del bonsai da esterno, andranno effettuati nel periodo di riposo vegetativo della pianta. Nello stesso momento in cui si rinvasa, va effettuata la riduzione della massa radicale. I bonsai da esterno vanno soggetti all'attacco di un parassita: la cocciniglia. In tal caso va effettuato un trattamento con prodotti specifici, oltre ad eliminare le incrostazioni biancastre con un spazzola.

Attrezzatura necessaria per i bonsai da esterno

Ciò che serve per la cura, manutenzione e, come si dice in gergo, educazione del bonsai, sono pochi strumenti facili da reperire. Piccole cesoie, un coltello affilato, filo di rame e tanta passione. Il filo di rame, che deve essere dello spessore adeguato al ramo che va "educato", va posto nella stagione vegetativa del bonsai, in modo che crescendo viene costretto a seguire la direzione desiderata. Questa tecnica viene eseguita principalmente sui tronchi/rami giovani. I fili vanno lasciati parecchi mesi, a volte anche anni, cambiando nel tempo lo spessore stesso del filo. Devono essere rivestiti di una guaina in gomma, in modo da non creare danni nei punti in cui avviene la legatura. Durante il periodo di riposo vegetativo, invece, va effettuata la potatura e la boinsaizzazione delle foglie, cioè, tuttole foglie più grandi vanno tagliate a metà, in modo che la pianta, poi, le lasci cadere, rinnovandole con un numero doppio ma di più piccola dimensione.

Un po' di storia del bonsai

Questo genere di coltivazione ha origini antichissime. La parola "bonsai" è giapponese e si divide in due. BON vassoio o ciotola e SAI crescere. Crescere nella ciotola. Ma se la parola è giapponese l'Arte è di origini cinese. Circa nel 700 dc, i cinesi mettono a punto una tecnica, chiamata "punsai", per la coltivazioen di alberi nani in vaso. In Giappone questa tecnica venne introdotta nel periodo Kamakura, grossa influenza della Cina sulla patria del Sol Levante. Le "forme" dei bonsai, erano di due tipologie: sacre e profane. Quelle sacre ricordavano le posture yoga, dove venivano "riprodotti" i fluidi vitali causa della lunga vita. Quelli profani, invece, non seguivano delle vere e proprie regole, ma più che altro l'estro dell'educatore. Ecco da dove arriva il vostro bonsai da esterno, ed ecco il perché bisogna avvicinarsi a questa tecnica con enorme umiltà, tanta passione e molta pazienza.

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Domande frequenti

  • Posso tenere il mio bonsai da esterno in casa?
    Generalmente no. La maggior parte dei bonsai da esterno sono piante che necessitano del ciclo naturale delle stagioni per prosperare. Tenerli in casa, specialmente d'inverno, è spesso dannoso perché privano la pianta del freddo necessario al riposo vegetativo. L'unica eccezione riguarda le specie tropicali o subtropicali resistenti all'interno, ma anche queste soffrono la mancanza di luce diretta e variazioni termiche. Per apprezzare appieno la bellezza del bonsai, è fondamentale esporlo all'aperto, permettendogli di reagire all'alternarsi delle stagioni.
  • Come proteggio il bonsai dal gelo invernale?
    Il pericolo principale in inverno non è tanto l'aria fredda, quanto il congelamento della terra nel vaso, che può uccidere le radici. È essenziale coprire il vaso con paglia, polistirolo o teli isolanti. Se le temperature scendono drasticamente sotto zero, è consigliabile spostare il bonsai in una veranda non riscaldata, in una serra fredda o interrare parzialmente il vaso nel terreno del giardino per garantire ulteriore isolamento termico alle radici.
  • Quali sono le migliori specie di bonsai da esterno per principianti?
    La scelta dipende dal clima locale. Nelle zone a clima mite o mediterraneo, ottimi candidati sono l'ulivo, il melograno, il gelso, il ginepro, l'olmo e gli agrumi. Per climi più freddi, si preferiscono specie rustiche come il pino nero giapponese, il pino rosso, il melo, il ciliegio ornamentale, la betulla o il bagolaro asiatico. Scegliere specie autoctone della propria zona aumenta notevolmente le probabilità di successo, poiché sono già adattate alle condizioni ambientali locali.
  • Quando e come si effettua la potatura dei bonsai?
    Esistono due tipi principali di intervento. La potatura strutturale si esegue durante il periodo di riposo vegetativo (solitamente fine inverno/inizio primavera), quando la pianta è ancora dormiente. La 'boinsaizzazione', ovvero il taglio delle foglie grandi a metà per stimolare la crescita di nuove foglie più piccole, si fa durante la stagione vegetativa attiva. Inoltre, la wireing (legatura con filo di rame) va fatta in primavera/estate sui rami giovani, rimuovendo il filo prima che si incastri nella corteccia mentre il ramo cresce.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaAlbero nano in vaso
OrigineGiappone (tecnica cinese)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
Temperatura minimaVariabile in base alla specie
TerrenoSubstrato drenante specifico per bonsai
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraDipende dalla specie (es. agrumi, fiori)
AltezzaDa pochi cm a vari metri (controllata)
ConcimazioneFertilizzante specifico per bonsai in primavera/estate
PotaturaInverno (strutturale) e estate (manutenzione fogliare)
MoltiplicazioneSeminazione, talea, innesto
Malattie e parassitiCocciniglia, ragnetto rosso, afidi
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede esperienza)

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