Quando irrigare
Carrubo è il nome comune della Ceratonia Siliqua, albero sempreverde della famiglia delle Leguminose. Si tratta di un esemplare molto bello, elegante e decisamente ornamentale. Originario dell’Arabia, cresce spontaneo nella regione mediterranea, soprattutto nella fascia litoranea e sublitoranea. Predilige quindi i climi molto caldi, quasi steppici. La pianta di Carrubo è dotata di un grosso tronco, non molto alto e di chioma ampia e lussureggiante, alquanto densa. Il Carrubo ha una notevole resistenza alla siccità: infatti riesce a sopportare senza acqua periodi prolungati. In quanto specie xerofita vive senza problemi anche in zone climatiche con 250-500 mm di precipitazioni annue. Bisogna comunque prestare maggiore attenzione alle giovani piante durante i loro primi 2-3 anni di vita: si deve effettuare durante i mesi estivi un'irrigazione a scorrimento. Una volta che gli esemplari sono adulti, gli apporti d’acqua diventano più distanziati tra loro.
Le tecniche colturali
Il Carrubo ha un robusto apparato radicale che lo ancora sicuramente in ogni tipo di terreno. Le foglie, coriacee e composte, sono disposte in modo alterno. Le singole foglioline sono tondeggianti, lucide e di un bel verde scuro. I fiori, piccoli, si riuniscono in infiorescenze a racemo. I frutti sono legumi, le cosiddette carrube, lunghe da 10 a 25 cm: contengono semi ovali, bruno-rossastri, detti carati, che nei tempi antichi servivano per pesare l'oro e le pietre preziose. Il Carrubo è un oggetto di coltura specializzata (carrubeto) in tutti i Paesi della fascia mediterranea, inclusa l'Italia. Questa pianta vegeta bene anche nei luoghi molto aridi e rocciosi, non solo in pianura ma anche sui rilievi fino a 600 metri; è necessario che i climi siano sempre molto caldi e asciutti. È una pianta assai rustica, che richiede poche cure; predilige i terreni permeabili, anche se sassosi e calcarei.
Le tecniche di concimazione
Nelle zone vicino al litorale il Carrubo viene coltivato come pianta ornamentale: infatti gli esemplari si distinguono per la bella forma dell'albero, per la densa e lucente chioma, che proietta un'ombra molto ampia, e per i lomenti decorativi sia allo stato verde che quando hanno raggiunto la maturità. Per quanto riguarda la concimazione, questa specie necessita al momento della messa a dimora degli esemplari di una somministrazione pari a 300-400 chili di materia organica matura per ogni 1000 metri quadrati di carrubeto. Nella maggior parte dei casi si utilizza del letame perché prodotto molto equilibrato e completo. Successivamente il Carrubo riceve 40-50 chili di letame per esemplare ogni 2-3 anni: è necessario rompere leggermente la superficie del terreno e spargere il concime in prossimità delle radici. In alterativa, in autunno, dopo la raccolta dei frutti, si possono spargere fertilizzanti azotati e potassici.
Eventuali malattie e parassiti
Il Carrubo necessita di un'esposizione in pieno sole per potersi sviluppare al meglio. Dal punto di vista della temperatura, questa pianta deve vivere in climi caldi, in quanto non risente delle alte temperature esterne. Al contrario la specie può subire danni se durante la stagione invernale la temperatura è inferiore ai 5°C: in questo caso è necessario mettere a punto alcuni accorgimenti, ad esempio proteggendo gli esemplari con teli di plastica. Anche se è un albero robusto, il Carrubo è sensibile all'azione di malattie di origine fungina e di parassiti. Nel primo caso è necessario prestare una grande attenzione al drenaggio del terreno, in modo da evitare ristagni idrici pericolosi. Per quanto riguarda le problematiche legate a infestazioni di insetti, si devono impiegare prodotti appositi per debellarle. In particolare il Carrubo è soggetto all'attacco dell'oidio, del Laetiporus sulphureus, del Myelois ceratoniae e del rodilegno giallo.