Pianta carrubo

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Carrubo

Il Carrubo è una pianta ad alto fusto, con portamento eretto e dall'aspetto imponente e molto ornamentale. Si trova spesso nei giardini e nei viali.

di Redazione

30 gennaio 2017

Quando irrigare

Carrubo è il nome comune della Ceratonia Siliqua, albero sempreverde della famiglia delle Leguminose. Si tratta di un esemplare molto bello, elegante e decisamente ornamentale. Originario dell’Arabia, cresce spontaneo nella regione mediterranea, soprattutto nella fascia litoranea e sublitoranea. Predilige quindi i climi molto caldi, quasi steppici. La pianta di Carrubo è dotata di un grosso tronco, non molto alto e di chioma ampia e lussureggiante, alquanto densa. Il Carrubo ha una notevole resistenza alla siccità: infatti riesce a sopportare senza acqua periodi prolungati. In quanto specie xerofita vive senza problemi anche in zone climatiche con 250-500 mm di precipitazioni annue. Bisogna comunque prestare maggiore attenzione alle giovani piante durante i loro primi 2-3 anni di vita: si deve effettuare durante i mesi estivi un'irrigazione a scorrimento. Una volta che gli esemplari sono adulti, gli apporti d’acqua diventano più distanziati tra loro.

Le tecniche colturali

Il Carrubo ha un robusto apparato radicale che lo ancora sicuramente in ogni tipo di terreno. Le foglie, coriacee e composte, sono disposte in modo alterno. Le singole foglioline sono tondeggianti, lucide e di un bel verde scuro. I fiori, piccoli, si riuniscono in infiorescenze a racemo. I frutti sono legumi, le cosiddette carrube, lunghe da 10 a 25 cm: contengono semi ovali, bruno-rossastri, detti carati, che nei tempi antichi servivano per pesare l'oro e le pietre preziose. Il Carrubo è un oggetto di coltura specializzata (carrubeto) in tutti i Paesi della fascia mediterranea, inclusa l'Italia. Questa pianta vegeta bene anche nei luoghi molto aridi e rocciosi, non solo in pianura ma anche sui rilievi fino a 600 metri; è necessario che i climi siano sempre molto caldi e asciutti. È una pianta assai rustica, che richiede poche cure; predilige i terreni permeabili, anche se sassosi e calcarei.

Le tecniche di concimazione

Nelle zone vicino al litorale il Carrubo viene coltivato come pianta ornamentale: infatti gli esemplari si distinguono per la bella forma dell'albero, per la densa e lucente chioma, che proietta un'ombra molto ampia, e per i lomenti decorativi sia allo stato verde che quando hanno raggiunto la maturità. Per quanto riguarda la concimazione, questa specie necessita al momento della messa a dimora degli esemplari di una somministrazione pari a 300-400 chili di materia organica matura per ogni 1000 metri quadrati di carrubeto. Nella maggior parte dei casi si utilizza del letame perché prodotto molto equilibrato e completo. Successivamente il Carrubo riceve 40-50 chili di letame per esemplare ogni 2-3 anni: è necessario rompere leggermente la superficie del terreno e spargere il concime in prossimità delle radici. In alterativa, in autunno, dopo la raccolta dei frutti, si possono spargere fertilizzanti azotati e potassici.

Eventuali malattie e parassiti

Il Carrubo necessita di un'esposizione in pieno sole per potersi sviluppare al meglio. Dal punto di vista della temperatura, questa pianta deve vivere in climi caldi, in quanto non risente delle alte temperature esterne. Al contrario la specie può subire danni se durante la stagione invernale la temperatura è inferiore ai 5°C: in questo caso è necessario mettere a punto alcuni accorgimenti, ad esempio proteggendo gli esemplari con teli di plastica. Anche se è un albero robusto, il Carrubo è sensibile all'azione di malattie di origine fungina e di parassiti. Nel primo caso è necessario prestare una grande attenzione al drenaggio del terreno, in modo da evitare ristagni idrici pericolosi. Per quanto riguarda le problematiche legate a infestazioni di insetti, si devono impiegare prodotti appositi per debellarle. In particolare il Carrubo è soggetto all'attacco dell'oidio, del Laetiporus sulphureus, del Myelois ceratoniae e del rodilegno giallo.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima tollerata dal Carrubo?
    Il Carrubo (Ceratonia siliqua) è una pianta tipicamente mediterranea che ama il caldo e resiste bene alle elevate temperature estive. Tuttavia, non tollera il freddo intenso: se le temperature invernali scendono sotto i -5°C, l'albero può subire danni significativi. In queste condizioni, specialmente per le giovani piante o nelle aree soggette a gelate improvvise, è consigliabile proteggere il tronco e la base con teli isolanti o pacciamature spesse per salvaguardare il sistema radicale e la corteccia dal gelo.
  • Quanto spesso va innaffiato un Carrubo adulto?
    Una volta raggiunta la maturità, il Carrubo diventa estremamente rustico e resistente alla siccità grazie al suo robusto apparato radicale. Non richiede irrigazioni frequenti e può sopravvivere anche in zone con basse precipitazioni annuali (250-500 mm). L'irrigazione diventa cruciale solo durante i primi 2-3 anni di vita, periodo in cui bisogna garantire apporti idrici regolari, specialmente in estate, per favorire l'attecchimento. Da adulte, le annaffiature vanno diradate drasticamente, intervenendo solo in caso di siccità prolungatissime.
  • Come si effettua la concimazione del Carrubo?
    La concimazione del Carrubo si basa principalmente sulla sostanza organica. Alla messa a dimora, è consigliabile apportare circa 300-400 kg di materia organica matura (come letame) per ogni 1000 mq di superficie. Successivamente, per mantenere la salute della pianta, si può interrare circa 40-50 kg di letame per esemplare ogni 2-3 anni, lavorandolo leggermente nel suolo vicino alle radici. In alternativa, in autunno dopo la raccolta, si possono utilizzare fertilizzanti specifici azotati e potassici per supportare la ripresa vegetativa.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie del Carrubo?
    Sebbene sia una pianta robusta, il Carrubo può essere colpito da alcune patologie. Tra i parassiti animali figurano il rodilegno giallo e la tignola del carrubo (Myelois ceratoniae), contro i quali occorrono trattamenti mirati. Tra le malattie crittogamiche, è sensibile all'oidio e al fungo Laetiporus sulphureus. Un fattore di rischio fondamentale è il ristagno idrico: poiché il Carrubo teme i terreni mal drenati, è essenziale prevenire accumuli di acqua nel suolo per evitare marciumi radicali e favorire lo sviluppo di funghi patogeni.
  • In che tipo di terreno cresce meglio il Carrubo?
    Il Carrubo è una pianta molto adattabile che vegeta bene in terreni poveri, sassosi e prevalentemente calcarei. Predilige substrati ben drenati e permeabili, evitando assolutamente quelli argillosi e soggetti a ristagni. La sua capacità di attecchire in ambienti aridi e rocciosi lo rende ideale per la coltivazione in collina (fino a 600 metri di quota) e in pianura, purché il clima sia caldo e asciutto. Non richiede terreni particolarmente fertili, preferendo invece la struttura fisica del suolo piuttosto che la ricchezza chimica.

Scheda Tecnica

Ceratonia siliqua

Nome scientificoCeratonia siliqua
FamigliaLeguminose
Tipo di piantaAlbero sempreverde ad alto fusto
OrigineMediterraneo e Arabia
EsposizionePieno sole
TerrenoPermeabile, sassoso, calcareo, resistente alla siccità
IrrigazioneModerata, essenziale nei primi 2-3 anni; adulta molto rustica
FiorituraFiori piccoli riuniti in racemi
AltezzaNon molto alto, chioma ampia e densa
ConcimazioneMateria organica alla messa a dimora; letame ogni 2-3 anni o fertilizzanti N-K in autunno
Malattie e parassitiOidio, Laetiporus sulphureus, Myelois ceratoniae, rodilegno giallo; sensibilità a ristagni idrici
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica e poco esigente

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