Frutti di Azzeruolo

Frutti Minori

Azzeruolo - Crataegus azarolus

In questo articolo vengono descritte le caratteristiche botaniche, le cultivar, le caratteristiche dei frutti e dei portainnesti maggiormente utilizzati e le tecniche di coltivazione dell’azzeruolo.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

L’azzeruolo appartiene alla famiglia delle Rosacee, al genere Crataegus ed alla specie azarolus. Altre specie da ricordare sono Crataegus pennatifida, molto coltivato in Cina ed adatto alla trasformazione industriale, Crataegus mexicana, frequente in Arizona e California dove è conosciuto col nome di “manzanilla” (piccola mela), Crataegus pontica, utilizzata in Russia nel miglioramento genetico. È un albero di modeste dimensioni, alto 4-8 m, di lenta crescita, che assume un portamento cespuglioso con una chioma di forma piramidale. Il tronco ha una corteccia di color marrone scuro, le branche sono irregolari e nodose, mentre i rami giovani sono ricoperti da peluria, di solito spinescenti e con una scorza nera. Le foglie sono caduche, alterne, più o meno coriacee, provviste di un breve picciolo, dotate di stipole poco persistenti, con margine dentato o intero; la pagina superiore generalmente è liscia e lucida, mentre quella inferiore è di color verde pallido-grigiastro, liscia o pelosa. I fiori sono piccoli, con cinque petali bianchi, originati da gemme miste e riuniti in gruppi di 10-20 in infiorescenze a corimbo erette, localizzate all’apice dei germogli. Dopo la raccolta dei frutti l’apice dissecca e una gemma laterale sottostante da origine alla crescita dell’anno successivo. La fioritura, molto abbondante e scalare nel corimbo, si verifica a fine primavera; rispetto alle altre pomacee è piuttosto tardiva.

Frutti

Il frutto è un pomo, che può considerarsi un falso frutto in quanto solo una parte della struttura deriva dallo sviluppo dell’ovario; gran parte dei tessuti derivano dalla proliferazione del ricettacolo e in alcuni casi dello stesso peduncolo, la cavità calicina delle azzeruole è molto ampia. La buccia del pomo può essere rossa o biancastra, la polpa è di colore bianco crema, a volte farinosa altre butirrosa, dal gradevole sapore dolce-acidulo; l’endocarpo, o torsolo, comprende 1-5 semi di consistenza cornea. Il prodotto è destinato al consumo fresco oppure alla produzione di marmellate, gelatine e sciroppi.

Clima e terreno

L’azzeruolo è una specie termofila, predilige i climi caldo-aridi, con esposizione su appezzamenti collinari in modo da avere una buona illuminazione e con temperature miti, infatti ha trovato come ambiente ideale la Sicilia. Questa pianta si adatta a molti tipi di terreno, specialmente su quelli argillosi e calcarei, rifugge però i suoli troppo umidi e compatti. L’azzeruolo è presente nell’Europa meridionale, in Asia Minore ed in nord Africa, mentre nel nostro Paese viene coltivato sporadicamente, oltre che in Sicilia, in Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Varietà

Le cultivar di azzeruolo hanno un periodo di maturazione compreso tra la metà di agosto e l’inizio di ottobre e si distinguono tra loro soprattutto per le dimensioni e la forma del frutto ed il colore della buccia; di seguito vengono descritte le varietà principali. Gialla del Canada: il pomo è tondeggiante con l’epidermide di color arancio-rosso, matura a metà agosto. Moscatella: è la vera azzeruola gialla, a frutto meliforme, di buona pezzatura, con polpa dal sapore dolce-acidulo; l’albero ha foglia come il biancospino e fioritura altrettanto decorativa, matura in settembre. Rossa d’Italia: a differenza del precedente la buccia è rossa. Azzeruolo invernale: è coltivato soprattutto a scopo ornamentale, infatti i suoi piccoli frutti aranciati sono molto decorativi per tutto l’autunno e parte dell’inverno; l’albero è più esuberante che negli altri tipi e possiede un bel fogliame verde lucente.

Portainnesti

L’azzeruolo si propaga sia per seme che per via vegetativa mediante l’innesto. Il franco è ottenuto dai semi di Moscatella e Rossa d’Italia, è caratterizzato da un ottimo ancoraggio al suolo, da una lenta messa a frutto e da una disomogeneità delle piantine. L’innesto è stato introdotto per anticipare l’entrata in produzione e per ottenere materiale vegetale identico. Il portainnesto più diffuso è il biancospino che ha ottima affinità e favorisce una precoce fruttificazione; emette tuttavia numerosi polloni e presenta uno sviluppo più limitato rispetto alla varietà, con evidente differenza diametrale nei due individui. Il cotogno va utilizzato in terreni poco calcarei e con cultivar non disaffini, mentre il pero franco ed il nespolo comune sono meno impiegati.

Cure colturali

L’azzeruolo, come pianta da frutto, è coltivato in frutteti familiari e giardini in esemplari isolati. Con la potatura ci si limita ad eliminare i rami deperiti e troppo fitti al fine di agevolare la raccolta; tuttavia a volte vanno effettuati dei tagli di ritorno per contrastare la tendenza a scappare verso l’alto di alcuni rami, visto che la pianta tende a fruttificare nella posizione apicale dei germogli. Questo albero non necessita di irrigazioni in quanto è in grado di resistere a periodi di siccità prolungata. Al momento della raccolta i frutti hanno un sapore molto astringente, per cui nei giorni seguenti in fruttaio si verifica il processo di post-maturazione con l’ammorbidimento del sapore. L’azzeruolo è una pianta rustica generalmente resistente ai parassiti, per cui si ottengono frutti privi di residui di fitofarmaci.

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Domande frequenti

  • Quando maturano i frutti dell'azzeruolo?
    La maturazione dell'azzeruolo avviene in un arco temporale variabile, generalmente compresa tra la metà di agosto e l'inizio di ottobre, a seconda della specifica cultivar. Ad esempio, la varietà 'Gialla del Canada' matura a metà agosto, mentre la 'Moscatella' raggiunge la piena maturità a settembre. È importante notare che al momento della raccolta i frutti risultano spesso molto astringenti e aspri. Per migliorare il sapore, è necessario lasciare i frutti in fruttaio per alcuni giorni dopo la raccolta: durante questa fase di post-maturazione, la polpa si ammorbidisce e sviluppa quel tipico gusto dolce-acidulo gradevole al palato.
  • Qual è il miglior portainnesto per l'azzeruolo?
    Il portainnesto più diffuso e consigliato per l'azzeruolo è il biancospino. Questa scelta offre un'eccellente affinità biologica con la pianta innestata e favorizza una precoce entrata in produzione, anticipando significativamente la fruttificazione rispetto alla propagazione per seme. Tuttavia, bisogna considerare che il biancospino tende a emettere numerosi polloni basali e può mostrare uno sviluppo vegetativo leggermente inferiore rispetto alla varietà innestata, creando talvolta una differenza visibile nel diametro del tronco. Alternative valide includono il cotogno (preferibile in terreni poveri di calcare) e, meno frequentemente, il pero franco o il nespolo comune.
  • Come si effettua la potatura dell'azzeruolo?
    La potatura dell'azzeruolo deve essere leggera e mirata principalmente alla gestione strutturale e alla facilitazione della raccolta. Si procede eliminando i rami secchi, malati, deperiti e quelli eccessivamente fitti all'interno della chioma per garantire una migliore aerazione e penetrazione della luce. Poiché l'azzeruolo tende a fruttificare prevalentemente all'apice dei germogli e alcune varietà mostrano una forte tendenza a crescere verticalmente ('scappare verso l'alto'), possono rendersi necessari dei tagli di ritorno. Questi interventi aiutano a contenere l'altezza della pianta e a mantenere una forma più gestibile, tipicamente cespugliosa o piramidale, senza compromettere la produzione futura.
  • In quali terreni cresce meglio l'azzeruolo?
    L'azzeruolo è una pianta molto adattabile che prospera in diversi tipi di suolo, mostrando una particolare predilezione per i terreni argillosi e calcarei. Tende a svilupparsi vigorosamente in ambienti collinari ben illuminati. È fondamentale evitare suoli troppo umidi, pesanti e compatti, poiché questi condizioni compromettono il drenaggio e possono causare problemi radicali. La specie dimostra una notevole resistenza alla siccità una volta stabilita, rendendola adatta anche a zone con precipitazioni limitate, purché il substrato non ristagni acqua. Questa robustezza ne facilita la coltivazione in molte regioni mediterranee, dalla Sicilia alla Liguria.
  • Si possono mangiare gli azzeruoli freschi?
    Sì, gli azzeruoli possono essere consumati freschi, ma con alcune accortezze. Al momento della raccolta diretta dall'albero, il frutto risulta spesso molto astringente e poco gradevole al palato a causa dell'alta acidità e tannicità. Per un consumo fresco ottimale, è consigliabile raccogliere i frutti maturi e lasciarli riposare in un luogo fresco e areato (fruttaio) per qualche giorno. Questo processo di post-maturazione permette alla polpa di ammorbidirsi e al sapore di evolversi verso una nota dolce-acidula più equilibrata. Inoltre, i frutti sono eccellenti per trasformazioni culinarie: sono ideali per preparare marmellate, gelatine, sciroppi e confetture che valorizzano il loro aroma caratteristico.

Scheda Tecnica

Crataegus azarolus

Nome scientificoCrataegus azarolus
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero deciduo di modeste dimensioni (4-8 m)
OrigineEuropa meridionale, Asia Minore, Nord Africa
EsposizionePieno sole, clima caldo-arido
TerrenoArgilloso, calcareo; evita suoli umidi e compatti
IrrigazioneScarsa, resiste bene alla siccità
FiorituraFine primavera (tardiva rispetto ad altre pomacee)
Altezza4-8 metri
PotaturaLeggera, eliminazione rami secchi/fitti e tagli di ritorno
MoltiplicazioneSeme (franco) o innesto (su biancospino, cotogno, pero)
Malattie e parassitiGeneralmente rustica e resistente ai parassiti
Difficoltà di coltivazioneFacile

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